Olimpia Milano, l’Unipol Forum si svuota: numeri e ragioni di un distacco

Alessandro Maggi 3
Olimpia Milano Forum si svuota

L’Unipol Forum si svuota. Fa male vederlo, prima ancora di contare. Poi arrivano i numeri: 6.427 spettatori con Trieste, 5.600 con Treviso. In EuroLeague, 6.950 con la Virtus Bologna, 6.604 con il Real Madrid, 5.891 con Dubai. Cinque partite, mai sopra quota settemila. Neppure per la rivalità con Bologna, neppure per il fascino del Real.

La media europea è di 6.482 presenze, contro le 10.203 del 2024. Aggiungendo il campionato, siamo a 6.294 rispetto alle 9.783 complessive di allora. Circa il 36% di pubblico in meno. Cinque gare non sono una stagione, gli avversari e le date contano. Ma quei vuoti chiedono attenzione adesso: aspettare significa rischiare che diventino normalità.

Le cause sono tante. Il calendario di un’EuroLeague a venti squadre moltiplica gli appuntamenti e restringe gli spazi. Raggiungere Assago più volte in pochi giorni significa traffico, spese, incastri familiari. La passione deve trovare posto nella vita delle persone. Intanto Inter e Milan riempiono San Siro: anche l’Olimpia deve conquistarsi il tempo e l’attenzione di una città che offre moltissimo.

Poi ci sono i prezzi. Chiedere uno sforzo economico maggiore mentre si accumulano delusioni europee mette alla prova anche chi c’è sempre stato. Il costo del biglietto pesa di più quando si affievolisce la voglia di esserci. E quella voglia risente di stagioni che, nella percezione del pubblico, finiscono per assomigliarsi: l’Europa che sfugge, il campionato che acquista significato soprattutto ai playoff. Così si rimanda. Una sera, poi un’altra. Fino a perdere l’abitudine.

Dentro questo distacco ci sono anche i volti. Alessandro Gentile, Gigi Datome, Sergio Rodriguez, Nicolò Melli, Nikola Mirotic: storie differenti, capaci di dare un’identità riconoscibile alla squadra. Richiami. C’era chi veniva per una magia del Chacho, chi si riconosceva nell’appartenenza di Melli, chi aspettava una grande serata di Mirotic, chi si indicava lo Scudetto sul petto come Ale. Ci si affeziona alla maglia anche attraverso chi la indossa.

E ricominciare continuamente rende tutto più difficile. Per capire quanto lavoro serva, vale la pena tornare al 5 dicembre 2013. Milano-Real Madrid, Forum esaurito: 12.284 spettatori. Una serata rimasta nella memoria, costruita quando lo scudetto mancava da diciotto anni. L’attesa di tornare a vincere aveva una forza enorme, certo. Ma quel pienone aveva alle spalle anche un lavoro paziente: contatti, telefonate, inviti, persone cercate una per una. Questo è quello che la base biancorossa ci racconta.

È una lezione che conserva valore, perché le responsabilità del club sono enormi. Organizzare bene una partita richiede competenze; riempire con continuità il Forum richiede anche conoscere l’Olimpia, i suoi tifosi, le loro abitudini. Sapere perché qualcuno ha smesso di venire e che cosa potrebbe convincerlo a tornare. Coltivare rapporti con società sportive, gruppi, famiglie. Far sentire le persone parte di qualcosa. Qualcosa è stato fatto, qualcos’altro no.

I risultati possono riaccendere l’entusiasmo, ma la società deve lavorare anche quando il campo non aiuta. È proprio allora che si misura la solidità del legame. Prezzi, iniziative e comunicazione devono rispondere a un obiettivo comune: riportare gente al palazzetto e darle ragioni per tornare. La gestione della stagione Lido-Forum è stata disastrosa. Lo si è compreso dal giorno della pubblicazione del listino prezzi. Chi è uscito, non è più tornato.

La domanda sull’incasso della singola sera deve stare dentro questa prospettiva: quante persone si possono riconquistare nei prossimi mesi? Quante possono ritrovare il piacere di vivere il Forum, portare un amico, ricominciare a sentirlo casa? Ogni posto vuoto è una voce che manca. E l’Olimpia ha bisogno di tornare a cercarle, quelle voci.

3 thoughts on “Olimpia Milano, l’Unipol Forum si svuota: numeri e ragioni di un distacco”

  1. Maggi, quello che hai scritto è tutto vero. Non hai i detto, però, che tutto ciò che ruota attorno all’Olimpia Milano è il frutto ancora dell’impostazione data da E.M. Stravro, Baiesi e Poeta sono sue creature, Stanno commettendo gli stessi errori del Pobo, Roster rifatto per 12/15 soldi sprecati per giocatori strapagati rispetto al loro reale valore (Guduric, Booker, Darius, Peters etc..) giocatori che potevano diventare simbolo Olimpia (Brooks) lasciati andare via per un pugno di euro. Mancanza di veri punti di riferimento sia nella società che nella squadra. Una identità( quella delle Scarpette Rosse, della Banda Bassotti, dell’era Tracer/Philips/Simac completamente dispersa. Dove sono i Bogoncelli, i Rubini, i Gabetti, i Peterson, i Cappellari ????? Dove sono gli Iellini, Brumatti, Bariviera Kenney, Dove sono i D’Antoni, Meneghini, Premier, MC Adoo, JB Carroll..etc etc etc..Persone e giocatori che si identificavano nello spirito Olimpia. Spiace dirlo, la gestione Armani è vero ha salvato la società Olimpia Milano, ha portato tanti soldi, ma con la complicità di Messina, ha distrutto la gloriosa identità di una squadra che era rimasta, a prescindere dai risultati, sempre la stessa.

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