Olimpia Milano shock, più giocatori positivi al Covid-19

L’attività è stata sospesa e domani ci sarà un ulteriore giro di tamponi di verifica per tutta la squadra

Notizia sicuramente scioccante in casa Olimpia Milano. La società ha annunciato la positività di numerosi elementi del gruppo squadra. Ecco il comunicato:

La Pallacanestro Olimpia Milano comunica che, a seguito dei test effettuati nella serata di domenica come da protocollo, nel gruppo squadra sono emersi numerosi casi di positività al Covid-19. Pertanto, l’attività della squadra è stata immediatamente sospesa.

I soggetti positivi, tutti totalmente asintomatici, stanno seguendo in isolamento le procedure previste dal protocollo sanitario. Tutto il gruppo squadra verrà sottoposto nella giornata di domani martedì 10 novembre ad un ulteriore test di verifica.

La società ha immediatamente provveduto ad informare l’ATS e attende istruzioni in merito.

La squadra, come da protocollo EuroLeague, ha sostenuto nella serata di ieri, dopo la gara con Brescia, i test del caso. I referti sono arrivati oggi pomeriggio.

In un tweet, il giornalista spagnolo Chema de Lucas ha parlato di 8 elementi positivi. Al momento, il numero non sarebbe purtroppo questo. Ma certezze arriveranno nella giornata di domani.

Il gruppo-squadra Olimpia Milano sosterrà un nuovo test nella mattinata di domani. I referti arriveranno nel pomeriggio per dare le reali dimensioni dell’emergenza.

Per il doppio impegno di EuroLeague le cose si complicano non poco: Olimpia Milano avrebbe dovuto partire per la Russia nel pomeriggio di martedì.

35 thoughts on “Olimpia Milano shock, più giocatori positivi al Covid-19

  1. Mi dispiace molto ed ovviamente e’ uno shock.
    Ogni giorno è uno shock, amici e parenti ammalati, per fortuna ancora nessuno che conosco gravemente.
    Ma non solo.
    Ma nei miei uffici e’ così, nelle società di trasporto è così, nel personale ospedaliero è così, nelle scuole è così.
    E’ dovunque così. Alcuni possono e devono fermarsi, ma sono pochi quelli che ne hanno davvero la possibilità, senza causare reali e maggiori problemi.

    Quindi genio Alessandro quale è esattamente la tua proposta?
    Quale soluzione semplice hai per un movimento come il basket che come altri NON può permettersi di fermare tutto e soprattutto MOLTO meno di altri rischia la pelle?
    Tutti fermi per un altro anno? Sei sicuro che è quello che i giocatori vogliono???

    Prima di ripetere frasi facili e ovvie prova a ragionare e a proporre riflessioni un po’ più articolate, oppure stai zitto.

  2. Ora tutti i tifosi che erano favorevoli allo sconfitta a tavolino (0-20) per le squadre che non potevano scendere in campo a causa di un elevato numero di giocatori contagiati, confermeranno la loro posizione adesso che riguarda la nostra squadra?

  3. La verita’ e’ che siamo tutti provati sbigottiti impauriti e siamo bombardati da trasmissioni che piu che informare cercano i colpevoli..
    Purtroppo le parole di Messina erano profetiche. se dobbiamo saltare le prossime due settimane fra 15 gg saremoo con 5 partite giocate e 5 saltate. La vedo dura perche’ la soluzione attuale che prevede i recuperi diventa ingestibile se i numeri aumentano. Mah
    Vediamola positiva..recuperiamo gli infortunati

  4. Io confermo assolutamente la mia posizione del 20-0. A tavolino. Ne avremmo vinte 2 e perse 2/3. Ora recuperare 5 partite ti voglio vedere. È una stagione strana e non regolare e chi vincerà non dovrà esultare perché sarà una vittoria di tutti, una vittoria dello sport.

  5. @Tom Sawyer. Cosa vogliono i giocatori non lo so, non mi interessa e non deve essere certo il loro pensiero a condizionare le scelte di proseguire o meno. O pensi che i ristoratori o i gestori di palestre siano chiusi per scelta loro???
    Il problema non sono i giocatori (oddio, non lo sono fino a quando, speriamo di no, a qualcuno vengono dei sintomi un po piu gravi di un po di 2 lineette di febbre)…ma se bisogna appiattire la curva, bisogna fermate tutte le attivita`non indispensabili che hanno una alta probabilita`di contagio. Perche il giocatore va a casa, ha contatti col figlio, che poi va a scuola col mio, che il giorno dopo infetta la nonna.

    Ci sei? Non mi pare complesso, dai!

    Fermare tutto. Subito. E riprendere a situazione normalizzata. Che sia a Aprile (speriamo) o tra 12 mesi.

    PS: esprimere opinioni in modo piu educato non farebbe male.

  6. Io credo che la chiusura sarà inevitabile, perché ora salteremo una marea di partite tra EUROLEGA e LBA, e non ci siamo solo noi ma può capitare anche ad altre squadre come sta già accadendo attualmente. Già ora è un calendario fitto, figuriamoci recuperare tutte le partite che verranno rinviate, causa Covid, tra Campionato e Coppe e non mi riferisco solo alle nostre partite ma in generale. Il vero problema è che gli organi competenti, sia a livello nazionale sia a livello europeo, non hanno un piano alternativo. Tom Sawyer più che ad Alessandro, dovresti chiederlo a Mr Tate il quale ha sempre la soluzione pronta per tutto. Per fortuna che non saremo noi tifosi a decidere se continuare o sospendere tutto.

  7. vista la situazione attuale, io non mi capacito di come si possa fare discorsi sul recupero degli infortunati o sul probelma del recupero delle pertite. C e gente che muore , a causa di un virus che si diffonde in modo incontrollato, e noi si sospende tutto, non perche i giocatori alimentano la catena dei contagi, ma perche non c e spazio per recuperare le partite. Madonna..

  8. Bravissimo Alessandro, condivido in toto quello che hai scritto, ma tanto non serve a nulla perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!

  9. Alessandro io ho scritto solo un mio pensiero sul lato puramente sportivo, ma come ho scritto precedetemente, condivido in toto il tuo pensiero. Mi dispiace se tu hai frainteso.

  10. I giocatori sono professionisti. E’ un lavoro che crea lavoro. Quindi con certi protocolli ben definiti e seguiti alla lettera (e non c’è dubbio su Olimpia) perché non si dovrebbe fare. Ok si sono contagiati ma stai tranquillo che si sarebbero contagiati da qualche altra parte. La differenza è che li beccano subito e vanno subito in quarantena senza andare in giro come migliaia di asintomatici.

  11. Premetto che non ho una soluzione e anche per me la salute viene prima di tutto. Mi permetto due riflessioni: il basket è rimasto una delle poche cose che ci dà emozioni e la sorveglianza medica delle squadre è sicuramente migliore e più efficace di tanti altri ambiti. Qualcuno ha scritto che il figlio di un giocatore potrebbe andare nella stessa scuola del proprio, vero ma è altresì vero che è più pericoloso il contatto con il figlio di un qualunque operaio o impiegato o commerciante che per lavoro deve entrare in contatto con altre persone ed è meno controllato necessariamente.

  12. Ragazzi, la situazione è più grave di qualche partita da recuperare. Limitandoci al basket, pare inevitabile che le competizioni internazionali verranno sospese e le formule riviste, vedremo a livello nazionale cosa succederà. Sicuramente esistono pini Be C ma nessuno lo vuole dire, prima si cerca di raccattare soldi pubblici (nostri) e poi vediamo. In bocca al lupo ai nostri e a tutti gli infetti

  13. Un professionista che gioca in a questi livelli è fra i più controllati dell’intero Paese. Sono asintomatici, sono sani, statisticamente hanno le migliori probabilità di fare un decorso senza problemi. Un milanese che ogni giorno va al lavoro in metropolitana è infinitamente più a rischio, sia di contagio sia di contagiare, eppure c’è gente che pensa che il problema sia il roster delle squadre di LBA.

  14. Mr tate, again . Il problema non è tanto la salute degli atleti, ma la catena dei contagi che vanno alimentando. Sono controllati? Verissimo. Ma i fatti dicono che non è sufficiente. Se no no avremmo mezza squadra positiva contemporaneamente.
    Attualmente non credo esista alcuna attività professionale consentita che ha un rischio paragonabile agli sport di squadra con contatto . Questo per me è pazzesco.

  15. Certo che sono ancora favorevole alle sconfitte a tavolino 20-0, anche se adesso toccherebbero all’Olimpia, ci mancherebbe. Sconfitte che sono diventate necessarie nel momento in cui si continuano a rinviare partite su partite in nome di una presunta regolarità di un campionato all’interno di una stagione eccezionale in cui la decisione elementare doveva essere quella di proporre format alternativi, con meno partite da disputare ed evitando più spostamenti possibili, ed invece si continua imperterriti al grido di “non ci sono piani B”. Benissimo, allora si continuino a rinviare partite così ci si troverà a dover disputare 20 partite in un mese per recuperare.
    Sull’Olimpia: se effettivamente gran parte del gruppo squadra dovesse essere positivo, a questo punto ci sarebbe un’altissima probabilità che l’Olimpia, trascorsi questi 15 giorni in cui si augura ovviamente a tutti di negativizzarsi senza problemi di salute, non debba più avere a che fare con altre positività per il resto della stagione. Almeno si spera…
    Sul fermare tutto: se ci fosse un piano economico per salvaguardare le varie società, potrebbe essere fattibile, ma fermare tutto senza garantire la sopravvivenza di chi non può lavorare è peggio che continuare a giocare con rischio di positività.

  16. Essere supercontrollati non ti mette al riparo dal contagio di questo maledetto virus. Nom dobbiamo dimenticarci che il basket è uno sport di contatto e il contagio è dietro l’angolo. L’esempio della metropolitana è quello più banale e scontato che si potesse fare perché rappresenta l’immobilismo del governo in questi 8 mesi, pur sapendo fin dal primo lockdown nazionale, che da ottobre ci sarebbe stata la seconda ondata. Gli atleti, per quanto possono essere controllat,i hanno una vita privata e sociale a contatto con l’esterno, o veramente pensiamo che dopo ogni allenamento e ogni partita vengono rinchiusi in una stanza senza aver contatto con la propria famiglia, che a loro volta conducono giocoforza una vita sociale? Ma stiamo scherzando? Chiudono attività come bar, ristoranti, palestre e tante altre piccole realtà con il rischio concreto che molte di loro non riusciranno a riaprire e ci scandalizziamo se dovesse essere sospeso lo sport? Anche le attività sopracitate danno lavoro a migliaia di lavoratori, ma non mi risulta che siamo così indignati per la loro chiusura, mentre se dovessero sospendere il basket siamo pronti a gridare allo scandalo. Anche i giocatori, pur essendo forti e controllati, hanno paura per loro stessi e per la loro famiglia. Purtroppo Cap essere positivo ora non esclude la possibilità che non lo possa essere anche in futuro. Piuttosto dovremmo prendercela con l’inefficienza dei vertici del basket europeo e nazionale, i quali in questi mesi non hanno fatto nulla per trovare soluzioni alternative. Questo è il vero problema.

    1. Sì, però se il problema è che chiudono i bar, che soluzioni alternative poteva trovare il basket? Giocare in guaine di silicone? Sospendere lo sport non è uno scandalo, hai totalmente ragione, come parlare di “salvezza dello sport a tutti i costi” per società gestite da imprenditori che riciclano nero (parlo soprattutto di dilettanti), mentre piccole persone come noi vedono le loro attività fermarsi con meno attenzione mediatica. Anche quella dei “lavoratori dello sport” è una panzana, visto che per lo più nel dilettantismo è gente che prende soldi in nero in aggiunta alla loro normale professione, o pensione. Ho trovato infine giusto fermare tutto la scorsa stagione, lo troverei anche in questa, visto che sarebbe solo una sospensione.

  17. @ A. MAGGI: a parte il fatto che in ufficio moltissimi non ci stanno andando…ma coloro che vanno non credo passino ore sudati a buttarsi sulle scrivanie in ammucchiate coi colleghi. Come invece succede col basket. Concordi?

  18. Infatti Alessandro Maggi non bisogna ripetere l’errore dell’anno scorso, quando fu annullato tutto troppo precipitosamente, perché bastava sospendere temporaneamente le competizioni, per poi riprenderle a giugno, come il calcio, naturalmente con format diversi. Ora di tratterebbe solo di sospendere (non annullare) le competizioni sportive finché la situazione sanitaria non permetta di riprendere, sempre con le dovute cautele e protocolli da seguire e, nel frattempo, trovare soluzioni alternative, anche a costo di cambiare format sia dei campionati nazionali sia dell’Eurolega, pur di portare a termine le rispettive competizioni

  19. @ Maggi. Quando risulti positivo tramite il tampone e vai in quarantena, e`gia troppo tardi. Bisogna impedire il diffondersi all’ origine, non dopo. Nel caso in questione, un singolo giocatore ha infettato tutti gli altri. A meno di volere credere che si siano infettati tutti separatamente. Possibile, ma sarebbe una coincidenza pazzesca.
    E per non diffondere il virus, non si gioca e non ci si allena. Alternative non ne vedo, al momento,

  20. Il motivo per cui il governo non ha fatto sostanzialmente nulla per evitare i problemi di queste settimane, mentre ha trovato il tempo per varare bonus a pioggia per le biciclette, è che l’Italia è quello che si definisce un Paese risk-averse e in cui in larga parte manca senso di responsabilità ed è generalmente di spirito autoritario. Quindi il governo ha potuto preparare ZERO piani per quando il virus sarebbe tornato (Personale sanitario aggiuntivo? Niente. Posti letto in più? Niente o quasi. Potenziamento mezzi publici? LOL. Distribuzione gratuita mascherine nei luoghi pubblici affollati? Niente. Potenziamento del personale di controllo? LOLOL) e ha potuto dire alla gente “eeeeeeh, niente, è tornato il virus, bisogna chiudere tutte le attività di nuovo”. La gente, che è terrorizzata dal rischio (gli italiani pensano che “appiattire la curva” significhi zero contagi), accetta di buon grado le chiusure che sono causa dell’inefficienza del governo (niente accountability) e in più supporta pienamente sanzioni da 400 euro per pensionati o cassiere che impiegano 3 mesi per mettere in banca quei soldi al netto delle spese (perché come diceva Flaiano “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”).

    La ricetta italiana è perfetta: immobilismo governativo e improvvisi iniqui moti sanzionatori, con il supporto popolare. E non è che l’UE stia facendo molto meglio eh, in questo siamo piuttosto simili a Paesi come la Francia.

    Dove si arriva con tutto questo? Semplice: a pensare che un tizio che ogni giorno si mette in metropolitana con la mascherina calata per 40 minuti in mezzo a una massa umana sia meno a rischio di contagio proprio e di altri (moglie/marito, figli, ecc.) di un giocatore professionista che fa tamponi ogni settimana e che la società ha ogni interesse a cercare di tutelare.

  21. Non ho letto da nessuna parte che stare in metropolitana con la mascherina in mezzo a una massa di umani sia meno a rischio di contagio di un giocatore professionista ma ho semplicemente scritto che è un esempio banale e scontato perché tutti noi sappiamo che i trasporti pubblici sono il più grande problema che il nostro caro governo non ha saputo trovare soluzioni per porre rimedio. La tua ironia è fuori luogo in un periodo come questo dove non possiamo neanche abbracciare e stare con le nostre famiglie.

  22. Il governo italiano ha fatto quello che hanno fatto gli altri governi, quando si sono abbassati i contagi ha riaperto molte attività che piangevano miseria. Se non lo avesse fatto, apriti cielo coi piagnistei dei gestori di spiagge, discoteche, dei vacanzieri a tutti i costi. Ed eccoci qui. Più o meno come EL e LBA, che hanno strutturato una stagione come se non esistesse più il virus ed ora non sanno se proseguire nella linea del va tutto bene o rifermarsi e poi non sapere come e quando riaprire.

  23. Come non è stato corretto iniziare la stagione con i classici format, in egual modo ritengo sia errato fermare tutto. Gli estremi spesso e volentieri sono sbagliati, tra il bianco e il nero ci sono tutta una serie di sfumature di grigio che si possono valutare.
    Ci si ferma e poi? Quando si riparte? Quando i contagi sono a zero (che paradossalmente potrebbero volerci anni)? Quando l’indice RT è 1? 0,5? 0,3? Solo in Italia o in tutta Europa?
    Chi governa il basket (come qualsiasi altro ambito della società) deve occuparsi di definire un piano per proseguire il più possibile l’attività convivendo con il virus ed il rischio contagio, facendo in modo di minimizzare al massimo i rischi. E’ stato fatto tutto ciò prima dell’inizio della presente stagione? Ni, nel senso che è stato stilato un protocollo ma ci si è intestarditi a mantenere un numero spropositato di partite, palesemente insostenibile di questi tempi.
    Nella valutazione si può anche considerare di fermarsi in determinati casi, ma deve essere un qualcosa di previsto non sempre di improvvisato. Pur con tutte le difficoltà del caso, bisogna sforzarsi di provare a pianificare almeno a medio termine e non vivere alla giornata sperando che dio la mandi buona.
    Non può essere: “partiamo come se nulla fosse” e poi improvvisamente “fermiamo tutto”. Questo è successo giustamente lo scorso febbraio, quando ci si è trovati dinanzi ad un qualcosa di nuovo e che impauriva. Adesso non esiste il fermarsi come unica soluzione in quanto nulla di alternativo è stato pianificato.
    Poi sospendere può essere giustissimo, per l’amor di dio, si sta parlando della salute di essere umani; ma sospendere perchè non si è provato a fare null’altro che partire come si è sempre fatto e incrociare le dita sperando che andasse tutto bene, ecco, lo trovo inammissibile.

  24. Ironia? Entro Natale si stima che avremo 4 milioni di persone che faranno fatica ad avere cibo da mangiare per l’emergenza economica, leggo di gente che vuole chiudere ancora di più l’economia invece di pretendere dallo Stato che faccia il suo lavoro e tu pensi che sia ironia?

  25. Cap, anche solo parlando dell’aspetto sportivo, come si può continuare a giocare quando ogni giorno ci sono squadre con numerosi giocatori contagiati? Non ultime Brindisi, Reggio Emilia e Pesaro. Si può continuare rinviando partite all’infinito? E ciò vale anche per l’Eurolega. E come farà per esempio Milano a recuperare tutte queste partite rinviate tra Campionato e Eurolega in un calendario già fittissimo di per se? Alla fine il giocattolo, d’accordo o non, si romperà e giocoforza si arriverà alla sospensione.

  26. @ Andrea: probabilmente non sono riuscito a spiegare il mio pensiero; come sottolinei anche tu, la sospensione adesso è quasi obbligatoria perchè ogni giorno si aggiungono nuove partite rinviate, il numero di esse continua a crescere e sta diventando quasi impossibile programmare i recuperi. Ma tutto ciò, cioè l’impossibilità di programmare innumerevoli recuperi e la conseguenti quasi obbligatorietà di sospensione, è dovuto appunto al fatto che chi governa il basket la scorsa estate non abbia minimamente previsto di modificare i format delle competizioni di una stagione che si sapeva benissimo sarebbe stata assai complicata: si fossero previsti format più snelli, con meno partite da disputare, meno spostamenti da compiere, contemplando magari anche delle pause in cui recuperare eventuali partite rinviate, in poche parole pianificando un calendario molto più sostenibile, si sarebbe potuto evitare di dover sospendere tutto. Perchè i rinvii sarebbero stati più gestibili, gli eventuali recuperi programmabili senza troppa fatica etc.
    Logico che se devi disputare 30 partite di regular season di LBA e 34 di Eurolega ad un certo punto non avrai più spazio per i recuperi! E devi girare per tutta Italia, poi per tutta Europa, esponendoti sempre più a rischi di contagi e via dicendo.
    Trovo inammissibile che tutti abbiano pensato ad organizzare le competizioni alla solita maniera. Ecco perchè ad un certo punto mi sono espresso favorevolmente per i 20-0 a tavolino, perchè dinanzi ad un numero spropositato di partite da dover giocare e all’evidente impossibilità di programmare più di un tot massimo di recuperi, ad un certo punto si vada di vittorie/sconfitte a tavolino che è l’unico modo di poter gestire i campionati con i format attuali.

    Poi ovvio che adesso sospenderanno e cercheranno di organizzare un nuovo format per portare a termine la stagione in qualche modo. Ma farlo adesso è ridicolo, improvvisando, quando prima avevi tutto il tempo per prevedere questa situazione e organizzarti per fare in modo che tale situazione non sarebbe accaduta.
    Cioè prima l’Eurolega impone i 20-0 a tavolino, poi torna su sui passi e dice che le partite andranno recuperate, poi Messina scrive una lettera che dice “occhio che di questo passo, con questi format, la stagione non riusciamo a completarla,” e l’Eurolega gli risponde che si va avanti così e la LBA gli risponde che delle competizioni europee interessa zero. E’ un qualcosa di assurdo.

    L’obiettivo deve essere giocare convivendo con il rischio dei contagi. Perchè se non giochi a tempo indeterminato tante società saltano per aria (l’Olimpia fortunatamente ha una proprietà solida…), perchè ad un certo punto bisognerà pure che la vita vada avanti con una parvenza di normalità (al lavoro, nello sport, pure nel tempo libero); questo non significa fare tutto come prima, giocare a basket facendo finta che il virus non ci sia, andando al lavoro senza usare precauzioni, e via dicendo, bensì organizzare il tutto con la consapevolezza del rischio, con la consapevolezza che ci troviamo in un periodo eccezionale che comporta decisioni eccezionali. Se invece si pretende di continuare ad organizzare campionati a girone unico di 16 squadre, Euroleghe a girone unico di 18 squadre, finestre per le nazionali che si inframezzano ai campionati di club e via dicendo, beh…

  27. almeno i nostri vecchietti si riposano un po’, e qualche tifoso è contento….

    difficile rapportare vita sociale, economia, salute e cercare un ordine di importanza. In questo momento di grande confusione, inedita, ognuno cerca le soluzioni che possano salvare capra e cavoli, ovvero salute, economia, posti di lavoro. Criticare è facile. Altrettanto facile era prevedere che le cose sarebbero andate in questo modo, magari non così grave, ma sicuramente non era difficile immaginare contagi, difficoltà di spostamento, mancanza di pubblico a palazzo. Come al solito, in pochi hanno l’immaginazione e il coraggio di osare di fare pensieri strani, fuori dagli schemi. Ma quello che ci vuole è proprio questo: situazione imprevedibile, soluzioni imprevedibili.
    Non che sia facile.

    Peccato, perchè quest’anno ci saremmo certamente presi qualche soddisfazione sportiva…

  28. @Alessndro, mi dispiace non averti risposto prima ma ho avuto due giorni intensi sul lavoro.
    Innanzitutto mi scuso per i toni, avevo scambiato il tuo intervento per uno di quelli di poche e banali parole che a volte capitano qua. Sono stato maleducato e a torto perché poi ho letto volentieri i tuoi successivi commenti.
    Questa è la cosa più importante.
    Poi sono anche felice che si sia creata una lunga discussione con pareri molto diversi ma interessanti.
    Difficile avere la soluzione, ma io resto propensp ad andare avanti, mantenendo i controlli, accettando rinvi e finanche i 20-0 a tavolino, perché l’alternativa mi sembra ancora peggio.
    I problemi grossi di sicurezza ed economia non vangono dal basket , ma dal sistema sanitario in sofferenza, l’attenzione e il rigore va messo lì.
    Che il basket sia causa di contagi incontrollati non credo.

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