Olimpia Milano post Real che racconta di una speranza accesasi in un incredibile finale, ma prodotta in 38’ di povertà discontinuità sempre più costante.
La partita
Milano vince tre quarti, vero, ma ne perde uno 17-8. Da lì una lunga rincorsa che si ferma sempre sul possesso del -4, prima del pazzesco finale.
Un dato, visto che non si va oltre il duo Poirier-Tavares: i biancorossi hanno retto a rimbalzo, 35-36 il dato finale, producendo addirittura di più a livello offensivo, 11-6.
E il secondo quarto è quello di Yabusele, uomo in dubbio alla vigilia, non di Tavares o Poirier. Nel pitturato c’è a lungo Randolph oltre all’ala francese, non Tavares o Poirier. O entrambi.
A difesa schierata l’Olimpia non produce, arriva con difficoltà al ferro, si perde in una terra di nessuno, sbaglia i pochi tiri ben costruiti.
Non manca chi produca a “giochi rotti”, Shields ne segna 18 spesso su iniziativa personale, è il sistema che oggi esegue con difficoltà dopo la chiusura difensiva sulla prima opzione.
Tutte cose che a dicembre, a questo livello, sono francamente accettabili. La difesa c’è, sempre di più. Ma dopo settimane a leggere «con la difesa ci sentiamo più liberi di testa in attacco», forse è arrivato anche il tempo di vederla questa libertà.
Malcolm Delaney
Non si può pensare di cambiare il carattere di un giocatore che ha passato i 30 anni, evidentemente molto sicuro di sè stesso.
Ma il finale di Malcolm Delaney racconta quel che dovrebbe essere. Dal nervosismo iniziale, i sorrisi, il continuo dialogo-scontro con gli arbitri. Alle giocate reggendo i contatti, tirando, prendendosi responsabilità.
Focalizzato Foe è un altro giocatore. E l’attacco di Milano, che funzioni o non funzioni, dipende da lui. Non si può cambiare, ma si può ancora crescere a 30 anni.
Gli infortuni
Troy Daniels esce di scena dopo un colpo nel primo tempo. Shavon Shields preoccupa per il polso nel finale di gara.
Le reazioni del corpo, e gli esami, diranno di più oggi. A metà dicembre, perdere due giocatori, dopo Dinos Mitoglou, sarebbe un duro colpo. L’EuroLeague non perdona, soprattutto in questa fase.


Io spero che per shields non sia nulla di grave. Ma gli infortuni fanno parte del gioco . Io prego solo non venga mai un raffreddore a Hines. Li si sarebbero problemi seri .
Ma ricordo male o da quando è Milano non ha mai saltato una partita x infortunio?
Non si fanno queste domande! 😅
Attualmente l’unica cosa che mi interessa è la situazione di Shields: se si dovesse essere infortunato seriamente, saremmo in un grosso guaio…
Delaney è questo, a 30 anni non si cambia più, soprattutto il carattere, bisogna accettarne sia gli aspetti positivi che quelli negativi ben consci del fatto che sia un giocatore fondamentale per raggiungere determinati traguardi.