Palla a due domani alle ore 20 per Panathinaikos-Olimpia Milano, dodicesimo round di EuroLeague. Tornano le 5 domande 5 di ROM.
Si va in Grecia, nel tempio di un basket europeo. Il Panathinaikos negli ultimi anni non ha mai impressionato. Gara alla portata?
«I “verdi” arrivano dal ko in campionato con l’Olympiacos ma anche da 3 successi in fila in EuroLeague, con Virtus, Asvel e Zalgiris. Hanno vinto le gare da vincere, e hanno un coach molto quadrato, Dejan Radonjic. Un dato, tra tanti, Derrick Williams: nelle ultime tre gare ha segnato 26 punti contro la Virtus e 25 contro lo Zalgiris. Viaggia a 15.7 in stagione. Sono riusciti a metterlo sulla stessa pagina dei compagni, cosa non da poco. Gara alla portata dicevamo? Non ho idea di dove sia l’Olimpia adesso, sinceramente».
Sul successo di Sassari si è scritto e detto tanto. Tornando alla domanda di Massimo Pisa su Repubblica: scintilla o illusione?
«Come spesso capita, nel negativismo tipico del pubblico milanese, si è andati oltre il senso della domanda dicendo che il campionato non vale l’EuroLeague. Grazie al cavolo direbbe mio nonno. Cosa diavolo centrano i due livelli delle competizioni in esame? Nulla. Non è questo il punto. Inutile esaltare troppo la prova di Sassari, ma giusto sottolineare il piglio e la gestione del tutto in un momento terrificante per la squadra. Ecco perchè dico “potenziale scintilla”. Ma ora serve infiammarsi. Perchè sino ad ora questa squadra non sorride, non ama giocare insieme, non sa cosa fare con il pallone in mano. E questo a prescindere dal valore degli avversari. Domenica si è vista fiducia. Con la fiducia può cambiare tutto».
Solo che a Sassari non c’erano due giocatori particolarmente in difficoltà, Thomas e Voigtmann. Per loro il treno è perduto?
«Difficile dire se sia perduto, certamente sono sulle rotaie della ferrovia e cercano la mano di qualcuno per tornare a bordo. Su Thomas sono abbastanza sorpreso, è un giocatore prezioso, lo è sempre stato, e in fondo in campionato non stava facendo male. Voigtmann è oggi l’ala più “molle” d’Europa. Ma c’è anche da dire che nessuno lo protegge nelle sue manchevolezze. Sia chiaro, senza Pangos e Shields, tutti devono dare qualcosa, o non si andrà da nessuna parte».
In quali condizioni di roster si arriva in Grecia? E il Panathinaikos?
«Credo sia possibile ritrovare Stefano Tonut nei 12, e utilizzabile. Sul resto al momento nessuna novità, anche se Gigi Datome prosegue il lavoro di recupero per ritrovare una condizione decente. Tra i greci Marius Grigonis ha saltato le ultime tre gare di EuroLeague e anche lunedì non era in campo contro l’Olympiacos per un problema alla schiena. Viene valutato giorno per giorno».
E arriviamo alle chiavi del match.
«Naz Mitrou-Long e Brandon Davies. Il primo, da quando è stato promosso a play titolare per l’infortunio di Kevin Pangos, ha prodotto un 1/15 dal campo in due gare, e nei 29’ con Sassari non ha mai attaccato il ferro. Il secondo invece ha raccolto l’invito di Ettore Messina ad “aiutarsi da solo”. Un’intesa play-centro può aiutare tutti gli altri, ma a prescindere dal valore del Panathinaikos, l’Olimpia dovrà fare due cose: approcciare bene la gara, perché i suoi umori nascono da lì, e correre. Questa squadra è nata per correre, e deve correre. Oggi più che mai».

Oltre a Derrick Williams, occhio a Bacon. Nelle ultime tre partite, ha messo a referto 20 punti contro l’Olympiacos, 19 con lo Zalgiris e 25 contro l’Asvel.
E noi lo friggeremo con Los uevos che tenemos