Stefano Tonut e l’Olimpia Milano: un obiettivo di mercato possibile?

Alessandro Maggi 25

Stefano Tonut sarà il prossimo avversario di Olimpia Milano, da questa sera nella semifinale scudetto. E il suo futuro?

Stefano Tonut sarà il prossimo avversario di Olimpia Milano, da questa sera nella semifinale scudetto. Ma per il capitano della Reyer Venezia si parla anche di futuro, con collegamenti ai biancorossi.

Il giocatore sarà eletto mvp della stagione regolare di LBA Serie A UnipolSai, grazie anche a numeri che dicono 15.9 punti, 3.9 rimbalzi e 3 assist. Contro Milano ha prodotto 9 punti nella gara di andata, 0 in quella di ritorno. Vedremo da questa sera quale sarà il suo approccio dopo l’ottima serie contro Sassari.

Il suo nome, come detto, è stato accostato a Olimpia Milano nelle scorse settimane. Riccardo Moraschini, sul Corriere dello Sport, lo ha indicato come pericolo: 

«E’ cresciuto ulteriormente quest’anno. Dovremo essere bravi a contenere il suo atletismo, in particolare le sue penetrazioni al ferro. Comunque, oltre a Tonut, Venezia ha tanti giocatori importanti. Non ha una stella da 30 punti a partita, ma ci sono diversi elementi che possono fare la differenza in singola partita».

La Gazzetta dello Sport di oggi, in un articolo a firma Vincenzo Di Schiavi, ne ha parlato così: «ormai da tempo nei pensieri di Messina e del g.m. Stravopoulos. La scorsa estate contatti mai concretizzati, la prossima invece il contratto dell’azzurro è blindato, in futuro chissà».

Il giocatore, nel 2017 ha rinnovato per cinque stagioni, dunque sarà libero nell’estate 2022. Classe 1993, tenterà solo a 29 anni l’assalto ad EuroLeague, a Milano o altrove? Le strade alla massima competizione europea potrebbero comunque schiudersi per i veneziani in caso di successo nella prossima EuroCup.

25 thoughts on “Stefano Tonut e l’Olimpia Milano: un obiettivo di mercato possibile?

  1. Ottima stagione, giocatore di livello, ma è sempre stato un po’ fragile, reggerà 80 partite all’anno?

  2. Un grandissimo giocatore, spero che venga da noi, magari non reggerà 80 partite ma almeno in Italia può fare la differenza e in Europa potrebbe darci una mano. Non dimentichiamoci che di italiani forti non è che ce ne siano in giro.

  3. Ovviamente il mio “grandissimo giocatore” era a livello di LBA dove sinceramente è un fattore a Venezia dove ha vinto 2 scudetti da protagonista mentre in Eurolega è da verificare. Intanto per regolamento a livello nazionale devi avere obbligatoriamente 6 italiani e Tonut ci potrebbe stare benissimo e di certo non sfigurebbe. Oltretutto se a Moraschini gli abbiamo concesso l’opportunità di giocare l’Eurolega che non aveva mai disputato prima perché negarla a Tonut? Senza contare che Tonut, a differenza di Moraschini, ha disputato qualche coppa europea seppur inferiore all’Eurolega. Onde evitare polemiche inutili specifico che io non prenderei Tonut al posto di Moraschini ma li terrei insieme.

  4. Credo che il vero problema sia se Tonut, che ritengo un ottimo giocatore, sia disposto a lasciare al sua comfort-zone di Venezia per rischiare in un ambito molto più competitivo dove potrebbe anche deludere. Il gioco sta tutto qui, nella sua ambizione di crescita. Guardiamo quanto fatto da Polonara (che io prenderei al volo al posto di Brooks) con la sua crescita incredibile al Baskonia, ha lasciato il nostro campionato da bulletto di paese per migliorarsi ed oggi merita le attenzioni di molti top team dell’EL.

  5. Pascolo e Della Valle insegnano che il pregresso in una squadra senza aspettative e senza pressione non è necessariamente un indicatore di quello che il giocatore può dare nel contesto di Milano. Credo che da fuori sia impossibile capire chi farebbe bene nel contesto del sistema attuale. Tonut sembra ottimo nel suo ruolo attuale, ma quello non sarebbe il suo ruolo all’Olimpia, all’Olimpia teoricamente sarebbe ai margini del secondo quintetto. Saprebbe gestire il ruolo? Saprebbe fare abbastanza bene da guadagnarsi una posizione più alta nella gerarchia della squadra? Possibile, così come è possibile che verrebbo annegato dalla pressione (Milano è quella piazza in cui la gente si secca se non domini le semifinali di playoff).

    1. A questa stregua Milano non dovrebbe mai contrattualizzare un “italiano” perché preceduto da tanti se, ma, però…..soluzione?: capacità di valutare bene, di scegliere bene……poi va anche a culo, perché alcune cose le scopri solo ….dopo

      1. “Credo che da fuori sia impossibile capire chi farebbe bene nel contesto del sistema attuale” significa che la soluzione la conosce solo la società perché lo staff tecnico sa meglio di noi chi è più adatto al ruolo che deve ricoprire. Certo, alcune cose le scopri dopo, ma il punto è che noi da fuori possiamo giocare alle figurine e può essere divertente ed entusiasmante immaginare certi giocatori con la maglia dell’Olimpia ma loro da dentro sanno chi può dare cosa e in quale ruolo all’interno del progetto.

      2. Se leggi attentamente l’articolo si parla di un ipotetico interessamento da parte della nostra società e non da parte di noi tifosi quindi è inutile che cerchi di girare la frittata a modo tuo. Mica siamo tutti scemi eh…

    2. Pascolo e Della Valle, però, venivano rispettivamente da Trento e Reggio Emilia, effettivamente squadre senza grandi aspettative e pressioni, mentre Tonut arriverebbe da Venezia che è società di ben altro livello, una società che ha vinto 2 scudetti, una società che ha un roster lungo, una società in cui lui fino allo scorso anno giocava 20 minuti di media, non 30 come i Della Valle o i Pascolo della situazione, e solo in questa ultima stagione il suo minutaggio è notevolmente aumentato. Un giocatore che quindi ha già avuto modo di far parte di un gruppo in cui non può aspettarsi di stare in campo minimo 30′ minuti fissi a partita. Poi ovviamente Milano rappresenterebbe un ulteriore step, l’ingresso in un livello ancora superiore rispetto a Venezia, però da fuori mi sembra che il ragazzo abbia tutte le qualità per poter far bene anche a Milano, ossia atteggiamenti corretti, impegno, voglia di migliorarsi, caratteristiche fisiche e tecniche molto interessanti, e anche l’età “giusta” (28 anni) per provare questo ultimo salto in avanti della carriera.
      Sinceramente, quando lo vedevo giocare a Sassari ritenevo che Polonara non fosse adatto per un livello superiore a quello appunto di Sassari, invece al Baskonia ha ampiamente dimostrato quanto mi sbagliassi. Per sapere se Tonut possa giocare ad un livello superiore di quello attuale l’unica cosa da fare è concedergli la possibilità di confrontarsi con tale livello superiore, concedergli la possibilità di sbagliare, concedergli la possibilità di avere minuti almeno in LBA. Se Messina decidesse di acquistarlo, mi auguro sia per farlo giocare seriamente, perchè lo considera un possibile elemento importante per la squadra, nel senso che lo vede come giocatore da rotazione e non come sventolatore di asciugamani. Tonut personalmente mi piace come giocatore e sinceramente lo vedo attualmente come uno dei pochi italiani che giocano in LBA con caratteristiche tali da permettergli di poter avere un ruolo anche in Eurolega.

      1. Se Tonut arriva è perché Messina pensa che sia in grado di dare un contributo importante, e quindi a meno di ripetere l’esperienza di Mack (ma trovo strano lo staff cicchi due colpi di quel tipo), a quel punto ovviamente qualsiasi discussione finisce e Tonut è di fatto un uomo da Olimpia. Precisa che la questione del ruolo non è solo di professionalità: così a naso io ho pochi dubbi che Tonut possa adattarsi a livello di gerarchie. La questione è che la produzione che un giocatore ha quando gioca 25/30 minuti è molto diversa da quella che ha quando il suo ruolo lo porta a giocarne 10 o 15, almeno all’inizio.

        Stiamo però forse anticipando i tempi visto che c’è ancora la prossima stagione da giocare e molto può cambiare a livello di necessità della squadra e di offerta del mercato.

      2. Sono d’accordo con te, Mr. tate, ma ti evidenzio come Tonut a Venezia abbia avuto sempre un utilizzo sui 19/20 minuti di media, solo in questa stagione il suo minutaggio è notevolmente aumentato (ma è stata stagione comunque particolare, intensa, dove Venezia ha avuto parecchia difficoltà e assenze causa covid), non è come Della Valle o Pascolo che nelle “piccole” Reggio Emilia e Trento si sparavano 30 minuti minimo di media a partita fissi, sia che giocassero da cani che giocassero da dio, Tonut arriverebbe da una realtà differente da questo punto di vista.

    1. ” capacità di valutare bene, di scegliere bene…” questo da me scritto deve essere la precondizione che ispira la società…..vedi di leggere bene e ancor meglio capire quello che scrivo e di non girare le parole per favorire tesi che non ho espresso: “va a culo”è diverso da quello che tu dici”va di culo” grazie

  6. Della Valle e Pascolo prima di venire a Milano non hanno mai vinto lo scudetto a differenza di Tonut che ne ha vinti ben 2 da protagonista è non come comprimario per cui è improponibile il paragone. Se neanche Tonut non viene considerato un grande giocatore in ambito nazionale a questo punto che senso ha cercare italiani ? Tanto vale meglio inserire 6 giovani e far giocare solo i 6 stranieri a referto……

    1. Siccome non ho mai detto che Tonut non è un grande giocatore in ambito nazionale presumo tu stia rispondendo a qualcun altro. Evidenzio invece che Biligha ha vinto in Italia e in Europa ma a Milano lo consideriamo un rincalzo per l’LBA al massimo. Le caratteristiche necessarie per giocare in un sistema come quello dell’Olimpia sono diverse da quelle richieste per giocare a Venezia o Sassari. Magari un giocatore straordinario come Tonut farebbe più fatica di un giocatore che oggi ha meno minuti altrove ma potrebbe inserirsi meglio. Come dicevo, lo staff tecnico sa molto meglio di noi chi può inserirsi: se è Tonut quell’uomo, ottimo, è indubbiamente un giocatore eccellente.

      1. Citi un giocatore, Biligha, che ha vinto si uno scudetto ma da comprimario e non da protagonista cosa ben diversa da Tonut Anche se non scrivi espressamente che Tonut non è un grande giocatore ma nel momento che mostri qualche dubbio significa implicitamente che non lo consideri da Olimpia Milano e siccome noi siamo una grande squadra..

  7. Paradossalmente potrebbe essere più funzionale l’acquisto di Candi. Da una parte abbiamo la regola dei Panda, dall’ altra la costruzione di un roster che ha come riferimento Eurolega. E questa contraddizione va messa a sintesi considerando che la squadra è una, con gerarchie ben determinate che non rispondono a geometrie variabili. A titolo d’esempio: Cinciarini non è che è un vice Chacho o Delaney, ma è un giocatore che a livello di gerarchia ha quel tipo di utilizzo e minutaggio che i due play titolari ci siano o meno, e infatti se mancano loro in cabina di regia ci vanno Roll o Moraschini messi fuori ruolo, e questo al PalaBigi come alla Megasports.Questa cosa va ad incrociarsi con la necessità di avere almeno 6 italiani, ed è una logica contraddittoria che ha stritolato gente come Pascolo, Della Valle, Abass e via discorrendo (tutti giocatori che mi piacevano). Quindi capisco che Tonut venga in evidenza in quanto italiano, ma secondo me andrebbe inquadrato nella logica di cui sopra, cioè di una gerarchia che ha come faro la costruzione di una squadra il cui livello è alta Eurolega, e struttura le proprie gerarchie su quello, e non su altro (per quello dico sempre che chi fa Eurolega pratica un altro sport, perché ti obbliga ad avere una prospettiva che è altra rispetto a tutte le altre squadre). Quindi l’ affare Tonut va inquadrato su quello: lo riteniamo un giocatore che può stare nei 12 sui campi di Istanbul, Madrid o Barcellona? Ok, allora prendiamolo, sapendo che gli dovremo dare uno stipendio pù vicino a quello di Datome, che a quello del Cincia. Lo prendiamo come sostituto di Roll, mica di Moretti. Altrimenti mi pare più funzionale prendere i vari Candi (o perché no, Ruzzier) per coprire lo slot del Cincia, e riservare il budget per altro. Perché poi, e concordo con altri interventi qui sopra, in LBA di giocatori con standard alti non è che ce ne siano, e ad esempio un De Nicolao a caso fa benissimo a restarsene a Venezia a prendere gli applausi (anche i miei, perché è un giocatore valido) invece di farsi tentare (per ipotesi) da Milano, perché questa cosa di andare in una squadra di Eurolega poi in realtà non sarebbe vera, perchè i parquet europei li vedrebbe per un quarto d’ora totale se va bene. Chiss° se Tonut giocherà una scommessa di tipo diverso, a me non dispiacerebbe.

    1. Bravissimo. Aggiungo: l’Olimpia credo sia più interessata a giocatori dal soffitto ancora da definire piuttosto che a un giocatore eccellente come Tonut ma che a 28 anni (quando inizierebbe a giocare per Milano) avrebbe già detto la maggior parte di quello che può dire. Risparmi sul budget e ti metti in roster un giocatore che senza dover neanche superare lo scotto del passaggio da stella a gregario potrebbe fare un salto di qualità.

      Hai definito perfettamente la questione della spesa significativa del budget: un italiano di altissimo livello, come Tonut è, idealmente dovrebbe arrivare per giocare l’EL su base regolare. Tonut può farlo? Può essere, in tal caso ha senso, e dubito ci siano molti tifosi Olimpia che storcerebbero il naso. Non può farlo? Allora un giocatore con meno pretese economiche e con più margini di plasmabilità forse ha più senso.

    2. Sintesi eccellente di chi approfondisce i temi legati al nostro gioco preferito con competenza ed intelligenza senza restare in superficie e sentenziare.

  8. A 29 avrebbe già detto la maggior parte di quello che può dire quando qui qualcuno sostiene che Moraschini per esempio che ne ha qualcuno in più può ancora crescere? Mahh

  9. In generale sono molto curioso rispetto al roster del prossimo anno, e di vedere quali scelte faranno due grandissimi professionisti come il Pobo e Zorba il Greco, che per me rappresentano l’eccellenza. Teniamo conto che in termini di budget ( che è una realtà di cui tener conto, non un feticcio cui rivolgersi per criticare o inventare una squadra) tutto girerà intorno all’arrivo o meno di Melli. Vedo difficile riservare una quota significativa all’ipotetico trio italiano Datome-Melli-Tonut, contando che per tenere Punter dovrai fare un significativo adeguamento salariale, senza fare nel contempo qualche sacrificio. Il tutto nell’ottica di uno sviluppo che non vada a minare il “core” del gruppo, il quale mi sembra costruito con una mentalità invidiabile, e mi dispiace per gli altri.

  10. È assurdo che pur di dimostrare di avere la verità in tasca si fanno paragoni improponibili come quello tra Mack e Tonut. Il primo veniva dall’America e si doveva ambientare prima di tutto al gioco europeo e poi a quello italiano e entrambe le situazioni sono completamente diverse dalla NBA mentre il secondo è solo da verificare a livello di Eurolega e parte avvantaggiato dal fatto di aver giocato in qualche coppa europea con Venezia seppur non a livello di Eurolega mentre in campo nazionale non c’è il minimo dubbio. ..

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