Olimpia Milano, numero limitato di positività al Covid-19. Nuovi test domani

Alessandro Maggi 15

Nei test effettuati martedì, in ossequio al protocollo sanitario, era infatti emerso un NUMERO LIMITATO di casi di positività

E’ arrivato il comunicato di Olimpia Milano dopo i test effettuati dal team squadra in seguito alle positività al Covid-19 emerse lunedì.

Il club non ha riportato il numero dei tesserati risultati positivi, né ai test di domenica né a quelli di martedì, ma si registra un cambiamento rispetto alle prime indicazioni.

Olimpia Milano Covid-19, gli aggiornamenti

Se nel comunicato del 9 novembre il club aveva parlato di “NUMEROSI casi di positività al Covid-19”, oggi si è passati a “NUMERO LIMITATO di casi di positività al COVID-19”.

E si apre una speranza per il derby di domenica con Cantù:

Questo il comunicato del club:

La disputa della partita Khimki – Olimpia Milano, in programma venerdì 13 novembre, è stata sospesa e rinviata a data da definirsi.

L’Olimpia ha richiesto il rinvio in seguito alla decisione dell’ATS-Milano di imporre la sospensione dell’attività di squadra. Questo in attesa dell’esito di ulteriori test di controllo prescritti per la giornata di venerdì 13 novembre.

Nei test effettuati martedì, in ossequio al protocollo sanitario, era infatti emerso un NUMERO LIMITATO di casi di positività al COVID-19 all’interno del Gruppo Squadra.

In seguito alle modifiche apportate alle “Norme Speciali” dovute al COVID-19, e approvate dall’Executive Board di ECA, le partite sospese possono essere riprogrammate fino a tre volte.

Euroleague Basketball si farà carico di individuare assieme alle squadre l’opzione migliore per riprogrammare una seconda volta la partita.

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francesco99
francesco99
22 giorni fa

questo vuol dire che si potrebbe ancora disputare la partita con Cantù se venerdì abbiamo 8 giocatori disponibili

Andrea
Andrea
22 giorni fa

Non capisco tutta questa riservatezza nel non divulgare i nomi dei giocatori positivi, neanche fossero dei delinquenti, quando altre squadre li comunicano? Anche nel calcio, le squadre annunciano i nomi dei giocatori positivi i quali dovranno seguire specifici protocolli di isolamento. Solo da noi è un tabù….

Francesco Sacco
Francesco Sacco
22 giorni fa

Nel calcio sono i diretti interessati, se vogliono, a comunicare la propria positività. Non è vero che i club comunicano sempre i nominativi, anzi, sono una minoranza. Si chiama rispetto della privacy e, giustamente, se il diretto interessato non autorizza, nessuno ha il diritto (figurarsi) il dovere di esserne a conoscenza. Dove diavolo stiamo andando a finire come società? Allucinante

Andrea
Andrea
22 giorni fa

Guarda Francesco Sacco che non sei costretto a condividere il mio pensiero. Allucinante è che uno non possa esprimere delle proprie idee, che altri subito si sentono in dovere di rispondere in modo arrogante e presuntuoso.

Mr. Tate
Mr. Tate
22 giorni fa

Effettivamente trovo bizzarro che una persona possa pensare di avere diritto all’accesso a informazioni mediche di altre persone. Concordo che più trasparenza c’è e meglio è ma sarebbe assurdo che un datore di lavoro potesse arrogarsi il diritto di dare comunicazione su questioni mediche che esulano da ciò che avviene durante lo svolgimento della professione.

Andrea
Andrea
22 giorni fa

Pensa che io, invece, trovo bizzarro che tu passi il tuo tempo ad analizzare i messaggi altrui, come se fossi l’unico portatore della verità. Riesci a esprimere una tua opinione in base all’articolo, o sei capace solamente di ispezionare i commenti del prossimo?

Tom Sawyer
Tom Sawyer
22 giorni fa

Scusa Andrea ma se tu hai il diritto di commentare un articolo e/o il comportamento di una società perché mai non possiamo commentare il tuo commento?
Tra l’altro nel caso specifico hai detto una bischerata, succede a tutti, chiudiamola qua!

Andrea
Andrea
22 giorni fa

Tom Sawyer si può commentare quelli altrui, capita qualche volta anche a me, ma quando diventa sistematico potrebbe dar fastidio. E cmq la maggior parte dei suoi interventi sono finalizzati ad analizzare i commenti altrui e non a proporre idee o contenuti in base all’articolo.

Andrea
Andrea
22 giorni fa

Effettivamente A. Maggi ho dato per scontato che una società abbia il diritto di comunicare i nomi, tralasciando che gli stessi giocatori potrebbero non autorizzare la propria società a divulgare informazioni dal contenuto personale. Che poi riflettendoci sarebbe il segreto di pulcinella, perché, quando uscii la notizia del primo giocatore positivo all’interno della nostra squadra, è bastato verificare i 12 a referto per capire che il giocatore in questione era Moraschini, il quale non risultava nei 12 e non era neanche presente nel palazzetto, al contrario dei giocatori assenti per infortunio.

Biancorossodasempre
Biancorossodasempre
21 giorni fa

Qui semmai si apre un tema diverso, ovvero se sia giusto limitare il diritto alla privacy in situazioni come la pandemia. Rimanendo al basket, sapere che il giocatore X e’ positivo, significa informare i compagni, avversari ma anche amici e conoscenti di avere avuto un contatto a rischio e prendere le opportune precauzioni. Probabilmente la catena di positivi all’Olimpia viene da un positivo non tracciato o non comunicato. Contrarre il COVID non è né una colpa ne’ una vergogna, succede e basta.

Francesco Sacco
Francesco Sacco
21 giorni fa

Ragazzi, non è minimamente credibile che la positività di Moraschini fosse sconosciuta all’interno del Gruppo Squadra. E’ ovvio che tutti i membri dell’Olimpia conoscessero la situazione privatamente. Qui stavamo discutendo della dimensione pubblica.

Mr. Tate
Mr. Tate
21 giorni fa

Riflessione da 10.000 metri di altezza: i diritti non si sospendono mai. La limitazione di un diritto dovrebbe essere confinata a situazioni di straordinaria unicità storica. Nulla in questa pandemia giustifica la limitazione di un singolo diritto costituzionale, tutto ciò che serve per gestirla e limitarla può essere fatto rispettando le libertà individuali. Non c’è alcun motivo per cui io, che non ho alcun legame di parentela, lavoro, ecc. con un Moraschini, debba conoscere la cartella clinica di Moraschini al di fuori di quello che succede nell’ambito della sua professione. Fine.

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