Sandro Gamba, come ogni martedì, firma su Repubblica-Milano il suo “Tiro libero”, oggi dal titolo: «Adesso serve un passo in più dalle terze linee». Ecco alcuni passaggi.
Resto sempre perplesso di fronte a una sconfitta del genere e alle discussioni che ne conseguono sulle presunte cause. La stanchezza, i viaggi, le troppe partite.
Lo sappiamo tutti che i calendari, con l’ultimo formato dell’Eurolega, prevedono 34 giornate più i playoff, che si sommano ai campionati, alle coppe domestiche, agli impegni con le nazionali.
Ecco, se vogliamo quel modello lì, se i giocatori migliori chiedono e ottengono stipendi adeguati a certi standard, ecco che la fatica come alibi regge molto meno.
Altro discorso è quello sulle rotazioni: abbiamo visto quanto poco abbiano giocato le seconde linee nella brutta partita di Trento. Dico subito che userei di più Cinciarini per provare qualche cambio di ritmo, ma a parte questo bisogna mettersi in testa che tutti i coach vogliono vincere sempre, e bene.
Insomma, se le seconde e terze linee le abbiamo viste poco, è perché Ettore Messina li ha valutati non adatti in quel momento. Per vincere.
E guai a dire di partite da affrontare con la testa leggera, senza nulla da perdere: non è così che si costruisce una mentalità.
