Inizia il nostro percorso nella stagione 2018-2019: partiamo dal giocatore più rappresentativo, Mike James.

Mike James, i punti di forza

Mike James è arrivato in Olimpia Milano per dimostrare di essere uno dei massimi giocatori del panorama di EuroLeague. Era una sua convinzione, che non poteva essere espressa in casa Panathinaikos, dove i minuti erano inevitabilmente subordinati a Nick Calathes, l’uomo chiamato a raccogliere l’eredità di Dimitris Diamantidis. Questo nonostante l’ottimo rapporto con Xavi Pascual e le prestazioni individuali, mvp delle finali del primo titolo greco conquistato.

A Milano, Mike James è stato miglior marcatore di EuroLeague (5 punti di media in più rispetto a Cory Higgins), primo in valutazione, secondo miglior quintetto, per lunghi tratti mvp (anche per il suo esigente pubblico) sino alla notte del PalaDesio contro il Panathinaikos.

Un coacervo di talento, sicurezza nei propri mezzi, presenza fisico-atletica e… pioggia torrenziale. Perché Mike James è questo, genio cestistico, tempesta che improvvisamente si abbatte sugli avversari. Non è continuità, non è robotica (come Messi e Ronaldo nel calcio, Luka Doncic nel basket europeo), ma impatto emozionale, sicurezza che improvvisamente esplode, discontinua onnipotenza. Inno di imperfezione, che anche nell’imperfezione ritrova il suo valore.

Mike James, i punti di debolezza

Mike James, in Supercoppa ad inizio stagione, aveva lasciato intendere un dominio individuale inarrivabile in Italia. Così non è stato, e il flop stagionale deve inevitabilmente ricadere sulle sue spalle.

Mike James non ha saputo essere “squadra”, perdendo subito per strada l’iniziale «fido compare» Nemanja Nedovic, e rifiutando ogni «bisogno collettivo» con una fase difensiva che è andata ben oltre i suoi difetti tecnici in questo particolare fondamentale.

In aggiunta a questo, Mike James ha denotato «limiti caratteriali» evidenti, come nello «sciopero» cestistico perpetrato nella notte del PalaDesio contro il Panathinaikos. Nuova evidenza di una ricerca ossessiva dell’hero mode e di una perdita progressiva del concetto di «essere gruppo».

Mike James, le conclusioni

Mike James deve rimanere a Milano. A prescindere dall’esistenza di un contratto importante sino al termine della prossima stagione. Questo perchè, urge dirlo e sottolinearlo, Mike James è la più grande gemma di questi ultimi 20 anni di Olimpia Milano con Danilo Gallinari e Alessandro Gentile.

Rinunciare a lui, anche a costo di ricostruire una rottura, sarebbe un delitto. Lo dicono i numeri in EuroLeague, lo dice una logica di costruzione nel medio-lungo termine, lo pretende il talento.

Un’immagine, da cui partire. La tripla inspiegabile con cui Mike James ha cercato di decidere gara-3 con la Dinamo Sassari. Una follia, una nuova ricerca di «hero mode», che palesa certamente i difetti di un giocatore, ma anche le incertezze del giocatore stesso, che non ha trovato un sistema in cui credere e a cui affidarsi.

Può essere un difetto incolmabile, non possiamo escluderlo. Ma con tutti i distinguo del caso, l’epopea dei Chicago Bulls iniziò quando Phil Jackson riuscì a convincere Michael Jordan a fidarsi dei compagni. Ora, a Milano, serve un coach che provi a fare questo. A convincere Mike James ad essere parte di un «qualcosa». Simone Pianigiani, questa missione, l’ha fallita.

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9 Comments »

  1. Assolutamente condivisibile,serve un coach con le “palle” per fargli capire che senza la squadra, James non andrà mai da nessuna parte…

  2. Articolo perfetto.
    Un altro esempio.
    Pretendere che James giocasse meglio l’ultimo quarto con Sassari in gara 2 e accusarlo della sconfitta per non aver difeso il vantaggio non ha senso. Un coach degno di una squadra di livello lo avrebbe tolto, poiché era evidente che era in debito di ossigeno. È il coach che deve essere più intelligente di tutti, non James.

  3. Ecco perché non abbiamo combinato nulla negli ultimi 20 anni se James e Gentile sono state le perle (Gallinari a parte visto la fugace apparizione. Ps vi dimenticate di Keith Langford).
    Pianigiani non è in grado di gestire James quindi uno dei due deve andare. James è la classica personalità di chi pensa di essere più bravo di quello che è. Questi personaggi sono arroganti e pericolosissimi e sicuramente mai leader. Troppo poi pompato mediaticamente. Talento in dubbio ma nel 3 vs 3.
    Se si vuole tenere e ci può stare deve essere preso un play di grossa personalità e lui sarà insignito come leader della squadra. James avrà la chance che se vorrà sfruttare bene altrimenti cari saluti. Per vedere la fine che fanno gli arroganti che pensano di essere più bravi di quello che sono basta vedere la fine della perla Gentile. Arroganza ci sta quando uno vale tanto e fa vincere, anche se l’umilta È il tratto distintivo dei leader

  4. Credo anch’io che bisogna fare una scelta fra james e pianegiani. Quindi con tanti dubbi meglio provare james ancora per un anno. e’ veramente forte che poi faccia vincere la squadra… Ricordate un nel po di anni fa Caserta si libero’ di Oscar (30/40 punti a partita) e vinse lo scudetto

  5. Seriamente, quando è che MJ sarebbe stato MVP di Eurolega? forse nei primi due mesi, quando le altre squadra iniziavano il percorso di crescita e noi sparavamo tutte le nostre cartucce. Un paio di partite portate a casa con forzature di successo e tutti (molti) [alcuni] a pensare di aver visto un Campione.
    Poi, a memoria già a novembre, gli avversari diretti hanno iniziato a realizzare un career high dietro l’alto e il Forum è diventato terra di conquista per cani e porci. Giusto?

  6. Hai completamente ragione. L’ho scritto che James è stato pompato dalla stampa inventandosi il fenomeno. C’è ne ha fatte vinncere un paio e perdere 7-8.

  7. giudizi su james a parer mio privi di senso. stiamo parla di un superatleta che ha vinto la reg season per punti segnati ed è giunto secondo per assist (eurolega) ha trovato una situazione di eccessiva responsabilità soprattutto a causa dell’assenza di nedo e di un jerrels a corrente alternata. mi auguro che messina lo sappia “raddrizzare”. potrebbe diventare il vero protagonista a milano e a parer mio già ci è andato molto vicino. suerte.

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