Sandro Gamba: C’è qualcuno che non digerisce più il coach? Dirlo subito, ma non credo

Sandro Gamba firma su Repubblica-Milano il consueto editoriale “Tiro Libero” dal titolo: «Cara Armani, vietato mollare in campionato»

Sandro Gamba firma su Repubblica-Milano, in edicola ieri, il consueto editoriale “Tiro Libero” dal titolo: «Cara Armani, vietato mollare in campionato».

Da un po’ di tempo in campionato, il potenziale di Milano non si vede più sul parquet. Non è più la squadra capace di schizzare fuori dal gruppo al primo colpo di pedale deciso. Non sa più produrre una pallacanestro di qualità, efficace, corale: vedo troppo spesso cinque uomini sul parquet che si muovono disordinati e un po’ a caso, come farebbero ragazzi qualunque alla Canottieri Milano: palla in mezzo e giocate come viene. 

È un periodo no? Le conseguenze di infortuni e Covid si fanno sentire? Non scherziamo, quello accade a tutti. Manca, come si diceva, la superstar che faccia da guida? Mica vero, i grandi giocatori ci sono e poi la guida è in panchina, si chiama Ettore Messina. 

Occorrerebbe la mano forte di un capitano? Forse qui ci avviciniamo, nel senso che vedo meno leadership in campo, un po’ per l’alternanza dei due playmaker Delaney e Rodriguez che stanno ritrovando l’assetto da corsa, e un po’ perché i compagni stanno perdendo fiducia, forse in se stessi, forse nelle esecuzioni dei giochi. 

Ma sciùr Gamba, mi dicono, non sono gli stessi che hanno vinto in coppa? Vero. Bisognerebbe entrare in certi crani. Vedere cosa passa lì dentro. Quali pensieri e movimenti. C’è qualcuno, ad esempio, che non digerisce più il coach? Dirlo subito, se fosse così. Non credo sia così. 

La realtà è più semplice. Le grandi squadre sanno fare due cose. Difendere con aggressività, con i contatti, mettere la pressione sugli avversari e farlo con continuità per 40 minuti. 

E saper riparare ai propri errori, rimediare in cinque a un’azione non venuta bene, a un passaggio sbagliato, a un tiro comodo che va sul ferro, a una palla persa. Sono meccanismi che l’Armani ha, che ha smarrito da qualche tempo ma che Messina, sono certo, saprà ritrovare in palestra. 

Certo che il numero di sconfitte, arrivato a 6, fa tremare un po’ le gambe. Il campionato non si sottovaluta, mai. Le parole del coach sulla «lezione di cuore» presa a Brindisi, sui «brutti segnali», sulla presenza mentale, sono una spia. 

Arrivare primi in stagione regolare è sempre un obiettivo per cui spendersi in ogni partita. È un errore mollare, pensando di riprendere. Tocca ai giocatori cogliere il messaggio.

5 thoughts on “Sandro Gamba: C’è qualcuno che non digerisce più il coach? Dirlo subito, ma non credo

  1. Tutto vero e condivisibile. Quando ho scritto se perdiamo le prossime pazienza, intendevo solo che non dobbiamo farne un dramma, ma l’impegno a vincere quello no! Quello è sempre necessario e deve essere sempre nella crapa di tutti. Poi non si può negare che il problema esista, ed è necessario capire perché. A cominciare da subito mettiamoci testa e portiamo a casa le prossime partite, si può sbagliare un tiro una posizione e un tempo ma non si può giocare senza cuore

  2. Rispettabilissimo il parere di gamba, ma continuo a pensare che trarre giudizi dalle ultime partite di LBA in questo periodo fondamentale di Eurolega non abbia senso.

  3. Analisi condivisibile di chi di basket ne capisce più di noi. In ogni caso la prossima settimana quando inizierà la serie play-off con il Bayern sapremo la verità sulla stato di forma della nostra squadra.

  4. Certo caro Gamba Non credo nemmeno io e non sento pero’ nemmeno la necessita’ di sollevare – a torto o a ragione – rumors su presunti malumori nello spogliatoio. Non mi sembra utile proprio adesso citare fantasmi e il titolo di questo post non aiuta a capire il contenuto piu’ articolato e complesso del tuo articolo
    Lascerei questo genere di considerazioni alla conversazione frusta e degradata del calcio. Ho scelto di seguire il Basket perche’ pensavo e penso sia – almeno da noi – uno sport su cui e’ bello parlare di tecnica, di psicologia, di qualita’ e su cui si dibatte di questo.
    Non vorrei mai dovermi convertire al rugby.

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