One thought on “Olimpia Milano-Valencia, gli highlights di una notte serena

  1. Arrivati in campo tutti con un taglio di capelli selvaggio e brutto, come monaci di clausura la cui tonsura serve appunto a simboleggiare umiltà.

    A me è sembrato da subito un segno, una presa di coscienza raggiunta dalla squadra, che ha bisogno di un sacrificio, testimoniato dall’umiltà di chi accetta di andare in campo sfigurato.
    L’unico che non ha potuto mostrare accettazione è stato infatti Shields, purtroppo, che in testa non ha nulla da rasare 😌

    La difesa è infatti sacrificio, gambe mobili e culo basso, la costanza benedettina di perseguire il proprio ideale extraterreno.
    Così hanno fatto i nostri, finalmente, tenendo Valencia a un punteggio inedito, confondendo la loro manovra, distruggendo il loro gioco.
    Quando l’umiltà funziona, giocare poi contro una difesa che non ha fatto in tempo a schierarsi è molto più facile: ieri siamo apparsi perfino aerei e leggeri nel gioco, di punti ne abbiamo fatti più del solito, con maggiore facilità, distribuiti meglio.

    La domanda che rannuvola un po’ questa partita resta: una proporzione 34/31 fra tiri da 2 e da 3 è sana, percorribile, vincente?

    In particolare contro una difesa smembrata e rattoppata come quella di Valencia ieri, che concedeva moltissimo, magari si sarebbe potuto provare a darla dentro di più, provandoci perché in futuro non si sa mai, provandoci perché il +20 sembrava cuscinetto comodo sul quale sperimentare una dimensione che non ci dovrebbe mancare, provandoci perché di sicuro è cosa da imparare insieme all’umiltà.
    Ma non ho visto tonsure sugli abiti blu in panchina, l’umiltà quindi non abita ai piani alti del nostro staff, ed è un peccato.

    Due parole su Shields che proprio non si trova a giocare da guardia.
    È un campionissimo, forse un po’ stanco – di essere trattato da ragazzino in particolare – ho molta fiducia nella sua qualità, so che tornerà e sarà decisivo com’è sempre stato.
    Messina però lo espone al dileggio di troppi, così leggo nei commenti in giro: il rischio di un altro percorso alla Hall è evidente e forte – arrivato da noi come promessa, oggi degradato a compiti umili, avendogli tagliato le palle. Hall dico. E speriamo non Shields.

    Infine il segno forse più importante di tutti su questa brillante partita: le poche palle perse, solo 12 che è un numero ottimo, per questa squadra in particolare.
    Dice che umiltà e attenzione erano ben presenti tra i nostri; dice anche che non è che siano state veramente testate dalla difesa avversaria.
    Ricordo un paio di tentativi di pressing a tutto campo sui nostri, finiti con infiniti (😎) vantaggi del nostro attacco, in facilità.

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