1 maggio
La Visione del Guazz | Ora o si fa l’Italia o si muore… A martedì, sempre che io ci arrivi…
Non credo di arrivare a martedì. Sono serio. La mia famiglia ha una genetica quanto meno sfortunata al cuore e questa gara4 (LA CRONACA / LE PAGELLE) non ha aiutato le mie coronarie. Nemmeno l’attesa per la bella è un assist di Chris Paul. E se arrivo a martedì probabilmente avrò bisogno di essere defibrillato all’intervallo. Per chi ha seguito il live di BDP ieri sera i dati sono inequivocabili: 96 di saturazione (ottimo anti-Covid, anche oggi l’ho evitato), 89 battiti al minuto. Troppi. La mentalità per martedì deve essere una e una sola: “O si fa l’Italia o si muore”. Un urlo garibaldino per la battaglia. Perché sarà una guerra. Guerra vera. Con mani addosso, botte da orbi e tensioni a non finire, urla e strepiti. La vita media del tifoso Olimpia, la mia vita media con te che sono pronto a combattere.
5 maggio
La Visione del Guazz | Final Four
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29 maggio
La Visione del Guazz | Final Four: Punter, Higgins, Micov. Orgoglio e fede ma voglio morire adesso
Palla fuori, palla dentro. Sconfitta e vittoria. Il basket è uno sport cattivo, crudele, brutale. Bellissimo, perfetta rappresentazione della vita. Il tiro di Punter, costruito con talento, fa sdeng sul ferro. Il tiro di Higgins, costruito con altrettanto talento, fa ciuf e spezza il cuore di migliaia di tifosi Olimpia. Una doccia gelata, un dolore sportivo francamente incommensurabile, amaro come bere la cicuta. Ci credevo. Da morire. Per corsi e ricorsi personali – e tu che non sei qui con me nella mia stanza di Colonia lo sai cosa intendo -. Per una fiducia incondizionata verso il Mio Pastore (che di riffa o di raffa, tra piano gara o aggiustamenti all’intervallo è una garanzia). Per una assoluta fede mistica verso un gruppo che non ha mai fallito. E non ha fallito nemmeno questa volta. Un centimetro qui, un centimetro lì. Senza scomodare Al Pacino in Any Given Sunday. Tutti meritano gli applausi. Anche chi ha toppato la gara. Non è un’onta, non è una colpa, non è un tradimento, non è logico aprire processi per scaldare la pancia di qualche invasato. Ed è sbagliato indicare uno piuttosto che un altro, come è sbagliato incensare uno piuttosto che un altro – tranne Micov, per favore dategli un altro anno di contratto -. Il livello degli avversari è altissimo, il Barcellona dei debiti era e resta la favorita assoluta e Milano l’ha portata sul baratro, a 8 punti di terrore, a due centimetri da spingerla giù.
Ppps. Maggi russa. Fortuna mi tieni sveglio tu su Whatsapp così non lo devo strangolare…
Nota dell’autore: Dite a quelli che sono stati con lui a Montecarlo se a russare non fosse lui…
31 maggio
La Visione del Guazz | Gli ultimi canestri (forse) di Micov a Milano
Ok, lo sappiamo. Sono di parte. Ma io Micov a cuor leggero non lo lascerei mai andar via, specie dopo le sue parole in cui rimarca la volontà di voler fare un ultimo anno a Milano. Ascoltando da 2 metri il Mio Pastore sabato mi è sembrata una scelta già fatta: saluti e baci. “Bisogna valutare l’intera stagione, non una singola partita”, il messaggio recapitato da Messina commentando la sua sontuosa prova contro Mirotic e il Barcellona. Una prova da grande giocatore, da grande leader, da grande professionista. Bissata poi ieri nell’inutile finalina. La sensazione è che il Mio Pastore non voglia spendere un visto per un giocatore con questo chilometraggio, reduce da un’annata piena zeppa di infortuni e comunque in fase calante. Ha parlato di gerarchie chiare – e ci mancherebbe altro – con Shields più avanti e quindi con le continue esclusioni nei playoff di Serie A. Quindi, molto probabilmente, ho assistito in queste 72 ore di Colonia agli ultimi canestri di Micov con la casacca dell’Olimpia. Un dolore intenso.

Buon modo di iniziare l’anno, d’altra parte se hai un genio in redazione è d’uopo sfruttarlo.
Ormai siete il primo sito che leggo ogni mattina. Auguri a tutti.
Un genio o in pazzo…..il passo é breve..
Buon anno a tutti noi!