L’incontro di Atene allarma il basket europeo: stipendi e montepremi al centro del contendere?

La notizia bomba viene sganciata da Donatas Urbonas: sette club di EuroLeague, tra cui Olimpia Milano, si sono incontrate ad Atene

La notizia bomba viene sganciata da Donatas Urbonas, in un rapido e brutale tweet: sette club di EuroLeague, tra cui Olimpia Milano, si sono incontrate ad Atene la scorsa domenica. Al centro del discorso, la gestione della competizione, retta da Jordi Bertomeu.

Tutto parte, come detto, dal tweet di Donatas Urbonas, giornalista di fama europea, oltre che cronista dello Zalgiris Kaunas: «Sette club di EuroLeague (Zalgiris, Cska, Efes, Milano, Maccabi, Olympiacos e Panathinaikos) si sono incontrati segretamente la scorsa domenica ad Atene per discutere dei loro dubbi circa la gestione di alcuni aspetti finanziari da parte di Jordi Bertomeu e di EuroLeague. Una posizione (azione) ufficiale è attesa a breve».

Prima dovuta precisazione: i sette club nominati rientrano negli 11 che hanno fondato la new era di EuroLeague. I cosiddetti club azionisti, con Real Madrid, Barcellona, Baskonia e Fenerbahce uniche assenti ad Atene. A breve entreranno nell’organizzazione anche Asvel e Bayern Monaco, facendo salire a 13 il numero complessivo. 

Dunque, le preoccupazioni sono state veicolate da più della maggioranza del “consiglio d’amministrazione” della competizione. In passato, era stato solo il Panathinaikos, per bocca del patron Dimitris Giannakopoulos, a muovere accuse pesanti nei confronti di Jordi Bertomeu e di EuroLeague.

Accuse che passavano sì per classe arbitrale e regolarità di campo, ma anche e soprattutto per la non sostenibilità della competizione stessa. 

Sport24.gr precisa come il Panathinaikos fosse rappresentato da Takis Traintopoulos, l’Olympiacos dai fratelli Angelopoulos, proprietari del club, e dal dirigente George Skindilias.

Ma quali sono le preoccupazioni dei team. E torniamo a Donatas Urbonas, che prova a fare chiarezza sulla vicenda, dando evidentemente fiato a quelli che sono soprattutto i dubbi dello Zalgiris Kaunas.

Questi i potenziali temi:

1. La mancata riduzione degli stipendi dei giocatori in una stagione senza incassi. EuroLeague avrebbe prospettato un confronto con ELPA, che tuttavia non avrebbe ancora sortito effetti;

2. Distribuzione del “montepremi” stagionale ai club (noi di ROM ne abbiamo parlato qui)  poco chiaro, e noto ad alcune società solo a stagione ormai terminata.

Altri temi sul tavolo, ma qui non è dato comprendere se sia terreno di potenziale scontro o meno, la volontà di cambiare il rapporto società-agenzie di rappresentanza, con le commissioni che ricadrebbero sui giocatori e non sui club, e gli eventuali abbandoni dei campionati nazionali. Idea, quest’ultima, che inizia a farsi largo pur non trovando unanimità di consensi.

E Olimpia Milano? Al momento il club non commenta. Unico precedente pubblico, nel dialogo tra il club e EuroLeague, la lettera di Ettore Messina al sito Eurohoops, una volontà di apertura al dialogo tra i potenti del basket, da inquadrare nel calendario in epoca di pandemia. 

Insomma, la notizia c’è, ma solo un’azione ufficiale, peraltro prospettata, potrebbe darci i confini di questo paventato malcontento nel cuore della più importante organizzazione cestistica continentale.

NB. I sette club citati hanno storie, peculiarità, punti di forza e debolezza ben differenti, e anche una sola posizione ufficiale non chiarirebbe il pensiero di ogni componente.

7 thoughts on “L’incontro di Atene allarma il basket europeo: stipendi e montepremi al centro del contendere?

  1. Come come come?? “Eventuali abbandoni dei campionati nazionali”?? Strano, chi l’avrebbe mai detto… 😉 Ne ho scritto abbondantemente a riguardo pochi giorni fa, nemmeno a farlo apposta. Mi pare inevitabile.

    Comunque questo “incontro di Atene” è una notizia interessante, che potrebbe anche comportare nuovi futuri scenari.
    Stranamente mancavano Real, Barcellona e Fener, le società più indebitate…

  2. A mio modesto avviso l’EL deve guardare oltre oceano e puntare a strutturarsi come la NBA. Campionato continentale a 24 squadre squadre, una bella RS da 46 partite e PO da 16 con eliminazione al meglio delle 5 o 7 gare. Un sistema di scelte all’americana sui giocatori del continente e i free agent americani e via così verso il futuro.

    Ho fatto una classifica inutile ma interessante delle prime 8 di EL, considerando solo gli scontri diretti, ecco il risultato
    BARCELLONA e OLIMPIA 9W 5L
    CSKA 8W 6L
    BAYERN e REAL 7W 7L
    FENERBACHE 6W 8L
    EFES e ZENIT 5W 9L

    dai che un po’ di speranza nasce spontanea……….

    1. Grazie HP! Avevo in mente di farlo anche io (con l’idea che la nostra Olimpia a naso fosse seconda) e tu mi hai risparmiato la fatica!
      E in più dato una bella notizia.
      Lo so, non vale niente, ma è un buon segno.
      Peccato che siamo dal lato sbagliato del cartellone…

  3. Scimmiottare la NBA senza averne organizzazione e i fondi, potrebbe non essere una buona idea.
    La mentalità europea e’ diversa, diverso è l’aspetto politico (gli stati dono sovrani, con rapporti particolari, non come quelli degli USA), diversa la situazione economica e diverso, infine, il basket.
    Stiamo alla finestra e vediamo

  4. Forse 7 società hanno finalmente capito che Jordi Bertomeu è un pagliaccio?

  5. Passare a un formato come quello dell’NBA potrebbe non essere un vezzo ma una necessità. Il basket procede a indebitamenti, anche là dove ci sono spettatori e trofei (Spagna…), e in un Paese come l’Italia è ormai diventato una nota di colore. I campionati nazionali hanno sicuramente senso però se per sostenere roster con fuoriclasse il sistema può solo indebitarsi, è un problema. La domanda di fondo però è: siamo sicuri che con un format stile NBA cambino radicalmente incassi e contratti televisivi/media?

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