La Visione del Guazz – Messina meglio di Toktamish Khan

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Vincere in Russia non è mai facile. E la scioltezza con cui Milano saccheggia pure Mosca come Toktamish Khan è un segnale esaltante

Vincere in Russia, lo sanno bene certi condottieri del passato, non è mai facile. E la scioltezza con cui Milano – appena 10 giorni dopo aver sbancato Barcellona – saccheggia pure Mosca come Toktamish Khan è un segnale esaltante. Assenze di qua, assenze di là. 2-0 sui catalani dei debiti; 2-0 sull’Armata Rossa; 1-0 sull’Efes e poi si vedrà. Direi che, a naso, siamo legittimamente in lizza per cercare di raggiungere nuovamente l’atto finale, con il terzo posto temporaneo che ci sorride con candore.

Esaltante è la difesa, come sa sempre cosa fare, come si aggiusta, come non si fa mai trovare impreparata. Melli farà pure 0 ma costringe Shengelia agli straordinari di aprile – cit. Boris – per elemosinare 13 punti con 18 tiri. Di fatto, il georgiano è la sola opzione credibile lasciata dal sistema difensivo di Milano che non può annullare il talento altrui. Hines resta uno scienziato: quando c’è da alzare il registro, lui risponde sempre presente, sfoderando prove che rasentano l’empireo. E quando loro – pur senza Hackett che equilibra quello che squilibra Shved, il più grande spreco di talento europeo per apatia agonostica – finiscono per arrivare a 57 solo perché gli ultimi 4′ sono garbage time un filino di complimenti ti viene da farli.

Ci sono le conferme: Hall, aveva ragione il Mio Pastore nelle confidenze di fine giugno, è Shields 2.0 – inteso come esplosione verticale del rendimento -. Non ha quella possenza ma ha quella presenza. Puoi contestargli tutti i tiri ma di fatto è lui che sbaglia e non l’avversario che lo ferma. Delaney e Rodriguez restano la base di partenza da cui costruire le vittorie: e se stanno bene, te ne prego, sono una combo eccezionale – e mi piacciono molto anche quando si accoppiano assieme quei pochi minuti -. E “Doom” Daniels che fa il Datome – ovvero sparatutto quello che c’è da sparare – è nella logica delle cose.

E ci sono le sorprese. Perché Kell a Varese non aveva questa applicazione ma aveva quelle gambe con cui inchioda una schiacciata a difesa schierata che mi fa alzare dal divano. Ho pensato per un attimo al Grant Hill pre-caviglia distrutta. Poi sono rinsavito. Dopo due partite di Eurolega prova a giocare come un veterano, bel segnale. Lascia che la palla arivi a lui e non viceversa. Così si gioca in un contesto di squadra. E solo le Squadre vincono così a Mosca!

9 thoughts on “La Visione del Guazz – Messina meglio di Toktamish Khan

  1. L’amata Olimpia si è stufata dei cacadubbi nostrani e risponde da par suo con i fatti. La strada è quella che indica da sempre il nostro pastore, che prima di fare entrare Kell gli sussurra all’orecchio vai e stupisci, annichilito l’avversario con difese sublimi, porta a casa la fotografia degli avversari e T K risponde con un poster del quintetto in campo, lasciando Milutinov basito a chiedersi ma questo da dove sbuca, un attimo fa era li?

  2. Un inciso per Shved: sarà anche uno spreco di talento, ma credo sia da sempre sopravvalutato, negli ultimi anni parlano per lui le scandalose percentuali al tiro e la rilevanza nel contesto di squadra di EL……..irrilevante, se non dannoso per i propri, addirittura un lusso che anche un top-team non si può permettere……e allora mi chiedo, perchè prendere uno che da più problemi che soluzioni?
    A Itoudis l’ardua sentenza, noi abbiamo già dato con James

    1. Il problema è che in linea teorica Shved sarebbe stato preso per sostituire James.

      1. Sai, non avevo pensato al fatto che prima di Shved c’era James, quindi tutto torna……o no? e cmq c’è coerenza nel volere in squadra una certa tipologia di giocatore, contenti loro……

      2. Per prendere uno come Shved che nella sua carriera non ha mai fatto un passo in avanti tanto vale mi sarei tenuto James che era a libro paga invece di pagargli la buonuscita e che con una squadra mediocre come il Monaco sta facendo meglio dei russi.

    2. Shved fenomeno nelle squadre con poche opzioni ma col CSKA si vede che potendo permettersi meno fronzoli è un giocatore più normale. Tutta testa peraltro, perché quando gioca disciplinato è sublime.

  3. Chiarisco uno cosa che forse ho espresso male in altri post: io sono orgoglioso di questa squadra, di come impone la propria difesa, di come i big si prendano la gara nei momenti clou, lasciando però il palcoscenico agli altri, quando lo meritano. Altri, che sanno attendere le loro occasioni. In sostanza: amo la Milano di EL. Credo davvero si sia fatto un ottimo lavoro per arrivare al vertice, e restarci.
    Lasciamo perdere la LBA, che ormai non mi interessa più (fino alla prossima finale persa).
    Quindi grandissimi complimenti al lavoro di progettazione e realizzazione, complimenti ai ragazzi che hanno creato un gruppo vincente, al coach e lo staff che hanno dato un’impronta di altissimo livello, capace di regalarci serate magiche! Forza Milano

  4. Il CSKA è squadra completa e forte, senza infortuni e con Hackett e Clyburn sono da Final 4 di Be…
    E’ proprio questo il punto: è impressionante l’upgrade di squadra negli ultimi due anni in rapporto ai due decenni precedenti.
    Da Mosca mi porto via:
    – le stoppate siderali di Hines su Shengelia e del piccolo Hall sul gigante Milutinov
    – l’esplosivo e sfacciato kell
    – la sana incazzatura di Tarc per il fallo fischiatogli contro
    – i movimenti pazzeschi dei piedi di Melli quando difende (ricordiamoci che non ha saltato mezza partita e che spende tonnellate di energia ogni volta, teniamo conto anche di questo quando le % di tiro sono basse)
    – Messina che non deve neanche arrabbiarsi, da quanto i suoi sono sul pezzo

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