Messina: Non faccio esperimenti con il rischio di perdere le partite

Fabio Cavagnera 24

Le parole del coach biancorosso, dopo il sofferto successo in volata nel derby di Masnago. Parlando anche del minutaggio dei big

Così Ettore Messina, dalla sala stampa di Masnago, ha commentato il derby: “Sono molto contento, sarebbe stata una partita molto difficile. Venerdì a Vitoria noi abbiamo giocato una partita molto importante, loro avrebbero reagito dopo Bologna, recuperando anche il loro playmaker. C’era tutto per una giornata complicata, come è stata. I nostri giocatori più esperti ci hanno vinto la partita, nel momento cruciale della partita. Avevamo l’opportunità di andare a +14 ad un certo punto, ma abbiamo dovuto fare qualche cambio ed il risultato non è stato dei migliori. Abbiamo preso una vittoria, ma pensiamo già al Maccabi, visto che giocheremo tra meno di 48 ore”.

Tanti minuti per Shields? “Non faccio esperimenti con il rischio di perdere le partite. Prima di tutto si pensa a vincere, poi alla stanchezza vedremo. Non ci sono altre filosofie. Se devo mettere un giocatore che non fa canestro o un giocatore con pessimo plus/minus, gioca Shields. Poi stasera dormiamo”.

24 thoughts on “Messina: Non faccio esperimenti con il rischio di perdere le partite

    1. Io non sono d’accordo su tutto ma se si vince va bene. Alla fine però, quando ci sono i trofei in palio. Ho sempre pensato che il compito di un coach sia vincere ma nel contempo fare crescere tutti i giocatori e quindi scegliere anche i momenti in cui puoi rischiare di perdere ma facendo fare esperienza a chi ne ha più bisogno. Difficile ad esempio pensare che Alviti o Biligha o Grant possano farla giocando 30 minuti con il Cska. Più facile che lo facciano con Napoli, Varese e simili. E se in campionato perdi qualche parità in regular e non arrivi primo abbiamo varie statistiche che dicono conti il giusto ma magari tra 3 mesi hai 15 che ruotano davvero e non 10.

  1. Ecco, game set e match…….bravo Messina,continua a non capirci un c***o
    Argomento chiuso !!!

  2. Non è che non capisce, sono sue scelte. Punto e stop.
    Prepariamoci dunque ad un’altra esaltante stagione europea e ad un’altra sconfitta in Italia.
    E intanto Virtus vince di venti a Venezia. Gradirei non leggere più da nessuna parte che Milano è favorita.
    Ora lo sappiamo: a Milano lo scudetto non interessa.
    Tiferò comunque, ma sapendo già di potermi godere solo il campionato estero.

    Resetto e riparto da qui: basta commenti alle gare di lba. 🙂

    1. Se non interessasse il campionato stasera giocavano 20 / 25 minuti Alviti, Biligha ad esempio. Invece per vincere partite che alla fine se le perdi non succede nulla spremi troppo alcuni.

  3. Errare humanum est, perseverare diabolicum. Questo il mio pensiero ora, dopo aver letto le parole dì Messina e memore dello 0-4 della finale scudetto.
    MA io non sono un allevatore, e Messina ha esperienza da vendere, per cui mi fido e lasciamoli lavorare.
    E non continuiamo a commettere l’errore dì pensare che se l’Olimpia fa buone partite in Eurolega, debba essere forte anche in campionato, perché la squadra di Eurolega é diversa da quella del campionato, sempre.
    Vedo la Virtus nettamente più forte in Italia ora, vedremo alla fine dell’anno, considerando che il mercato potrebbe portare qualcosa, che alcuni giocatori si spera cresceranno e che Daniels deve ancora entrare.

  4. Alviti come può cresce se si allena e basta e sa che appena sbaglia va in panca? Smettiamo di credere ai miracoli. Moretti docet.
    La squadra di EL è diversa da quella del campionato e il campionato è “un altro sport” rispetto all’Eurolega.
    In uno giochiamo per puntare in alto, nell’altro per obbligo. È chiaro, insindacabile e definitivo.

    Mettiamocelo bene in testa: è così, punto e basta.

  5. Mah…l’uomo Messina non poteva cambiare in una estate. Ci piaccia o no questo e’ il nostro coach, impermeabile alle critiche e ostinato come pochi nelle sue convinzioni. E speriamo abbia ragione lui! Ed ho paura che Grant sia anche peggio di Big Mack, ero a Masnago e visto live da una sensazione di insicurezza assoluta. E che attributi Ale Gentile, grande rimpianto

  6. Forse i molti critici hanno ragione da vendere ma penso che quanto visto nelle prime due di EL non sia neppur lontanamente paragonabile a quanto visto in LBA. In EL c’è una squadra di giocatori (e manca ancora Daniels) molto omogenea, mentalmente dura e determinata, ossessionata dalla difesa e con ampi margini di miglioramento in attacco. In LBA c’è una squadra diversa, meno determinata, più soggetta a black-out e che si porta dietro nei giocatori più forti le scorie di quanto speso nei turni infrasettimanali di EL. Credo sia difficile riuscire ad allenare le due realtà senza danneggiare l’una a favore dell’altra.

    1. Basta fare delle squadre con Italiani forti… Inizia a prendere Mannion o Tonut e vedrai che in Italia fai meno schifo. Se prendi Alviti e poi lo leghi alla panchina dove vuoi andare…

      1. Bravo @Marco hai colto il punto: non bastano 2/3 italiani forti per competere in Italia..

  7. Come sempre Messina ha fatto una squadra che in Italia non vince. E col suo modo di gestire gli italiani questi producono le peggiori stagioni della loro carriera. Vedi Moraschini Biligha, Cincia, Moretti, ora Alviti e persino Datome… Poi arriviamo a fine stagione morti ed a chi diamo la colpa? Al calendario? Tra l’altro il tono nervoso di queste dichiarazioni mi sembra quello di chi si rende conto che la Virtus lo aspetta per asfaltarlo anche quest’anno. Non vincere lo scudetto con presidente Armani è un’impresa. Qui l’hanno vinto tutti. Banchi, Repesa, Pianigiani.

    1. Sottoscrivo tutto e sull’ultima frase aggiungo che i tre allenatori citati sono stati cacciati solo perché non hanno vinto lo scudetto al secondo anno dopo averlo vinto al primo..

      1. Bhe dai, anche perché in EL hanno fatto pena(escuso Banchi). E poi hanno vinto lo scudetto contro Reggio Emilia e Trento, mica contro la Virtus di Teodosic, Bellinelli e non solo(e anche qui escludo Banchi)…

  8. Come ho scritto in un altro commento, Milano se ne frega del campionato e di questo “altro sport”. Entrambe le cose bene non si riescono a fare (solo Banchi arrivò ai play off e vinse lo scudetto) quindi la scelta è netta e va naturalmente in ottica europea. Sono anni che penso che Milano dovrebbe non iscriversi in lba o fare due squadre distinte, magari anche con due coach distinti, per gestire al meglio le due cose. Ma per ora non hanno avuto il coraggio di rompere con la lega basket, decisione certamente condivisibile.
    Poi che si diano oggi per fenomeni certi giocatori (Hall) e scarsi altri (Mitoglou e Grant) è effettivamente presto. Si dovranno vedere un po’ di gare prima di dare giudizi. Senza dimenticare che a volte uno non è scarso ma semplicemente non adatto a un certo tipo di gioco o fatica ad abituarcisi. In generale, sono tanti i giocatori che cambiano squadra e migliorano il liro rendimento (Fontecchio ne è un esempio).

    1. Anch’io sono dell’idea che si debbano fare due squadre sostanzialmente separate per affrontare le due competizioni che obbligano a scelte diverse per a gestione della stagione e quindi anche una separazione nella conduzione tecnica. Eventualmente in caso di necessità qualche giocatore poniamo della squadra EL potrebbe essere utilizzato da quella di LBA e viceversa. Finchè non ci sarà una sicurezza sulla prosecuzione e lo sviluppo di EL, Milano non abbandonerà mai LBA, anzi probabilmente non lo farà mai.Tutti i giocatori nuovi andrebbero giudicati fra due/tre mesi.

  9. Premesso che Milano non può fregarsi della LBA specie dopo averla fallita dal 2018, mi sembra che Messina non voglia darla vinta ai critici e sia disposto a farsi del male piuttosto che ascoltare qualcuno. Questa caratteristica personale oltre a farlo stare sullo stomaco a molti, diventa nociva per la squadra, lo abbiamo imparato a nostre spese lo scorso giugno; ora deve per forza inventare qualcosa in LBA a livello di gioco o giocatori, può permettersi di perdere una partita e arrivare secondo inRS e non cambia nulla ma arrivare alla fine coi senatori senza benzina e i giovani ai margini del gruppo sarà molto peggio.
    Forse dovremmo provare a rapportarci come coi bambini dispettosi, ovvero dire loro di fare una cosa per essere certi che ne faranno un’altra.

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