
Domani sera, giovedì 9 ottobre alle 20:30, l’Olimpia Milano torna davanti al pubblico dell’Unipol Forum per il primo impegno casalingo in EuroLeague 2025-26, valido per il terzo round. Di fronte ci sarà l’AS Monaco, una delle rivali più attese, trascinata dall’ex biancorosso Nikola Mirotic, già MVP nel successo europeo contro Dubai.
Dopo due giornate, sono già emersi alcuni dati chiave. Il Monaco segna 8.5 punti in più a partita rispetto a Milano, mentre l’Olimpia ne subisce 4 in meno, a conferma di un’identità più difensiva. Milano guida la EuroLeague per percentuale da tre punti (48%), contro il 41.7% del Monaco, ma il club del Principato resta superiore negli altri indici offensivi. Fondamentale sarà il controllo dei rimbalzi difensivi, dove Milano tiene praticamente il passo (solo uno in meno), perché il Monaco sa correre in transizione e punire ogni disattenzione.
Il Monaco non ha iniziato bene la stagione: ko all’esordio in EuroLeague contro lo Zalgiris Kaunas e in campionato con Chalon (senza Daniel Theis e Diallo), ma ha dominato Dubai 103-81 con 67 tiri tentati, frutto di 8 rimbalzi offensivi e delle 16 palle perse dell’avversario. Milano, che finora ha perso 14.5 palloni di media, dovrà limitare gli errori per non favorire i contropiedi di Mike James, Elie Okobo, Nemanja Nedovic e del giovane regista Strazel, mentre la fisicità di Blossomgame, Theis e Hayes darà battaglia sotto canestro.
Per l’Olimpia, la vigilia è piena di incognite. E’ la gara dei tanti “se”: Lorenzo Brown torna a disposizione ma resta da capire il minutaggio, stesso discorso per Shavon Shields, uscito acciaccato a Belgrado. L’assenza di Josh Nebo (out almeno fino a novembre) aumenta le responsabilità di Devin Booker e del veterano Bryant Dunston sotto i tabelloni. Da verificare anche le condizioni di Vlatko Cancar e la tenuta di Marko Guduric, che ha esordito solo martedì dopo giorni di terapie post-EuroBasket.
Il ritorno di Mirotic al Forum sarà il cuore emotivo della serata: in due anni a Milano non è mai riuscito a guidare la squadra ai playoff di EuroLeague, e il suo addio è coinciso con l’eliminazione contro la Virtus. Ora è il simbolo del Monaco che sogna il salto di qualità. Per l’Olimpia di Ettore Messina, è il momento di dimostrare solidità e di saper reggere al ritmo di una big europea. E rispondere ai tanti “se”.

Inutile farsi illusioni,la partita sarebbe stata già al limite dell’impossibile con il roster al completo,figuriamoci in queste condizioni.
Razionalmente non punterei neppure un centesimo su una nostra vittoria ma sperare non costa niente, perciò aspettiamo fiduciosi di vedere quantomeno una prova gagliarda dei nostri,e poi vada come vada.
Non saranno certo i punti eventualmente persi con Monaco quelli su cui contavamo per arrivare almeno al decimo posto.
Quanto a loro pur senza Loyd,che considero una partenza difficile da capire,restano pur sempre tra le 5/6 più forti in assoluto del lotto delle partecipanti al torneo.
A inizio stagione, dopo le traversie dello scorso anno, se prendi Dunston dovresti usarlo per centellinare Nebo nelle prime partite. Invece Dunston zero minuti, Nebo tanti in partite ravvicinate. Basta andare a vedere quanti giocatori si infortunano ai muscoli dopo stop molto lunghi per capire che si fanno scelte sbagliate. Messina da l’idea che a fronte magari di idee ad inizio anno anche valide non appena inizino le partite perda lucidità nella gestione del roster e nelle dinamiche di gruppo. Perche non si spiega altrimenti dire in precampionato che serviranno tutti e poi in lba fare giocare poco o niente Flaccadoti, Tonut, Diop. Anche se perdi ma almeno li tieni in forma partita e se non al massimo inizi a recuperarli
Ancora ti stupisci? Non è capace di gestire un team. Questo è
Purtroppo continuiamo a ripetere le stesse cose e sopratutto non vediamo mai cambiamenti reali.
Avere sempre gli stessi 8-9 che giocano e altrettanti che stanno a guardare sembra inspiegabile!
Eppure è così.
Messina ha da sempre l’idea che gioca chi performa … e gli altri hanno dei ritagli di qualche minuto.
Porta avanti questo pensiero da sempre ed evidentemente non è disposto a modificarlo.
Quelli che non giocano … da Flaccadori a Tonut a Diop giocherebbero titolari in quasi tutte le altre squadre di LBA. Non si capisce quindi perchè non possano giocare stabilmente in LBA 20-25 minuti, senza se e senza ma.
Certo se poi fai entrare Flaccadori 50 secondi cosa ti aspetti che faccia? Nulla … ma il nulla se lo aspetta anche Messina che lo fa entrare per evitare un fallo ad un altro giocatore e per dare 1 minuto di fiato ad un altro. Senza ritenerlo uno che porta davvero qualcosa. Questa è la sua visione.
Non mi spiego nemmeno Dunston non ancora tesserato per la LBA … e mi spiego ancora meno Cancar che attulamente è un paracarro. Doveva essere una specie di sostituto di Mirotic … forse lo può essere se giocano a carte durante le trasferte non di certo in campo! Tra tutti i giocatori del mondo andiamo a prendere uno che non gioca da tempo per un infortunio dal quale praticamente ancora non si capisce se si sia ripreso. Molto … come dire … originale!
Poi … aggiungo una considerazione sulla velocità del gioco. Le altre squadre corrono per davvero … vanno a tutta birra sempre. Noi non abbiamo giocatori così, l’unico è Bolmaro, gli altri giocano a 2 all’ora … è tutto troppo impastato e poco scorrevole. C’è però un però … non abbiamo più Mirotic che da 8 metri prendeva e tirava e segnava da 3 in un secondo.
Caro Julius l’idea che mi sono fatto sul nostro tecnico è che l’unica cosa che gli interessi realmente e’ portare annualmente in dote a questa tanto benemerita quanto “ingenua” proprietà qualche titoletto,poco conta che sia una inutile super coppa oppure l’ennesimo scudettino,visto che per lei qualsiasi sconfitta o vittoria ha comunque lo stesso peso specifico.
Mi auguro di sbagliarmi e di vedere qualcosa di ben diverso quest’anno ma la sensazione di fondo e’ che lui non resista proprio alla tentazione di ridurre sin dalle prime battute il numero degli “affidabili “ in qualsiasi competizione con l’inevitabile risultato di averli tutti spompati a primavera quando si gioca veramente il tutto per tutto.
Questo giochino almeno in Italia per un po’ gli ha funzionato perché non avevamo più avuto realmente di fronte nessuno dopo il vergognoso 4 a 0 che ci rifilò Sale.
Questi scudettini in serie sono stati realmente il suo unico “Iron Dome” di fronte a tutti i disastri combinati in Europa ma il pesante segnale di allarme della vergognosa sconfitta dello scorso anno contro la Virtus non ha avuto alcun effetto positivo nella sua mente visto che parliamo nuovamente delle solite scelte del tutto discutibili,soprattutto in LBA,dove il nostro decimo uomo sarebbe titolare nel 99% di tutte le altre squadre.