Olimpia Milano, il reale rischio di un calendario impossibile

Alessandro Maggi 30

In attesa del referto ai tamponi sostenuti ieri da Olimpia Milano, analizziamo quello che sarà il futuro biancorosso, anche di calendario

In attesa del referto ai tamponi sostenuti ieri da Olimpia Milano, analizziamo quello che sarà il futuro biancorosso in uno scenario politico-sportivo tutt’altro che rassicurante. Olimpia Milano Calendario, e non solo.

EuroLeague-Fiba, il gelo anche dopo la lettera di Messina

Poche ore fa vi abbiamo proposto un articolo di primissimo piano firmato da Dimitris Karydas, giornalista di Novasport, molto vicino ad ambienti EuroLeague come ad ambienti FIBA.

Senza entrare nel merito e nella ragionevolezza delle posizioni degli attori chiamati in causa, è indubbia la bassa temperatura di reazione alla lettera vergata da Ettore Messina la scorsa settimana.

EuroLeague ha immediatamente precisato di non voler mettere mano a calendario e format della competizione. Uleb, dal profilo twitter del presidente Tomas Van Den Spiegel, si è limitata a prendere atto dell’irrigidimento di Bertomeu. La FIBA è rimasta sostanzialmente in silenzio.

All’ombra delle tre potenze (sempre che Uleb, ancora, lo sia), in Italia la temperatura si è al contrario alzata bruscamente, con il medesimo risultato di rendere inattuabile la semina.

«Per tutti questi motivi, e con grande umiltà, da appassionato tifoso del gioco, vorrei chiedere ai nostri dirigenti di prendersi un minuto, mettere da parte le diverse opinioni che li hanno separati nel recente passato e, per il bene del basket e i suoi tifosi, di sedersi a un tavolo per non lasciarlo sino al raggiungimento di una soluzione comune».

Senza entrare nel minato campo delle “ragioni” e delle “opportunità”, possiamo constatare come queste prime righe del Messina-pensiero non siano state né nominate, né raccolte. L’ipotesi successiva è diventata primaria, scartato l’assunto fondamentale e originario.

E questo non è certamente spia di una risoluzione comoda e serena dell’attuale complessità del calendario internazionale.

Cosa attende l’Olimpia Milano Calendario

Non spingiamoci in previsioni azzardate, restiamo al dato di fatto, che sono poi le sensazioni dei protagonisti stessi. L’Olimpia Milano ieri non è partita per San Pietroburgo, e non partirà domani per Mosca. Ad oggi, in attesa delle certezze che possono arrivare solo dai referti, anche il derby con Cantù pare irraggiungibile. 

La squadra di Ettore Messina ha tre potenziali recuperi di EuroLeague (c’è anche la sfida con l’Alba dell’1 dicembre) e uno di LBA da inserire in un calendario che, da qui al 9 aprile (data di conclusione della stagione regolare di Eurolega), prevede altre 17 gare di LBA e 26 di EL.

46 match in 141 giorni, una sfida ogni tre, 6 doppi turni che al momento diverrebbero 9 per inserire Zenit, Alba e Khimki, con Cantù da recuperarsi prima della chiusura del girone di andata credibilmente, quindi entro il 15 gennaio. 

Impossibile? No, ma in caso di un altro, un altro solo rinvio, si scenderebbe sotto la media di una gara ogni tre giorni. Ed allora qualche dubbio potrebbe anche venire. 

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palmasco
palmasco
16 giorni fa

E il merito sportivo, che fine farà? Come arriva a fine stagione una squadra che per un periodo molto lungo, 141 giorni, quasi quattro mesi, gioca ogni tre giorni e intanto viaggia come una trottola per l’Italia e per l’Europa? Come compara, da un punto di vista sportivo, una squadra del genere contro una che magari ha finito i suoi turni molto prima, e gioca due volte alla settimana da un mese ormai? Se lo 0-20 per covid19 è sembrato ledere il merito sportivo, i doppi turni soffocanti non lo fanno altrettanto? E gli infortuni agli atleti che per quasi… Leggi il resto »

iellini
iellini
16 giorni fa

Ma dai suvvia Palmasco il merito sportivo in questa situazione non interessa a nessuno : è l’ultimo dei problemi.

Alessandro
Alessandro
16 giorni fa

Palmasco (non offenderti) mi ricorda Nerone che suonava la lira…

PS. Merito sportivo e EL sono concetti che non vanno in comune, a prescindere dal virus.

Doc63
Doc63
16 giorni fa

Iellini hai ragione. Il merito sportivo e l’equita’ sportiva sono l’ultima cosa. La cosa importante è dare un segnale di continuità con le restrizioni del caso. Per me la regola del 20-0 non era così assurda. Forse meglio 2-0. Noi avremmo vinto 2 partite e ora perse 2. Tutto sommato ci sarebbe stato alla fine un equilibrio. Magari, la butto lì, si potrebbe dare un solo punto al vincitore così da mitigare nel caso una squadra avesse ottenuto solo vittorie a tavolino e non sconfitte.

orlandoilrosso
orlandoilrosso
16 giorni fa

Diciamo che in un mondo ideale sarebbe corretto modificare i campionati perché il merito sportivo e l’uguaglianza competitiva sono fondamentali. EL intransigente per motivi economici e FIBA intransigente per caparbietà non sanno dialogare. Resta un’unica scelta o fai la LBA o scegli la sola EL. Capra e cavoli non si possono salvare.

Mr. Tate
Mr. Tate
16 giorni fa

Non troverei folle, in questa situazione di ovvia emergenza, se a fine stagione si saltassero delle partite che non cambiano l’esito della competizione. Non credo ci arriveremo, ma se una squadra deve recuperare 4 partite, e 2 di quelle non cambiano per nessuna delle due l’esito (con gradi da capire: cambiano la posizione in classifica ma non l’accesso ai playoff?), potrebbero decidere di farle saltare. Non so neanche se sarei d’accordo o a favore, penso solo che se non vogliono allungare la stagione non ci sono tantissime alternative.

palmasco
palmasco
16 giorni fa

E rischio di andare lungo, perfino per i miei standard… Abbiamo bisogno di alcuni termini comuni, condivisi, per continuare una discussione che non ci vede d’accordo. “Merito sportivo”, in particolare, sembra il cuore del dissenso. “Non interessa a nessuno”; “in EL non esiste” le principali obiezioni. Che si riferiscono alla situazione attuale, infestata dal covid19, e, immagino, dalla nota critica che un campionato a inviti e chiuso non rappresenta davvero un torneo degno di essere chiamato sportivo. Partiamo dai fatti, nella speranza di trovare in quelli un accordo sui termini comuni. Quando EL elimina la regola dello 0-20, nel riconoscimento… Leggi il resto »

Cap
Cap
16 giorni fa

Nel caso, a qualche partita di LBA si presenterà con i soli Cinciarini, Moretti, Biligha, Moraschini e qualche ragazzo del settore giovanile (se possibile, non conosco il regolamento). Oppure tessereranno ancora qualcuno per avere una squadra B da usare solo per la regular season di LBA.

Alessandro
Alessandro
16 giorni fa

Palmasco apprezzo la sforzo ma sul merito sportivo non mi convinci proprio . Il merito sportivo non è alla base della EL. Appellarsi ad esso oggi si e domani no, a me fa ridere . Alla base dell EL c e sostanzialmente il concetto di fare soldi (chi li fa, poi, è tutto da vedere, dato che quasi tutte le squadre sono in perdita, ma questo è un altro discorso). Il merito sportivo è un “nice to have”.

palmasco
palmasco
16 giorni fa

@Alessandro mi stai forse dicendo che tu segui con passione la EL, se la segui, come penso che tu faccia, perché attratto dal “concetto di far soldi” che ne sarebbe alla base secondo te? Francamente non ci credo. Credo che tu sia attratto dal miglior basket possibile dopo l’NBA, e certe volte anche meglio – per la mancanza di quell’atletismo irraggiungibile, che insieme a un concetto di sfida personale che viene dai campetti USA, fa delle loro partite una sequenza di 1c1 opportunamente preparata dalla squadra, con profonda conoscenza di quel tipo di gioco e di atleti. Mancanza di quel… Leggi il resto »

Alessandro
Alessandro
16 giorni fa

Palmasco, che la EL oggi esprima un livello altissimo a livello di basket e di organizzazione, direi che non se ne discute nemmeno. Ma il merito sportivo, mi pare sia altrettanto senza discussione fuori dagli obiettivi principali dell eurolega. Mirano a fare soldi . Punto . Questo può più o meno piacere (a me non piace, ma capisco chi la pensa diversamente). Ma una volta accettato questo, non puoi appellarti al merito sportivo come hai fatto tu qui sopra, citando il numero di partite ravvicinate. Se sposi una logica, la sposi fino in fondo . Non puoi accettarla a piacimento.… Leggi il resto »

Mr. Tate
Mr. Tate
16 giorni fa

Il problema per cui qualcuno pensa che l’Eurolega o l’NBA non siano per “il merito sportivo” è il fraintendimento di fondo sul fatto che la partecipazione a una LEGA (cioè un campionato privato che ha dei costi di organizzazione, di gestione, di promozione, ecc.) debba essere esclusivamente basata sull’andamento dell’anno precedente nella stessa lega o in altre leghe. Da nessuna parte sta scritto che una organizzazione privata debba ammettere una società o l’altra: se ci sono dei costi di gestione, è evidente che una lega non può permettersi di diluire le entrate accettando squadre che hanno mercati microscopici (fisici o… Leggi il resto »

Alessandro
Alessandro
16 giorni fa

Dissento ancora mr tate. Vero che in EL tendenzialmente giocano le 18 squadre più forte d europa. Ma non perché lo sono. Ma perché giocando in EL di fatto lo diventano . La questione causa effetto è opposta. Per me il partizan è molto più forte dell asvel (ad esempio) . Ma è chiaro che se i l asvel continua a giocare il EL e il Partizan no, nel giro di pochi anni l asvel diverrà strutturalmente più forte del partizan. La catena di fatto è la seguente: 1) sei economicamente appetibile? 2) giochi in EL 3) Diventi forte. In… Leggi il resto »

palmasco
palmasco
16 giorni fa

Alessandro non ci capiamo. Il fatto che i vertici EL abbiano un ritorno economico dalla loro attività è ben diverso dal dire, in senso peggiorativo, che “mirano a fare i soldi”. Non capisco: dovrebbero lavorare gratis? E chi se lo può permettere? È più giusto chiedersi: cosa ne fanno dei tanti soldi che tirano su? E la risposta è, cito proprio te stesso alla lettera: “un altissimo livello di basket e di organizzazione”. Non è roba che s’improvvisa, o che si realizza con lo scopo principale del profitto. Sarebbe come dire che il computer portatile, siccome Gates e Steve Jobs… Leggi il resto »

Alessandro
Alessandro
16 giorni fa

Accontentiamoci, con rispetto, di essere in disaccordo

Mr. Tate
Mr. Tate
16 giorni fa

Non capisco cosa voglia dire “old style” nel contesto di leghe che esistono perché stanno in piedi economicamente. L’Euroleague non l’ha ordinata il medico, così come l’LBA peraltro, quindi l’idea che esistano per fare fatturato è lapalissiano. Se EL o LBA fanno solo perdere soldi a chi partecipa, e all’organizzazione stessa, chiudono. Quindi trovo sempre bizzarro leggere lamentele sul fatto che chi segue con interesse competizioni tenute insieme dai soldi non apprezza… che le competizioni siano tenute insieme dai soldi… No soldi = no competizione 🙂 L’Euroleague funziona DA BUSINESS per fare fatturato e DA COMPETIZIONE SPORTIVA per fare competizione.… Leggi il resto »

Alessandro
Alessandro
16 giorni fa

Siamo su posizioni troppo distanti. Inutile continuare a discutere. Ognuno resta della propria idea.

Una precisazione però. La maggior parte delle squadre che partecipa alla EL perde soldi (Olimpia inclusa). Che la EL porti profitti a chi ci partecipa , non è vero (parlo di condizioni normali, sorvoliamo sul mancato pubblico di quest anno, ci mancherebbe)

Mr. Tate
Mr. Tate
16 giorni fa

Non capisco bene come si possa essere distanti dalla posizione “se una organizzazione privata perde soldi chiude” ma ok 🙂 Sul discorso del bilancio, l’EL ha cambiato il percorso finanziario un paio d’anni fa. Non conosco il loro BP e non so se sia pubblico, ma è perfettamente normale che pensano di andare in attivo fra qualche anno. Considera che stanno facendo un percorso di consolidamento dei bilanci delle società sportive che partecipano e che dovrebbe finire nel 2023, quindi non mi sembra strano che non siano ancora in attivo. Forbes prevede che entro il 2025 le entrate raddoppino. Per… Leggi il resto »

Andrea
Andrea
16 giorni fa

Nel calcio le squadra che partecipano alla Champions League acquisiscono tale diritto sul campo nei loro rispettivi campionati, e non mi pare che anche quando capitano eccezioni, come per esempio l’Atalanta, la Champions League perda in fascino e attrazione e, nello stesso tempo, non mi risulta che i vertici dell’Uefa siano poveri. Forse se nel basket si applicasse la meritocrazia, tramite i vari campionati nazionali, per accedere all’Eurolega, questi dubbi sul dio denaro non esisterebbero e non saremmo qui a focalizzarci solo sull’aspetto economico. Visto e considerato che non accederebbero solo i vincitori dei campionati, le altre squadre forti non… Leggi il resto »

Mr. Tate
Mr. Tate
16 giorni fa

“Fascino” e “attrazione” non sono l’argomento del contendere. A occhio e croce (ultimi dati sulla revenue EL, 2 anni fa, dicono €60M, di cui un po’ più del 50% viene dai diritti TV), l’EL dai diritti TV prende un decimo di quello che l’UEFA raccoglie dalla sola Europa League. Il paragone con la Champions League è semplicemente non proponibile: si parla di un centesimo delle entrate TV. La Champions League può permettersi tranquillamente di avere squadre di fascia bassa perché amplia il bacino attingendo a mercati che comunque portano clienti e spettatori, tanto hanno un mercato enorme con un valore… Leggi il resto »

Andrea
Andrea
16 giorni fa

Questa è la dimostrazione che, come ha scritto legittimazione Alessandro, merito sportivo e business non sono compatibili tra loro.

Tom Sawyer
Tom Sawyer
16 giorni fa

Discussione interessante e per niente banale! Bello leggervi. Vorrei però approfittare di questo thread per mandare un messaggio ad Alessandro con cui ho un conto aperto da alcuni giorni e sono io ad esser debitore. Alessandro, Ti ho risposto anche laddove abbiamo avuto un battibecco ma probabilmente quel mio messaggio te lo sei perso nei flussi successivi… Innanzitutto mi dispiace non averti risposto subito due giorni ma, ma ho avuto rogne di lavoro. Più importante: mi scuso per i toni, avevo scambiato il tuo intervento per uno di quelli di poche e banali parole che a volte capitano qua. Sono… Leggi il resto »

Alessandro
Alessandro
16 giorni fa

A posto. No problem

Cap
Cap
15 giorni fa

In Eurolega non vi è merito sportivo per quanto riguardo i criteri di partecipazione (a parte la vittoria dell’Eurocup nella stagione precedente), poi per vincere la coppa bisogna prima vincere tutta una serie di partite dove il merito sportivo è ovviamente garantito altrimenti staremmo parlando di wrestling e non di basket. In Champions League di calcio la partecipazione è ancora ottenuta attraverso il piazzamento nei rispettivi campionati nazionali, ma anche qui, a parte il fatto che sono poi sempre le solite 5 o 6 squadre che realisticamente possono vincere la coppa, sono sempre più frequenti le voci circa la nascita… Leggi il resto »

Andrea
Andrea
15 giorni fa

Molte squadre europee di calcio non sono favorevoli alla nascita di una Superlega Europea e pertanto non credo che sia attuabile a breve. Anche nel basket, se l’accesso all’Eurolega dipendesse dai campionati nazionali, pensi veramente che squadre top, come Barcellona, Real Madrid, Cska Mosca, Maccabi Tel Aviv, Fenerbahce ed Efes farebbero fatica a qualificarsi all’Eurolega? Sono convintissimo di no e per lo meno si avrebbe meno dubbi sul merito sportivo, ma tanto, come ha scritto Alessandro, a Bertomeu non interessa un fico secco chi vince la Coppa, per lui una vale l’altra.

Cap
Cap
15 giorni fa

Certo che non avrebbero difficoltà a qualificarsi, ma non penso sia quello il problema. Il fatto è che l’Eurolega cerca di proporre una competizione in cui il divario tra le partecipanti non sia enorme, quindi vi fa partecipare quelle società che hanno una certa disponibilità e solidità economica, che hanno un certo seguito, che hanno palazzetti dotati di una certa capienza etc. Le società vogliono avere la certezza di parteciparvi per impostare investimenti a lungo termine. Ovvio che l’Eurolega sia un’organizzazione finalizzata al business, ma mi meraviglierei del contrario. Ma l’obiettivo è aumentare i ricavi, per poter distribuire sempre più… Leggi il resto »

Mr. Tate
Mr. Tate
15 giorni fa

Io insisto che è un equivoco pensare che lo sport sia inevitabilmente “equo”. Lo sport è iniquo non solo per vocazione ma anche per necessità. Non siamo tutti ugualmente veloci, non siamo tutti ugualmente alti, non siamo tutti ugualmente intelligenti. Le leghe a qualificazione poi usano criteri completamente arbitrari: perché chi vince un campionato per nulla competitivo dovrebbe essere più meritevole di un posto rispetto a chi arriva terzo in un campionato competitivissimo? Lo merita di più in base a quale considerazione? La verità è che le competizioni cercano di essere eque non perché lo sport è equo ma perché… Leggi il resto »

Andrea
Andrea
15 giorni fa

Ormai neanche nel calcio partecipa solo la vincente dei campionati, sarebbe un esempio preistorico. E cmq nel calcio ogni nazione ha un tot di squadre in base al coefficiente Uefa, che viene stabilito in base ai risultati delle squadre della nazione stessa in ambito europeo. Ognuno ha le proprie opinioni, condivisibili o non. In ogni modo il problema dell’Eurolega non è solo il merito sportivo, ma la loro cronica incapacità di trovare soluzioni alternative alle problematiche che si presentano.

Cap
Cap
15 giorni fa

A me sembra che si confonda il merito sportivo inteso come requisito per partecipare ad una competizione con il merito sportivo inteso all’interno di tale competizione per poterla vincere. Che sono due cose differenti. L’Eurolega punta ad avere una ristretta cerchia di società che ogni anno partecipano alla competizione, società che rispondono a determinati requisiti; e cerca di fare in modo che tali società, proprio grazie alla garanzia della partecipazione pluriennale, possano sempre più arricchirsi in egual misura e portare così ad avere una competizione molto equilibrata. Tante partite belle, avvincenti, equilibrate ogni settimana, che è ciò che chiede il… Leggi il resto »

Andrea
Andrea
15 giorni fa

Cap, ognuno ha la sua visione. Amen!

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