Olimpia Milano, la ricostruzione dei fatti di una settimana folle

Proviamo a ricostruire i fatti in Olimpia Milano, a far chiarezza utilizzando anche i comunicati ufficiali in nostro possesso

Nella giornata di ieri, dopo un’attesa lunga una settimana, abbiamo appreso il numero dei “positivi” al Covid-19 in Olimpia Milano agli ordini di Ettore Messina: zero.

Una vicenda delicata, di difficile comprensione in questa epoca confusa. Proviamo a ricostruire i fatti, a far chiarezza utilizzando i comunicati ufficiali in nostro possesso.

Una settimana folle

Domenica 8 novembre: primo test dopo la gara con Brescia. Perché? In caso di doppio turno di EuroLeague, onde evitare ritardi, l’esame viene fatto immediatamente la domenica sera dopo la gara di campionato. Secondo il protocollo di EuroLeague le squadre devono salire sull’aereo solo con giocatori “negativi”.

Lunedì 9 novembre, l’amaro annuncio: “numerosi casi di positività al Covid-19”. Il club non precisa il numero dei giocatori positivi, ma ora sappiamo che unitamente alla struttura medica di Olimpia Milano anche l’ufficiale sanitario di EuroLeague prende in mano il fascicolo.

Dal comunicato di EuroLeague: “A causa dell’elevato numero di positivi, ma privi di sintomi, il medico della squadra di Milano e l’ufficiale medico di Euroleague hanno considerato dubbio i risultati dei test”.

Insomma, qualcosa non torna. I numeri intanto sono alti, superiori agli otto ipotizzati dal giornalista spagnolo Chema de Lucas (parliamo anche di staff), e la squadra viene messa in quarantena. Qui entra in gioco la “collisione” regolamentare tra Autorità sanitaria italiana e protocollo EuroLeague.

Per l’organizzazione nei casi di “dubbia positività” andrebbero effettuati due test, uno martedì e uno mercoledì. Effettivamente i giocatori si sottopongono a tampone il 10 novembre, ma l’ASL non garantirà il successivo sino al 13 (farlo il 12 non avrebbe cambiato nulla, come vedremo poi).

Da notare come servano circa 24 ore per conoscere i risultati, da noi e anche in altri stati europei, dove la situazione sanitaria è certamente sotto pressione.

Il secondo tampone

Martedì 10 novembre, i giocatori si sottopongono al secondo tampone mentre EuroLeague rinvia la sfida con lo Zenit solo nel pomeriggio. Nel comunicato si sottolinea solo come ad Olimpia Milano manchino gli 8 giocatori minimi per la sfida.

11 novembre, il club riceve i referti del secondo tampone che confermano i dubbi dello staff medico, nella mattinata del 12 comunica un: “numero limitato di casi di positività al Covid-19”.

Nel pomeriggio EuroLeague rinvia la gara con il Khimki precisando che la decisione è dovuta: “alla legislazione locale che ha imposto misure di quarantena al team” che non permette di avere il minimo di otto giocatori a disposizione.

A prescindere dalla bontà o meno delle scelte comunicative di Olimpia Milano qui il numero di giocatori “non a disposizione” non è 8, 11 o altro: tutti gli elementi non sono a disposizione perchè tutti sono in quarantena.

Olimpia Milano, l’epilogo

Per il terzo tampone si deve attendere il 13 novembre, 24 ore avrebbero fatto la differenza e salvato la gara con il Khimki?

In quel giovedì ci sarebbe voluta una importante successione di fatti: tamponi la mattina, referti in 12 ore (la metà delle 24 consuete), partenza per Mosca, 4 ore di volo. Una corsa contro il tempo di difficile realizzazione.

Venerdì il terzo tampone, sabato la risposta positiva e l’uscita dalla quarantena. Una folle settimana, in un folle 2020. Anche per Olimpia Milano.

5 thoughts on “Olimpia Milano, la ricostruzione dei fatti di una settimana folle

  1. A me sembra interessante dal punto di vista epidemia/test quello che è successo.
    Lotto di tamponi difettosi? O livello virale molto basso al primo giro che poi è stato superato in parte al secondo e totalmente al terzo?
    Spero che qualcuno del mondo medico scientifico approfondisca.

  2. ritorno x un secondo sul tema privacy.
    posto che , ovviamente, le autorità competenti hanno tutto il materiale, mi chiedo a livello di comunicazione che senso abbia non dire quanti e quali giocatori siano coinvolti.
    Anche quando si dice che tizio ha subito una distorsione si divulgano informazioni personali!
    Onestamente un po’ piu’ di trasparenza non farebbe male.

  3. Discorso piu generale . Ma a sto punto quanto sono affidabili i tamponi fatti ai comuni mortali?
    Discorso specifico: vista la situazione incasinata, credo tutti abbiano agito al meglio . Difficile fare diversamente

  4. I tamponi sono affidabili quanto altri test: carica virale, condizioni del controllo, attenzione nell’evitare la contaminazione incrociata, ecc. sono tutti fattori. Io conosco diverse persone che hanno fatto la stessa identica trafila (con tempi e modi diversi). Bisogna temo convivere col fatto che i tamponi possono produrre falsi positivi (o negativi…)

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