
RJ Cole 8 – Quando serve prendere in mano la partita, lui risponde. Chiude il primo tempo con un canestro, poi nel terzo quarto segna sei punti consecutivi che spostano l’inerzia verso Milano. Attacca il ferro, colpisce in arresto e tiro e mette anche la tripla del definitivo allungo. Sono 21 punti, con 7/11 da due, tre assist e nessuna palla persa: produzione e controllo.
Moses Wright 6 – Il primo tempo è largamente insufficiente: perde palloni, fatica nelle ricezioni e non dà riferimenti affidabili ai compagni. Meglio nella ripresa, quando aumenta il dinamismo e sfrutta anche i problemi di falli dei lunghi avversari. Arriva a 11 punti, ma le quattro perse e i soli due rimbalzi spiegano perché la sua resti una partita a metà.
Devon Hall 6 – Una presenza soprattutto di servizio, senza grandi iniziative offensive. Non trova canestri dal campo, ma porta quattro punti dalla lunetta, tre assist e una stoppata, senza perdere palloni. Dentro una giornata dominata da altri esterni, offre un contributo discreto senza riuscire a lasciare un segno profondo.
Garrison Mathews 8 – Le sue triple danno ossigeno a Milano all’inizio e diventano un problema irrisolvibile per Napoli nella ripresa. Segna anche quando il tiro sembra una forzatura, respingendo puntualmente i tentativi di rimonta dei padroni di casa. Chiude con 21 punti, 5/8 dall’arco e otto falli subiti. Qualche sbavatura ai liberi, ma il peso specifico dei suoi canestri è enorme.
Alec Peters 4 – Poeta gli dà fiducia preferendolo a Burnell, ma la risposta continua a mancare. Sbaglia tutte e tre le triple, anche con spazio, e non trova altre strade per incidere. Due punti dalla lunetta, due rimbalzi e una palla persa in 15 minuti: troppo poco per un giocatore dal quale Milano ha bisogno di ben altro.
Ousmane Diop 8 – Cambia la partita quando Milano rischia subito di smarrirsi già nei primi possessi. Porta energia, prende la profondità, offre una soluzione nel pick and roll e protegge il ferro. Poi torna protagonista tra la fine del terzo quarto e l’inizio del quarto, accompagnando l’allungo decisivo. Quattordici punti in 15 minuti, 4/4 dal campo, cinque rimbalzi, due stoppate e otto falli subiti: una risposta fortissima.
Stefano Tonut 6 – La tripla del primo quarto aiuta Milano a restare vicina, ma non diventa il punto di partenza per una gara più incisiva. Nel finale del periodo partecipa alla confusione che permette a Napoli di riallungare. Undici minuti, tre punti e un assist: contributo limitato, con poche occasioni per cambiare il giudizio nella ripresa.
Leandro Bolmaro 6,5 – Attacca il ferro e mette energia quando l’Olimpia deve risalire, poi corre bene il campo nella fase in cui Milano prende il controllo. Undici punti con 4/6 complessivo al tiro sono un contributo concreto. Restano due palle perse e qualche fallo evitabile, che ne limitano continuità e minuti.
Darius Thompson 6,5 – Tre punti soltanto, ma la tripla è quella del pareggio nel secondo quarto. Soprattutto, distribuisce sei assist senza perdere palloni e partecipa alla crescita di ordine della squadra. Mentre Cole si prende la scena realizzativa, lui aiuta Milano a far funzionare il resto. Il +18 accompagna una prova di sostanza.
Giampaolo Ricci 7 – Il capitano dà una direzione alla rimonta del secondo quarto con una tripla e il rimbalzo offensivo del sorpasso. Poi torna a colpire dall’arco quando Napoli cerca di rientrare nell’ultimo periodo. Otto punti, tre rimbalzi e due assist raccontano solo una parte del suo lavoro. Finisce con cinque falli, ma anche con un +18 che premia la sua presenza nei quintetti più efficaci.
Diego Flaccadori NE
Nicola Akele 5 – Tre falli in quattro minuti lo tolgono immediatamente dalla partita e complicano la gestione del secondo quarto, mandando presto Napoli in bonus. Non trova il tempo per offrire un contributo tecnico: un rimbalzo e nessun tiro tentato.
Coach Peppe Poeta 7 – Settimana terribile, così arriva a Napoli, con la sensazione che ci sia una panchina da salvare. La squadra risponde d’insieme, anche se sbaglia la sceglie Peters, o quanto meno non ne ottiene niente. Vittoria degna di nota contro una squadra in forma.
Non ho visto la gara e dunque mi limito a fare i complimenti alla squadra ed al coach. In Italia dobbiamo essere sempre così determinati per quaranta minuti e migliorare la difesa. Questo è il nostro livello, dove possiamo fare bene
Era importante vincere e lo hanno fatto, a me fa molto piacere. Si sono visti impegno e cuore, anche dopo un avvio che mi ha fatto mettere il dito sul tasto OFF del telecomando. Il livello è ancora basso, in difesa e in attacco. La squadra soffre di più con in campo Wright e Peters, due pezzi pregiati del mercato. Partono sempre nel primo quintetto, non a caso gli avversari pasteggiano.
Wright surclassato da Diop in tutto, l’uomo che gli esperti del fantabasket precampionato hanno santificato come colui che avrebbe fatto fare il salto di qualità. Non difende, non prende rimbalzi (oggi ben 2!), segna più a gioco fermo che su azione.
Basta Diop, che apprezzo tantissimo per serietà e cuore, per non farlo rimpiangere. Fin qui è la copia di Booker, non ne avevamo bisogno.
Peters ha battuto un colpo venerdì sera, oggi è di nuovo scomparso, inghiottito dal Vesuvio. Lo salva la somiglianza con Ricci, ogni tanto si pensa che qualche buona giocata sia sua. Il replay ci toglie questa illusione.
Mathews ha le carte per diventare il nuovo Brooks, ha mano calda e più cattiveria, soprattutto in difesa.
Cole è avulso dal gioco, non sa costruire, però ha punti nelle mani e ciò compensa in parte i suoi limiti.
guarda caso in una partita nella quale abbiamo avuto un play e un pivot a dirigere e proteggere il ferro si è vinto. Si è però vinto in LBA e in EL i suddetti giocatori non sono sufficienti per competere e ci vuole chi attacchi il ferro, oltre ad un coach con maggiore esperienza e carisma europea.
Fino a che non saranno aggiunti tre giocatori nei ruoli chiave ed un coach da EL in Europa non cambierà nulla e ci stiamo avvicinando ad un record di 1-8 molto probabile, record dal quale si farebbe fatica a risalire in ogni caso