Buongiorno Olimpia | Ecco perchè EuroLeague ha detto no alla proposta di Messina

Alessandro Maggi 6

Dalla Grecia una ricostruzione delle reazioni di EuroLeague alla lettera di Messina: retroscena di una lega che valuta così il progetto bolla

Buongiorno Olimpia, la rubrica semi-quotidiana di cui non si sentiva il bisogno che ci accompagnerà quasi ogni mattina al risveglio.

Un Bungiorno Olimpia diverso, che ci porta su un interessante articolo firmato da uno dei padri del giornalismo cestitisco greco, Dimitris Karydas, voce di Novasport. Vi presentiamo un contenuto, che non commentiamo, lo lasciamo fare a voi. Questa la traduzione integrale. 

Ci sono suggerimenti, ovvero bolle che si “sgonfiano” molto rapidamente. E’ il caso di quanto scritto da Ettore Messina circa una settimana fa, quando suggerì che i campionati nazionali finissero prima, lasciando poi spazio ad EuroLeague dopo circa quattro mesi di stop. 

La proposta, che guarda caso si è collocata a ridosso della teleconferenza indetta da EuroLeague con le leghe nazionali, è stata considerata inizialmente come un’anticipazione dei piani di Jordi Bertomeu. Tuttavia, la verità era ben diversa, e lontana da queste considerazioni.

A Barcellona non erano assolutamente al corrente delle intenzioni di Messina prima che diventassero di dominio pubblico. E da quanto ci risulta, le sue idee non si sono poi rivelate aderenti a quelle dell’organizzazione. Il tema non è stato discusso come possibilità, questo per una serie di motivi:

1) Nessuno può garantire ad EuroLeague che l’epidemia si arresti in primavera. Non dimentichiamo che nella passata stagione la lega è stata interrotta a marzo, per poi essere cancellata in estate. Cosa esclude che questa possa ricapitare?

2) Se davvero la prospettiva di Messina dovesse finire sul tavolo, dunque con stop immediato e ripresa nel 2021, è certo che comparirebbero subito due poli di opposizione e reazione: gli sponsor e le tv che lavorano con EuroLeague. Entrambe le parti hanno garantito un esborso di denaro per un evento che duri da ottobre sino a fine maggio, non per un “fast food” di due, tre mesi al massimo.

In EuroLeague non hanno intenzione di mettere alla prova i loro rapporti con queste due componenti. Soprattutto in una stagione del genere, e con tali condizioni.

3) Altro ostacolo sono i rapporti “formali” degli ultimi anni tra EuroLeague e le leghe nazionali, e il fatto che il dialogo con la FIBA non abbia registrato sostanziali passi in avanti. Questo nonostante la salita alla carica di segretario generale della federazione internazionale del greco Andreas Zagklis, più moderato e aperto alla discussione rispetto al predecessore Patrick Baumann.

Affinché la proposta di Ettore Messina potesse essere discussa urgeva una preliminare intesa tra FIBA ed EuroLeague e tra EuroLeague e le leghe nazionali. Utile notare come la teleconferenza di Bertomeu con i presidenti dei campionati domestici fosse un appuntamento annuale già stabilito.

E al tempo stesso, onde evitare impressioni sbagliate o molteplici interpretazioni, la stessa EuroLeague si è premurata prima dell’incontro di rendere noto come modifiche di date e calendario non fossero in discussione.

La proposta di Messina, dunque, si è rivelata utopica nella pratica e di difficile sostegno, poiché non vantaggiosa per EuroLeague. La verità, tuttavia, è una e una sola. C’è un piano per creare una “bolla” o comunque pensieri concreti sulla questione. Ma solo come scenario alternativo.

Già nel corso di un’intervista esclusiva con Nova, poco prima dell’inizio della nuova stagione, Jordi Bertomeu aveva detto come si fosse aperti ad ogni soluzione: «Sì, una bolla è tra le ipotesi, ma solo se non ci fossero alternative per chiudere la stagione».

Quindi, prima di aprire ad ogni soluzione alternativa, giusto dire quanto segue: in questo momento in EuroLeague c’è grande soddisfazione sullo sviluppo della stagione. Nonostante il rinvio di alcune gare, cosa che a Barcellona ci si attendeva, la soddisfazione di Bertomeu e dei suoi soci deriva da una serie di altri fattori:

– la competitività e l’interesse intorno alle partite resta di alto livello, nonostante i lunghi mesi di inattività dei giocatori;

– gli accordi economici per sponsor e diritti tv potrebbero a fine stagione stabilire un nuovo record storico per la competizione;

Con queste condizioni la stagione, eccetto sviluppi gravi, scorrerebbe come fino ad oggi, quando si è raggiunto il 20% della regular season. Con rinvii, con problemi ma con la maggioranza delle partite che vengono portate a termine.

Arriviamo anche alla tormentata ipotesi della “bolla”. Ripetiamo: se le cose NON CAMBIANO DRAMMATICAMENTE e verso il peggio, c’è solo un caso in cui si sta riflettendo sulla creazione di una bolla.

Se il numero delle partite rinviate alla fine della regular season sarà ingestibile con le tempistiche, le squadre che devono recuperare le partite si riuniranno in una città per concludere la stagione.

Non sarà un problema il fattore campo perché comunque la maggior parte degli incontri giocati è a porte chiuse. In EuroLeague pensano solo a questa soluzione alternativa in questo momento e a nessun’altro scenario.

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Hollywood Party
Hollywood Party
19 giorni fa

Come volevasi dimostrare anche EL non prende posizione, aspetta fiduciosa che siano i governi a maneggiare la patata bollente della pandemia, così da presentarsi immacolata agli sponsor e televisioni dicendo: io avrei continuato, sono i cattivoni dei governi ad ostacolare la libera circolazione dei giocatori, ma adesso ci inventiamo in quattro e quattro otto una bella bolla dove continuare come niente fosse.

Biancorossodasempre
Biancorossodasempre
19 giorni fa

Prendendo per buona la ricostruzione del giornale greco, resta il fatto che Messina ha fatto una proposta sensata dal punto di vista organizzativo ma forse poco sostenibile con sponsor e tv e soprattutto l’ha sprecata parlandone apertamente e in prima persona senza aver concordato nulla con gli stakeholder. Un errore grave per un dirigente.

Andrea
Andrea
19 giorni fa

Perché qualcuno crede veramente ancora nei vertici dell’Eurolega? Sono degli incompetenti che, a parte la “bolla” (peraltro una soluzione partorita neanche da loro ma dalla NBA), non hanno studiato nessuna alternativa da proporre. E poi ci lamentiamo se i governi delle varie nazioni snobbano il basket. Concordo con Biancorossodasempre quando scrive che “Messina ha sbagliato parlandone apertamente e in prima persona senza aver concordato nulla con gli stakeholder. Un errore grave per un dirigente”. Nulla da eccepire.

iellini
iellini
19 giorni fa

Messina non fa parte del board di Eurolega e non credo abbia al momento delle mire di diventarne il presidente. Ha parlato come Allenatore/Direttore di una squadra che partecipa, quindi non si capisce perchè avrebbe dovuto concordare, negoziare, allearsi con qualcuno per poter esprimere un parere. Non intendeva fare una cordata e farsi promotore di una fazione (andate a leggere l’intervento) Era nel suo diritto dire e ed è apprezzabile che si sia esposto. In fondo ha solo sollevato un grido di allarme che non è stato raccolto. Finiamola qua, andiamo avanti cosi, magari raggiungiamo l’immunità di gregge fra i… Leggi il resto »

Andrea
Andrea
19 giorni fa

A parte che l’immunità di gregge ancora non esiste, perché essere positivo una volta non esclude che, a distanza, non lo si possa essere una seconda volta, l’Olimpia Milano non è solo una squadra che partecipa all’Eurolega, ma è uno dei club fondatori della stessa e Messina non è un dirigente, ma bensì il nostro Presidente Operativo e ha voce in capitolo e il diritto di esprimere le proprie idee, solo che a parere mio ha sbagliato modo e tempi.

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