
Sandro Pugliese si regala sul QS una bellissima intervista a Arhur Kenney. Ecco le sue dichiarazioni.
Su Olimpia Milano
“Il rapporto fu davvero fortissimo e lo è davvero tuttora. L’Olimpia per me è famiglia, ai tempi il patron Bogoncelli praticamente ci adottò, era come se fossimo i suoi figli. Rubini ci faceva sentire speciali, Gamba era il nostro giovane zio. Creare lo spirito dell’epoca non era così difficile con quelle persone al nostro fianco”
Sulle battaglie con Dino Meneghin
“Con Meneghin furono battaglie epiche, sportive, durissime e bellissime. Talmente dure che certe notti scalciavo nel letto, mia moglie si spaventava, ma era solo un incubo, stavo battagliando proprio con “Super Dino”. Quando poi negli anni ’80 andò a giocare a Milano fui davvero felice, sapevo che uomo e che giocatore avrebbe vestito la maglia di Milano”.
Sulla gioia più grande
“La Coppa delle Coppe del 1972 a Salonicco, contro la Stella Rossa. Non potete capire che soddisfazione quel successo. Pochi mesi prima c’era stata una battaglia a Belgrado, quella dove perdemmo di 26 punti, con una maxi rissa tra campo e tribuna (Kenney si azzuffò anche con i poliziotti per inseguire Slavnic, ndr). Poco più di un mese dopo li ritrovammo in finale, in un clima incandescente. Dovevamo vincere e così andò, 74-70. Segnai 23 punti, ma fu la squadra a fare la differenza. Era lo spirito dell’Olimpia soprattutto. Che orgoglio”


L’amore che il grande Arturo prova per l’Olimpia è qualcosa di incredibile, un americano così legato ad una società sportiva italiana penso sia più unico che raro.
Grande Art, uno dei miei idoli del Simmenthal !