Perché Armoni Brooks ha scelto l’ASVEL: il Dream Team di Tony Parker

Alessandro Maggi 9
Armoni Brooks ASVEL reazione tifosi

Perché Armoni Brooks ha scelto l’ASVEL? La risposta, secondo il quadro raccontato da BasketNews, sta nell’ambizione del nuovo progetto costruito da Tony Parker in vista del suo atteso debutto da coach in EuroLeague.

Armoni Brooks-ASVEL, ecco perché: il progetto Dream Team di Tony Parker

Il club francese sta preparando uno dei roster più importanti della sua storia. Non una semplice ricostruzione, ma un vero salto di status: l’ASVEL vuole trasformarsi da squadra di fondo classifica a protagonista del mercato europeo.

Brooks sarebbe stato uno dei colpi più significativi del nuovo corso. Secondo Donatas Urbonas, durante il weekend delle Final Four l’ASVEL si sarebbe mosso sottotraccia, superando la concorrenza e chiudendo l’accordo in modo sorprendente per diversi club di EuroLeague.

Il messaggio è chiaro: il budget dell’ASVEL non è solo una voce di mercato. BasketNews parla di un monte salari proiettato tra i primi cinque della prossima EuroLeague, elemento che spiega la forza con cui il club si è presentato sui migliori giocatori disponibili.

Il contesto tecnico è altrettanto importante. Accanto a Brooks, l’ASVEL è atteso su nomi pesanti come Sylvain Francisco, destinato a diventare il francese più pagato nella storia della LNB, Nick Weiler-Babb, miglior difensore di EuroLeague 2025, e Daniel Theis, veterano NBA e campione mondiale con la Germania.

In questa struttura, Brooks può trovare un ruolo centrale sul perimetro: scorer, tiratore, atleta, giocatore capace di aprire il campo e produrre punti dentro un sistema che promette talento, fisicità e ambizione.

Per l’ex Olimpia Milano, la scelta ASVEL nasce quindi da tre fattori: progetto economico forte, roster di alto livello e possibilità di essere parte di una squadra costruita per cambiare dimensione in EuroLeague.

Resta il grande punto interrogativo: Tony Parker sarà un rookie coach al massimo livello europeo e l’ASVEL dovrà trasformare il mercato in identità, continuità e risultati. Ma l’ambizione è evidente.

Brooks lascia Milano da protagonista della stagione italiana e si prepara a entrare in un progetto che in Francia qualcuno ha già iniziato a chiamare, almeno mezzo scherzando, il “Dream Team” di Tony Parker.

9 thoughts on “Perché Armoni Brooks ha scelto l’ASVEL: il Dream Team di Tony Parker

      1. Magari l’azienda è mia, che ne sai? Mi conosci per caso? Per cui la tua ironia spicciola te la puoi mettere dove più preferisci.
        E cmq giusto per la cronaca io non ho criticato Brooks ma ho solo specificato il motivo per cui ha accettato l’offerta dell’Asvel che è una sua legittima scelta ma bisogna dire le cose come stanno.

  1. …credo che più che il progetto in divenire…e, i nomi altisonanti, sull’agenda di Parker…Brooks, abbia prestato particolare attenzione alle cifre, messe nere su bianco, sull’accordo proposto…

  2. Quindi Asvel si è stancato di essere l’ultima ruota del carro in Euroleague (detentore di, parimenti a noi, una licenza lunga) e hanno deciso di avere un progetto, di fare investimenti volti a migliorare il proprio status, addirittura di entrare nelle top-five

    Sembra che tutto ciò per noi non costituisca, non dico un problema, ma neanche un argomento di dibattito

    D’accordo, tirare a campare e’ meglio di tirare le cuoia, però……

  3. Per me ci sono stati due fattori ad aver spinto Brooks ai saluti. Il primo sono i soldi, perchè un professionista monetizza quando riesce, dato che le carriere non sono eterne e possono capitare infortuni e stagioni storte che poi deprezzano i giocatori.

    Il secondo aspetto è l’incognita Olimpia. Brooks sa che l’intero quintetto base giocherà altrove l’anno prossimo, e che nonostante la licenza decennale la proprietà è in mano agli eredi Armani, dunque non c’è sicurezza sul buget e sul progetto tecnico, compreso un coach senza esperienza in Eurolega che utilizza sempre e solo 10 giocatori su un roster quasi doppio.

    Con questi presupposti era difficile che Brooks restasse, anche se l’Olimpia avesse pareggiato l’offerta dei francesi.

      1. Anche secondo me a parità di ingaggio sarebbe rimasto a Milano. E Poeta non c’entra nulla con la scelta di Brooks perché all’Asvel troverà un altro coach più esordiente di Poeta. E oltretutto è stato portato a Milano da un coach espertissimo come Messina che lo faceva giocare poco.

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