Leo Dell’Orco: Armani ci avrebbe detto che abbiamo preso le decisioni giuste. Poeta? Una grande intuizione

Alessandro Maggi 5
Dell'Orco Messina

Leo Dell’Orco, presidente di Olimpia Milano, ha parlato su La Gazzetta dello Sport a due giorni dallo Scudetto numero 32 della storia del club, motivando anche la sua assenza al Taliercio: «non sono riuscito per via dell’imminente sfilata Giorgio Armani».

Sul primo pensiero dopo lo Scudetto

«Che mi sarebbe piaciuto avere al fianco Giorgio per condividere l’immensa soddisfazione con lui. Ho guardato la partita con grande tensione. La sirena finale è stata un sollievo».

Su cosa avrebbe detto Giorgio Armani

«Che abbiamo preso le decisioni giuste».

Su Peppe Poeta

«Una grande intuizione della società e ha dimostrato, abbinando il realismo del giocatore e il pragmatismo del giovane coach che sta studiando, di poter guidare il nuovo ciclo. Mi piace molto il suo entusiasmo, il suo modo di stare con i ragazzi. Ci siamo sentiti subito al telefono e gli ho fatto i miei complimenti».

Su Ettore Messina

«Coach Messina è arrivato nel momento giusto in cui occorreva far partire un nuovo ciclo. Ha dato al club metodologia di lavoro, organizzazione, una visione e credibilità a livello internazionale, dimostrata dagli arrivi negli anni di giocatori iconici come Rodriguez, Hines, Datome. Il patrimonio che ci ha lasciato resta all’Olimpia. C’è grande stima e rispetto. Sul futuro faremo le valutazioni opportune con serenità».

Sul possibile ingresso di Oaktree

«Ci sono stati contatti, vedremo in futuro».

5 thoughts on “Leo Dell’Orco: Armani ci avrebbe detto che abbiamo preso le decisioni giuste. Poeta? Una grande intuizione

  1. L’ultimo regalo di Messina è la convinzione ormai diffusa che siamo inferiori agli altri per budget, che non possiamo competere – come leggo nei commenti di tanti, che lo danno come fatto acquisito.

    Certamente è comprensibile che la dirigenza, dopo gli sprechi infiniti perpetrati da Messina, in cambio di pochissimo sul piano sportivo, non sia invogliata a spendere: per il semplice scudetto in un campionato senza rivali, non servono decine di milioni e grandi campioni.

    Va ricordato però, soprattutto alla proprietà, che l’ambizione di Milano è europea.
    Bisogna quindi riprendersi dallo choc Messina, comprendere che le squadre vanno costruite con una logica plasmata sui giocatori che si scelgono. Allora, senza andare a spendere più di quello che in questo momento si sentono di spendere, si può comunque attrezzare una buona squadra di transizione – come fanno Zalgiris e Valencia, per esempio.

    In attesa di rendersi conto che ai soldi investiti spesso corrispondono risultati, se ci si affida a chi sa fare, che Milano torni a essere una piazza desiderabile per giocatori e allenatori che abbiano voglia di lasciare un segno.

    Poeta non è adatto al palcoscenico europeo, e non avrà, mi pare, una squadra che lo aiuti a superare i suoi limiti.
    Ma se l’anno prossimo si potesse vedere qualcosa di nuovo e vecchio nello stesso tempo, cioè lo spirito Olimpia, allora forse potrebbe tornare la voglia di spendere quello che serve, per stare definitivamente negli 8 maledetti, e qualche volta prendersi la soddisfazione di stare nei 4.
    E da lì tornare a sognare…

    1. ciao Palmasco
      Quoto il tuo post aggiungendo Baskonia che di giocatori freschi o da rigenerare ha sempre pescato benissimo
      Su Poeta vedremo quest’anno se farà tesoro dell’esperienza di quest’anno
      Sui giocatori bisogna saperli trovare sulla base di ciò che vuoi e ti serva x la tua filosofia di basket

      Non sempre il costo è proporzionale alla resa anzi.
      Soprattutto con Booker tonut e Ricci spererei di vedere al massimo dei trentenni, o giù di lì,shields a parte.
      Ciao

  2. Mi ripeto, a distanza di non so quanti anni, ancora non si conosce la voce del presidente Dell’Orco, non avendo mai, a mia conoscenza, rilasciato un intervista o un intervento in sonoro, e questa cosa mi sembra oltremodo curiosa, oltre che fastidiosa……

    Nel dettaglio siamo alle solite: non essendoci consapevolezza della materia basket, ciò che dice è sempre molto aleatorio, trattasi più di “filosofia applicata al basket “, piuttosto che seria ed efficace programmazione, ma a che qui, nulla di nuovo…..

    Nello specifico Dell’Orco cita 3 nomi importanti arrivati in Olimpia, ma quando?!?…..nei primi anni, gli unici che abbiano avuto un senso, che ci abbiano realmente fatto sperare in qualcosa di grande

    Poeta “una grande intuizione”?……anche qui, mi sembra che sfugga la realtà delle cose, la prossima dichiarazione quale sarà? “Poeta? Un illuminato!”…….

    Se Oaktree porterà, oltre i soldi, una diversa “impronta” io la vedo con favore, Olimpia Milano è da troppi anni uno stagno dove l’acqua…..”ristagna”

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