L’Olimpia non entra mai in ritmo: il Baskonia passa al Forum

I biancorossi sono sempre costretti ad inseguire e non trovano mai la giusta continuità sia in attacco che in difesa

La striscia dell’Olimpia Milano si ferma contro il Baskonia (84-79), mostrando probabilmente anche un po’ di stanchezza per la serie di impegni. La squadra di Messina è sempre in difficoltà e costretta ad inseguire, non riuscendo mai a trovare continuità ed il giusto ritmo, sia in attacco che in difesa, con i baschi sempre in grado di rispondere ai tentativi di rientro milanesi. Non bastano alcuni sprazzi, in particolare di Datome e Rodriguez, per riuscire a completare l’inseguimento, e gli ospiti trovano con i centimetri di Fall e la mano calda dall’arco per mantenersi sempre in vantaggio. E nel quarto periodo c’è una rimonta tardiva da -16 a -2, ma è troppo tardi e Henry chiude i conti con la penetrazione decisiva.

Olimpia Milano vs Baskonia | La partita

Sono out Micov, Moraschini e Moretti, non recupera Polonara tra i baschi. Inizio molto freddo per i biancorossi, con cinque errori per iniziare la partita, prima dei sette punti consecutivi di Shields per il sorpasso. Tuttavia, è sempre il Baskonia a fare la partita, in particolare con i centimetri di Fall a dare molto fastidio sui due lati del campo. Nonostante la serie di palle perse dei baschi ed alcune conclusioni vincenti dall’arco di Rodriguez e Datome, c’è anche il +8 esterno con i canestri di Giedraitis e dell’ex Dragic. Il finale di tempo sorride all’AX, Punter e Delaney accorciano a -1. 

I biancorossi non riescono, però, a trovare continuità ed iniziano la ripresa con qualche persa di troppo, mentre Henry scalda la propria mano e fa scappare i suoi alla prima doppia cifra di vantaggio (45-55 al 23’). Messina alza il quintetto e trova qualche buona azione, ma il distacco non viene mai chiuso completamente, con gli ospiti sempre in grado di rispondere. Ad inizio ultimo periodo c’è un nuovo allungo del Baskonia, che sale a +11 con Peters, per poi salire a +16 con le giocate di Vildoza e Dragic. Milano prova una disperata rimonta, con la zona, torna incredibilmente a -2 a -30″, ma Henry piazza il 2+1 per chiudere i conti e far esultare i baschi.

Olimpia Milano vs Baskonia | Il tabellino

AX ARMANI EXCHANGE MILANO-BASKONIA VITORIA 79-84 (19-23, 41-45, 57-63)

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Olimpia Milano calendario | I prossimi appuntamenti

La squadra di Messina chiuderà il 2020 con due big match: la sfida più attesa di Serie A sul campo della Segafredo Bologna di domenica (ore 17.15) e quello di Eurolega contro il Cska Mosca di mercoledì prossimo (ore 20.45) al Mediolanum Forum. 

Olimpia Milano vs Baskonia | La diretta

Olimpia Milano vs Baskonia | Le armi di Ivanovic

Squadra di difficile lettura quella dei campioni di Spagna, ma che certamente ha nella difesa il suo marchio di fabbrica.

Ad oggi, dietro quella dello Zenit, c’è proprio quella di Ivanovic, che concede 75 punti a partita, più di quattro in meno di Olimpia Milano che è attualmente quarta nella classifica dedicata.

Le parole di Ettore Messina

Oltre ovviamente ad Achille Polonara, numeri alla mano il miglior difensore di EuroLeague in questa fase della stagione, elementi come Pierria Henry e Zoran Dragic possono alzare molto la pressione sulla palla.

E poi arriva il reparto lunghi, che racconta della terza squadra per rimbalzi catturati, cinque in più a partita rispetto a Olimpia Milano, quattro se guardiamo solo quelli offensivi.

Qui i volti sono, oltre all’ex Sassari, il centro Tonye Jekiri e gli oltre 220 centimetri di Youssoupha Fall. Situazioni per garantire possessi ad una squadra che ama correre, e che può fare male con il fisico di Rokas Giedraitis, la rapidità di Luca Vildoza e la perimetralità di Alec Peters.

Proprio l’ala ex Cska ed Efes vive al Baskonia la sua reale manifestazione di talento: 12.1 punti di media.

Olimpia Milano vs Baskonia | Le armi di Messina

Ettore Messina parla di «giocare bene», chiedendo quindi una maggiore circolazione di palla per portare la pressione dei baschi ad un alto chilometraggio di inseguimento.

Fall diventa inevitabilmente elemento minaccioso nel pitturato, ma Kyle HInes dovrà come sempre sfruttare la sua dinamicità per allontanare lo spauracchio dal canestro, per sè e per gli altri.

Speciale Mercato: Achille Polonara

La ritrovata condizione di Gigi Datome allarga enormemente il campo, e l’arrivo di Shavon Shields garantisce una maggior presenza difensiva su elementi delle doti di Giedraitis, da sempre una minaccia per questa Olimpia.

Il quintetto più utilizzato da Ivanovic prevede il doppio play, Vildoza-Henry, con Giedraitis e Polonara al fianco di Jekiri. Da qui la necessità di un innalzamento del livello delle prestazioni di Delaney, con Henry credibilmente attivo sulle piste di Punter.

Olimpia Milano di fatto superiore a livello tecnico e più profonda, ma consapevole di dover tenere alta l’energia per tutti i 40’: i passaggi a vuoto, il Baskonia, non li perdona.


Dossier Baskonia

Domani è tempo di EuroLeague e allora ecco il Dossier di ROM sui prossimi avversari di Olimpia Milano. Olimpia Milano vs Baskonia è tutta qui. Palla a due alle ore 20.45.

Il prossimo avversario | Baskonia

Il titolo tanto atteso, il giusto premio alla carriera di un coach che ha fatto la storia del basket europeo, la probabilmente inevitabile rivoluzione estiva.

Al Baskonia, come spesso accade, una coppa è stata la fine di un ciclo, e l’addio di Toko Shengelia (senza dimenticare Shavon Shieds e Matt Janning) impone una partenza di rincorsa per quelli che restano i campioni di Spagna.

Il tutto in un sodalizio importante a livello stutturale, ma che solitamente a novembre cancella la guida tecnica: per Ivanovic un lavoro in salita, pur partendo da un roster assolutamente importante.

Luca Vildoza, al netto dei guai fisici, è atteso alla stagione della consacrazione (per poi spiccare il volo?). Play puro, gestore di ritmi e di giocate importanti, sarà il metronomo, affiancato in regìa dall’ambivalente Pierria Henry.

In guardia Zoran Dragic dovrà essere equilibratore (ma anche qui il fisico ha tradito spesso), mentre in ala ecco il colpo dell’estate Rokas Giedraitis, un “3” da 200 centimetri di difficile abbinamento per tutti con un talento importante, con Alec Peters che ad un livello medio potrebbe rilevare quanto non apparso a Cska ed Efes.

Come? Dando vita ad un profilo da 3&D e prendendo esempio dalla grinta e voglia di crescere di Achille Polonara, che dopo la stagione scorsa ha scalato qualche gradino nella gerarchia di squadra. Interessante, come sempre, il pacchetto lunghi.

Tonie Jekiri all’Asvel si è rivelato rimbalzista granitico e uomo da doppia-doppia, al suo fianco Ilimane Diop e Yousooupha Fall possono mettere ombra al ferro.

Nell’ultimo Power Rankings di Sportando il Baskonia è dodicesimo.

Il Personaggio | Zoran Dragic

Ex di serata, Zoran Dragic a 31 anni ha trovato una sua dimensione definitiva in terra basca. Un merito al club, e a lui, che ha saputo riprendersi da una serie di infortuni che lo avevano portato anche alla mancata presenza nella Slovenia campione d’Europa del 2017.

Ma c’è stato anche dell’altro, da quell’estate 2016 che lo portò a Milano. Lui, al Khimki, non voleva più giocare da play, all’Olimpia trovò Jasmin Repesa che ne voleva fare uno specialista difensivo, alzando il tonnellaggio nel reparto esterni. 

Ovviamente, con un contratto milionario, il giocatore doveva lasciare il segno su ambo i lati del campo, ma dopo un discreto avvio, Dragic si fa inghiottire dalla mediocrità, sino all’abbraccio da psicodramma di Jasmin Repesa nel netto ko di Barcellona del 23 dicembre.

La vicenda del giocatore ribattezzato come “Tragic” finisce lì, nonostante la narrativa del coach croato ritrovi nell’infortunio (gravissimo) di fine febbraio con Caserta la causa di tutti i mali della peggior stagione a livello gestionale dell’era Armani.

Come detto, niente Eurobasket, e al rientro in biancorosso Simone Pianigiani chiude le porte al giocatore nonostante il restante anno di contratto. Per “Tragic”, come per Mantas Kalnietis, non c’è più spazio, ma si fa avanti l’Efes.

Il 30 novembre Zoran piazza 12 punti, tripla della staffa compresa, alla sua ex squadra, a febbraio un nuovo gravissimo infortunio. Ma questa volta, Dragic non si appoggia a piangere sulla spalla di nessuno. Si rialza, e insegue l’obiettivo. 

Nel gennaio 2019 ricompare in Italia, in maglia Trieste, terra di fede per gli sloveni, e fa il suo esordio proprio contro l’Olimpia Milano. Il 22 febbraio ritrova la nazionale, quindi l’accordo con il Baskonia. In questa annata viaggia ai limiti della doppia cifra, in EuroLeague e Acb.

Baskonia | Ultimi risultati e ultime dalle sedi

Tre ko in fila in EuroLeague per il Baskonia, squadra altalenante per eccellenza nella competizione. Dopo i domini con Olympiacos ed Efes, i ko con Maccabi, Zalgiris e Bayern, mentre in ACB nel mese di dicembre solo il Real Madrid ha superato una squadra quarta in classifica con 11 vittorie in 15 gare.

Domenica 20 dicembre è arrivato il successo per 79-72 contro Tenerife, con 12 punti di Tonye Jekiri, 15 di Zoran Dragic e Rokas Giedraitis.

Non sono segnalate al momento assenze in casa basca.

Olimpia Milano vs Baskonia | I precedenti

Record 9-8 dal 2000 a favore di Olimpia Milano, che diventa un netto 7-2 al Mediolanum Forum d’Assago. Il 7 novembre 2019 l’ultimo confronto, 81-74 con 15 punti di Amedeo Della Valle con 2/4 dall’arco. In panchina per i baschi c’era ancora Velimir Perasovic.

Indimenticabile, ma per altri motivi, l’88-76 del 15 novembre 2016. L’Olimpia Milano asfalta il Baskonia di Sito Alonso, e Andrea Bargnani e Shane Larkin, 88-76. Alessandro Gentile, dopo un ottimo primo tempo, resta seduto nella ripresa. Emergerà un calcio ad un cestino nell’intervallo, e la punizione di Jasmin Repesa.

La gara successiva sarà la nefasta trasferta di Belgrado, dove una squadra con record 4-3 conoscerà 10 sconfitte in fila. Meno di un mese dopo quel “calcio”, Alessandro Gentile lascerà Milano. Tutto, iniziò con il Baskonia.

12 thoughts on “L’Olimpia non entra mai in ritmo: il Baskonia passa al Forum

  1. Oggi chi deve dimostrare di esserci sul campo avverso è il Bask. Noi siamo più sereni, mi raccomando non troppo, partendo dalla consapevolezza dei nostri mezzi e da una miglior classifica, sul campo di casa di cui conosciamo anche le sfumature della vernice del parquet. A proposito che cessi questa mania di incollare adesivi che poi togli a fine partita, per fare pubblicità, ci sono già i tabelloni che devono bastare! Ci si scivola sopra e cambiano i punti di riferimento.

  2. Partita fotocopia di Stella Rossa e Panatinaikos.
    Le due vittorie di settimana scorsa contro due squadre fantasma avevano illuso tifosi miopi (inutili menzionarli).
    Non abbiamo centri. Se gli esterni non funzionano e non lo possono fare sempre perdiamo per mancanza di alternative. Urge andare sul mercato

  3. Ci siamo completamente dimenticati come si difende. Non mi sono piaciute le facce dei nostri, sono entrati in campo con la faccia da perdenti, eccetto Datome e Rodriguez. Troppo tardiva la reazione che doveva arrivare nel terzo periodo. Dovevamo iniziare a dare tutto a costo di scoppiare

  4. Speravo che gli acquisti di quest’anno ci avessero messo al riparo da queste sconfitte ma sbagliavo una volta di più. Se il gioco si basa in grandissima parte su conclusioni dall’arco e queste non entrano….squadra stanca e coach ancora di più. Pana, Stella Rossa, Baskonia, un bel triplete. Ci siamo illusi anche quest’anno?

  5. Non trovo le parole per lo spettacolo che ho visto.
    Oggi veramente irriconoscibili, nessuno ha trovato il bando della matassa ed oggi devo ammettere neanche Messina.
    La questione sconfortante è che Baskonia ha giocato una onesta partita ma nel primo tempo hanno perso palloni a go-go e non siamo riusciti ad approfittarne come di solito facciamo.
    Peccato perchè era importante vincere ed era alla nostra portata.

  6. In tre giorni si passa dalla migliore partita della stagione alla peggiore. La stanchezza fisica e mentale spiega molto, ma non tutto. Sta di fatto che una squadra da 5/6^ posto in EL non ha questo passo così altalenante. La mancanza di alternative offensive vere agli esterni è forse il problema principale. D’altro canto si rischia che le avversarie siano sempre più capaci di adattarsi alla nostra mancanza di pericolosità interna. E le difese sono tutte addosso ai nostri esterni. Intanto come presumibile le altre cominciano a muoversi sul mercato.

  7. Io credo che il nostro valore attualmente sia questo, siamo in una posizione di classifica importante a causa del crollo del tutto inaspettato delle turche (EFES soprattutto ) e del Maccabi. Per questo livellamento al basso in un’annata del tutto anomala, vedo ancora possibili i PO e magari anche giocandoli fino in fondo.

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