Alessandro Gentile: Ero giovane, vivevo di pancia. Felice di ritrovare Melli

Alessandro Maggi

Alessandro Gentile parla di presente e anche passato con il suo biografo Vincenzo Di Schiavi. Carico a Varese

Alessandro Gentile protagonista su La Gazzetta dello Sport. L’indimenticabile capitano di Olimpia Milano parla di presente e anche passato con il suo biografo Vincenzo Di Schiavi.

SU VARESE

«La stagione 2012-2013 quando vinsero la regular season e arrivarono in semifinale scudetto. Era la squadra di Banks, Green e Dunston, io ero a Milano e riuscirono a batterci in tutti i modi possibili. Quando si andava a Masnago l’atmosfera la sentivi eccome. Ora non vedo l’ora, con il ritorno di parte del pubblico, di sperimentarla a mio favore.  A noi piacerebbe riportare l’entusiasmo che c’era ai tempi in cui il Poz giocava».

SUL SUO PRESENTE

«Io sono arrivato in alto molto in fretta. Tutto è successo velocemente, amplificando gioie e dolori. Ora sono più sereno e guardo al bello della vita che per me significa la famiglia, mio nipote, il mio cane e la pallacanestro».

SUL SUO PASSATO

«Ero giovane e vivevo le cose di pancia: la rivalità con Siena, quella con Sassari. Mi accendevo perché ne facevo spesso una questione personale. Resto una persona molto competitiva ma, di certo, molto più matura».

SULLE SENSAZIONI DEL CONFRONTO CON MILANO

«Nessuna perché nel club è cambiato tutto. Melli è un grande giocatore e il suo ritorno fa bene alla Serie A. Sono felice di ritrovarlo, anche se da avversario».

SUI RIMPIANTI

«Col senno di poi tante cose, ma così è facile, quindi rifarei tutto. Milano mi ha lasciato dei rimpianti così come l’esperienza al Panathinaikos. Meglio però sbagliare essendo se stessi che mostrarsi per quello che non si è».

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