
Uno dei grandi sogni di mercato dell’Olimpia Milano per la prossima estate si chiama Simone Fontecchio. E difficilmente potrebbe essere altrimenti. Parliamo infatti dell’unico giocatore italiano oggi in NBA, di un rimpianto del passato per il club biancorosso, ma anche di un profilo destinato ad attirare l’interesse di molti nel caso in cui decidesse di tornare in Europa.
Simone Fontecchio, storia e situazione
Fontecchio è stato tesserato dall’Olimpia dal 2016 al 2020. All’inizio il suo spazio era cresciuto sotto la guida di Jasmin Repesa, persino più di Awudu Abass, ma con Simone Pianigiani il suo ruolo si era progressivamente ridotto fino quasi ad azzerarsi.
Intervistato da Il Foglio, lo stesso Fontecchio aveva raccontato così quel periodo: «Quando sono arrivato all’Olimpia c’era chi credeva in me: Jasmin Repesa. Nel primo anno a Milano ho avuto spazio, poi lui se n’è andato ed è cambiato tutto. Ma forse io ero troppo giovane».
Dopo le esperienze con Vanoli Cremona e Pallacanestro Reggiana, senza un vero salto definitivo, Ettore Messina gli lasciò la libertà di scegliere il proprio futuro, senza averlo mai avuto davvero a disposizione. Lo stesso ex coach biancorosso, in seguito, ammise: «Evidentemente qui non è stato abbastanza aiutato nel suo percorso, e nella lista mi ci metto anche io. Quando nel 2020 parlammo, nella mia testa non credevo di potergli concedere più di 5-10 minuti, visto che c’erano Micov o Brooks».
Messina aggiunse anche una riflessione molto netta: «In primo luogo io dovevo dare magari meno minuti a Micov o Brooks e mandare in campo Simone Fontecchio. Credetti di agire nel suo interesse dicendogli questo. Lui scelse Berlino ed esplose».
Da parte del giocatore, però, non c’è mai stato rancore. «Ero molto giovane, avevo bisogno di maturare, e decisi di farlo altrove. Alla fine, visto il mio percorso, la scelta è stata giusta». E ancora: «No, non mando al diavolo nessuno. Non ho sassi da levare dalle scarpe, sono in pace e ho l’orgoglio di quanto ho fatto. Le difficoltà incontrate mi hanno aiutato a essere quello che sono».
Dopo Alba Berlino e Baskonia, e dopo aver vissuto notti straordinarie in azzurro a partire dal Preolimpico di Belgrado, è arrivata la chiamata della NBA. Si era parlato anche dei Los Angeles Lakers, ma alla fine Fontecchio firmò con gli Utah Jazz, per poi passare ai Detroit Pistons e infine ai Miami Heat.
In estate andrà in scadenza il suo contratto biennale garantito da 16 milioni di dollari. A inizio gennaio il suo nome è stato accostato più volte a una possibile operazione per arrivare a Ja Morant, ma la trade con i Memphis Grizzlies non si è concretizzata.
La stagione che sta vivendo resta comunque significativa: 8.6 punti di media, con 3.1 rimbalzi e 1.5 assist. Nella notte ha giocato soltanto 6 minuti contro gli Spurs, ma era reduce dai 21 punti contro i Rockets e da una presenza in quintetto base contro i Los Angeles Lakers.
La sua squadra è ormai vicinissima a un posto in post-season: solo Bucks e Bulls possono ancora rientrare matematicamente in corsa, ma la franchigia della Florida ha un margine di nove vittorie. E allora la domanda resta inevitabile: cosa accadrà dopo?
È facile pensare che Simone Fontecchio proverà a giocarsi fino in fondo un’altra occasione in NBA, aspettandola fino all’ultimo. Intanto, però, Peppe Poeta una mossa l’ha già fatta. Perché in Europa Fontecchio sarebbe molto più di un semplice rinforzo: potrebbe essere una prima opzione offensiva, grazie al tiro da fuori, al fisico, alla capacità di occupare più ruoli e a una presenza difensiva ormai consolidata.
Un profilo da alta fascia europea, quasi un nuovo Shavon Shields per versatilità, con la possibilità di incidere su tre ruoli. A 31 anni, con uno Scudetto che ancora manca e senza aver ancora vissuto una vera stagione da protagonista assoluto ai vertici del basket europeo, il richiamo potrebbe diventare fortissimo.
Su di lui, ovviamente, non ci sarebbe soltanto l’Olimpia Milano. Anche perché un giocatore di questo livello richiede un investimento importante. Ma provarci, per Milano, sarebbe semplicemente un dovere.

Bene, sento dal profondo del mio cuor che Fontecchio prenderà il posto di Gallinari in Olimpia: arriva arriva arriva…….no, non arriva