Olimpia Milano post Bayern | Con il Chacho andrà tutto bene. E ora Milano ha l’inerzia

Alessandro Maggi 27

Olimpia Milano post Bayern/1 che lascia dietro di sé la grande bellezza di un playoff di EuroLeague. Con il Chacho andrà tutto bene

Olimpia Milano post Bayern/1 che lascia dietro di sé la grande bellezza di un playoff di EuroLeague. La squadra di Ettore Messina perde, vince, riperde e rivince in una notte da non dimenticare. Mai. Per gioia, e per insegnamenti.

La partita

Il Bayern viene al Forum a fare il Barcellona, e se questo è stato possibile, in primo luogo, è perché un gruppo-squadra ha saputo spingersi sempre più in alto, con un condottiero sapiente, e con talenti evidentemente in potenza da sempre.

Perchè questo fa il Bayern per 20’. Il Barcellona. Reggendo gli uno contro, negando ogni allargamento di campo, privando l’Olimpia del tiro da fuori e costringendola a collassare in un pitturato che, una volta aperto, si richiude oscurando il cielo.

La cronaca della partita

Da qui il +19, con un Seeley che miracolato non è, ma che trova lo spazio per esaltare le sue caratteristiche di realizzatore in transizione. In tutto questo, c’è un “colpevole” e un “complice”, e l’Olimpia Milano è il complice.

Come col Barcellona, l’Olimpia Milano si dimostra “esitante”, per citare le parole di Ettore Messina, mancando in aggressività, che è concetto ben più pieno della sola fisicità. La fisicità è uno stato di cose, l’aggressività una tendenza caratteriale. 

Viene fuori il “braccino”, l’incapacità di punire i pochi spazi che l’avversario concede, la mancanza di continuità di applicazione non sui 10’, o 20’, o 30’, o 40’, ma sul possesso successivo.

Nell’evoluzione della gara un buon tecnico può ritrovare mille spiegazioni convincenti e illuminanti, ma quello che l’Olimpia Milano modifica è l’atteggiamento, sui due lati del campo. Quello che Messina ottiene è cambiare la faccia del confronto stesso con la gara, individuando anche i giusti protagonisti.

Quindi c’è l’esperienza, che Milano ha e il Bayern no, e anche le circostanze, visto che i tedeschi, dopo Dedovic, perdono anche la guardia di riserva Weiler-Babb. 

Sergio Rodriguez

La gara la vince Zach LeDay, che legge l’azione, interpreta lo schema, vola verso il ferro e coglie il tempo che circonda l’attimo che produce e coglie. Ma su quella rimessa scappa in punta il Chacho, tagliando la difesa del Bayern.

Perché questo è il valore di certi giocatori. Questa è l’essenza dei grandissimi. Ci sono i buoni giocatori, gli ottimi giocatori, e i fuoriclasse. I fuoriclasse non vivono di statistiche, di continuità di prestazioni, di dominio costante.

Le parole di Ettore Messina 

Vivono di luce. Che è quel che sono. Illuminano. Il Chacho è a Milano per questo. Per illuminare. Per prendere i compagni per mano. Per dirgli «va tutto bene». Con Sergio Rodriguez andrà sempre tutto bene. Per davvero però.

Su gara-2

Il Bayern Monaco non esce necessariamente a pezzi dall’evoluzione di gara-1. Quest’anno il fattore campo non esiste, e per quanto possa influire la lodevole missione di sostegno della famiglia Finazzer Flory (straordinari), l’obiettivo «1-1 a Milano, e poi me la gioco in Baviera», ha valore molto relativo.

Ma certamente, se l’Olimpia Milano è entrata in campo “esitante”, ed è entrata in campo “esitante”, ora sa di avere l’inerzia dalla sua parte. Prima c’era un favore del pronostico, ora c’è un primo dato di fatto. E questo dato di fatto tende verso la squadra di Messina. 

Le Pagelle di ROM

Un dato di fatto che può liberare la mente. E se deve vincere solo il migliore, il migliore abita al Mediolanum Forum. Ma la serie è lunga, se ne vedranno ancora. Eccome.

27 thoughts on “Olimpia Milano post Bayern | Con il Chacho andrà tutto bene. E ora Milano ha l’inerzia

  1. L’impressione che fossero troppo carichi, s’è avuta subito.
    L’abbiamo visto tutti soprattutto in Delaney, che ha velocemente buttato via due palloni, di cui quello in contropiede da bambino del mini basket veneziano (che a Milano vuol dire che non passa la palla).
    S’è ancora ostinato a riparare andando a prendere quel tiro da 3 piuttosto forzato, e meno male che gli sono franati addosso e ha preso i tiri liberi del 3-0.
    S’è visto nei primi tiri di LeDay, che non entravano.
    Nel floater a centro area di Punter, che non è entrato.
    Meno male che nel suo angolo, imperturbabile alle emozioni degli altri, Micov ha messo il tiro da 3.

    Allora uno dice l’eccesso ci ha punito.
    L’eccesso di voglia, di essere decisivi, l’eccesso di un peso enorme che Milano, nonostante tutte le dichiarazioni verbali, riesce sempre a metterti addosso.
    Se non sei convinto (o lettore) allora spiegami i time out di calma olimpica dell’Ettore sotto le mura di Troia, mentre Achille gliele stava dando di brutto – ben ripresi dalle telecamere, stupite anche loro.
    Ettore Messina, il nostro coach ha saputo subito, come molto di noi che guardavano, che eravamo troppo carichi, che giocavamo in eccesso e che l’eccesso di voglia si chiama nervosismo, e il nervosismo ci stava facendo buttare via la partita.

    Così immagino che negli spogliatoi Ettore si sia seduto con loro, calmo e tranquillo, per dirgli che anche lui è già stato lì, come loro, e li capisce – guardando Delaney e la sua voglia di rivincita – ma che ora si devono mettere tranquilli fare SOLO quello che sanno fare, che è già tanto, e che se stanno attenti potrebbe bastare.
    E così è stato.

    Perché improvvisamente nelle fila di Milano è entrato in campo un dio, un dio bambino: El Chacho.
    Canestro e pugni chiusi, difesa e pugni aperti, ad avvicinare i compagni e guidarli emotivamente, dai! Per Zeus! Che ce la possiamo fare!
    E dalle poltrone di tutti gli schermi, gli abbiamo creduto tutti.

    Hines era nervoso.
    L’hai mai visto ribattere a Messina come quando è uscito per il terzo fallo?
    Che cazzo fai? Deve avergli detto Ettore.
    Che dovevo fare? Eh? Eh? Eh? Non vedi che era solo e in anticipo? Non me li fate arrivare così, se no io non posso fare altro! – rispondeva Hines incazzato, con ampi gesti delle braccia allungate in avanti coi palmi per aria, che più o meno significano quello che ho provato a tradurre.
    Poi, dopo un modesto tentativo di Evans, è entrato Kaleb Tarczewski, ed è stato sontuoso.

    Nella seconda partita mi aspetto che vengano a giocare Lucic e Baldwin, assenti nella prima.
    E mi spaventa, lo dico chiaramente.
    Però io credo che i nostri si siano levati la scimmia dalle spalle, e verranno in campo anche Delaney, Punter e Shields.
    Tanta roba!
    E la paura mi passa.
    Come dev’essere passato a Trinchieri il sorrisetto sornione dell’intervallo.
    And have a fucking save flight back!

    Dovrebbero farci il dietro delle magliette rosse da distribuire a inizio prossimo campionato a tutti.
    Tutti quelli che ieri sera al Forum avremmo mandato giù i muri – e forse è stato meglio così.
    Perché gli arbitri hanno fatto un buon lavoro, hanno arbitrato bene, e in EL non è scontato.

    1. palmasco quando parli di basket serenamente è sempre piacevole leggerti. Concordo su tutto quello che hai detto e confermo che anche io ho notato con stupore il momento di Hines in panchina. Ma credo anche che il coach sia bravo ed esperto, ed il suo atteggiamento durante uno dei primi timeout dimostri pienamente le sue doti nel saper leggere situazioni e momenti. Perchè è vero che abbiamo giocatori super ed esperti ma quello in panchina è proprio un fuoriclasse.

  2. Fortuna c’è stata ma l’essere arrivati a quell’ultima rimessa dopo 25 minuti di difesa impalpabile, di braccino corto in attacco, è un merito.
    Qui si tratta di vincere tre gare ed essere 1-0 è importante e può darti tranquillità ma è solo il primo passo.
    Certo che i tedeschi dovranno digerire le tre sconfitte contro di noi, due maturate allo scadere e una a seguito di una scoppola epocale.
    La sensazione è che noi di abbia qualcosina in più ma dobbiamo metterla sul capo sempre, per tutta la durata delle prossime partite perché regalare due quarti agli avversari, ai play off, è davvero pericoloso.

    1. Noi siamo molto più forti di loro altrimenti non avremmo rimontato da -19. I campioni li abbiamo noi (Rodriguez, Hines, Leday è Shields anche se quest’ultimo è stato opaco ieri) non loro. Poi certamente la nostra superiorità va dimostrata sul campo.’

  3. Non so se siamo molto più forti, di sicuro siamo stanchi morti ma abbiamo dei giocatori vincenti che sanno andare a trovare l’ultima stilla di energia per essere sempre lì. Guardate anche la partita di Micov, in silenzio come sempre ma 2/2 nelle triple quando tutti sparavano a salve. Certo sarà dura perché siamo in PO, guatiamoci la sfida con qualche goccia di valeriana pronta.

    1. Molto più forti no ma va presa coscienza del fatto che il Bayern è l’underdog della serie per roster, allenatore ed esperienza. Cosa che peraltro credo la squadra abbia fatto all’intervallo, tornando in campo con la calma di chi sa che la partita era rimontabile, anche se alla fine è stata la seconda rimonta nei playoff della STORIA dell’Eurolega, quindi niente male.

    2. Ecco proprio Micov quello bollito finito ormai inutile eccolo lì con la sua calma ed intelligenza cestistica a darci una mano.
      E credo che ci tornerà utile alla faccia di chi, basta sbagliare due partite e se potessero ti licenziano.
      Vedrete tornerà utile anche datome alla faccia dei professoroni che mettono sempre insufficiente

  4. Bisogna capire quale delle due è meno “vera” e quale di conseguenza più pericolosa: il Bayern con Lucic e Baldwin non pervenuti o l’Olimpia col 24% al tiro da 3 e con Punter 0/4 e Datome 0/1, 2 punti. Io personalmente non lo so, e sono più sulle spine perché Punter ha rallentato la sua furia che per qualsiasi altra cosa, però credo che se l’Olimpia riesce a ritrovare il tiro da 3 e/o quei due lì, il futuro è roseo.

    1. dico anche: il bayer con lucic e baldwin avrà lo stesso apporto da seeley, johnson e sisko?
      aggiungo: baldwin contro chi ha fatto 2 delle sue peggiori partite stagionali? delaney. un caso? e quando esce lui abbiamo sia punter che shields che ci possono stare insieme. tanta roba.
      E Lucic è un o dei pochi 3 che non ci fa pagari così tanto micov dietro, permettendoci delle rotazioni che possono sfruttare bene pure lui.
      Per me è un buon accoppiamento il nostro con loro, non solo giornate storte

      1. e magari, nel frattempo, recuperiamo anche Roll, che in attacco ma anche in difesa, può dare un buon contributo, allungando le rotazioni

  5. Non basta essere 1-0 per avere l’inerzia e ricordiamoci che abbiamo rimontato una partita che sembrava persa e nei fatti l’avevamo persa dopo il +3 a 30 sec dalla fine e solo un miracolo di bravura e fortuna ci ha permesso di ribaltarla. Quindi alla prossima in campo fin dall’inizio col coltello tra i denti per guadagnarcela, l’inerzia

    1. Tecnicamente è momentum (o momento lineare, ma non si usa mai nello sport il termine italiano) e non inerzia, e sì, l’Olimpia ha momentum perché ha vinto, per definizione.

      1. Ovviamente non sono d’accordo. Inerzia nel gergo cestistico è il momento di abbrivio che all’interno della singola gara vede una squadra prevalere sull’altra a livello tecnico e agonistico . È quindi una fase specifica che può essere anche di breve durata e che talvolta si alterna tra le due squadre. Il tuo “momentum” nulla ha a che vedere col gergo cestistico, forse con quello lessicale della nostra splendida lingua, ma non stiamo al liceo classico, è vile pallacanestro

      2. @fab fai il saputello, ma purtroppo per te non sai.

        Non solo infatti il momentum è pieno gergo cestistico, ma, per dirne solo una, viene correntemente usato da cronisti, allenatori e giocatori NBA – ovvero il tempio del basket.
        Alle volte la voglia di opporsi, di contraddire per mancanza di qualcosa da dire, ci fa navigare in acque che non conosciamo, e nelle quali, goffi, affoghiamo.
        A te capita abbastanza spesso, mi pare.

      3. A dà ragione a B, B dà ragione ad A, tutti e due sostenendovi a vicenda rimanete in piedi, questa è vera solidarietà, vi capisco e comprendo, altrimenti cadreste dal pero. Continuate a spiegarvele tra di voi (sodali) le cose che vi intendete benissimo cari fratelli DeRege

      4. Guarda che non c’era bisogno di nessun intervento a supporto, so benissimo quello che scrivo. Ci sono letteralmente dei trattati che puoi trovare con una semplice ricerca su Google (incluso “Statistical Analysis of Momentum in Basketball”).

  6. Il bello di tutto ciò sai cos’è? È che tu non sei un giudice chiamato a dirimere questioni e quesiti altrui. Le telecronache NBA che “certamente “ tu segui in lingua originale sono affare che poco entra nella disquisizione odierna e tutti i blogger si possono fare un opinione, autonoma dalle tue cazzate, su quello che io ho ben espresso, senza falsa modestia, nel post di cui sopra

    1. ahahaha difesa patetica.
      Da pagliaccio. Insistere sulla propria ignoranza, come fosse un merito.
      Inclusa la modestia falsa, come tutto il resto.
      Ciao bello, ti sei rivelato e non sei niente.
      Peccato.

      1. Ah ah….quindi il registro è ironico; chi si è rivelato sei tu, in un post precedente dove è emersa dalla Picture, immagino per errore la tua bella faccia di CAZZO, (e c’erano dubbi su ciò?) circondata da libri, quei libri che tanta confusione hanno creato nella tua testolina stempiata; adesso puoi continuare a ridere….

  7. La remontada si sta verificando in questo ” momentum” eh tra lo Zenit ( il rimontato) e il Barcellona che non ha scelto, perché può, un punto al minuto ma vai con il bolero

    1. Vedo vedo.
      E il mio cuore batte in Russia.
      La faccia abbronzata di Jasekivicius mi dà veramente fastidio. Ma perderò lo stesso, lo so.

      1. Almeno una!
        Ma troppo Pangos, non si può giocare su uno solo, per quanto sia un fenomeno.
        Ma sono contento lo stesso.
        Contava mettergliene una e una gliene hanno messa.
        Barcellona si può battere, sulla singola partita 😉

  8. Pangos è comunque un gran bel giocatore e ha una faccia simpatica da furbetto. Stasera si è divertito e ha avuto anche sprazzi di chachismo.

    Speriamo in bene per Guda.

    Il Barcellona è umano, ora lo sappiamo… e in gara 2 sarà parecchio nervosetto.

    1. Secondo me l’hanno presa sotto gamba. Ma lo Zenith ha la fisicità x star con loro (poi devono girare bene 2 3 cosette) e una in Russia col pubblico…. Vedremo

  9. A mio parere il vantaggio tedesco (+17) al primo tempo è più per nostro demerito che per merito loro.

    ” Vivono di luce. Che è quel che sono. Illuminano. Il Chacho è a Milano per questo. Per illuminare. Per prendere i compagni per mano. Per dirgli «va tutto bene». Con Sergio Rodriguez andrà sempre tutto bene. Per davvero però.”
    Bellissime parole che descrivono il nostro fuoriclasse perché se abbiamo vinto gara 1 lo dobbiamo prevalentemente al Chacho 💖💖💖

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