George Brosterhous, l’uomo che perse il pitone a Milano. E’ lui il più brocco della storia di Olimpia Milano?

Una storia incredibile, quella di George Brosterhous: il più grosso brocco della storia di Olimpia Milano?

George Brosterhous

Chi è il più grosso brocco della storia di Olimpia Milano? Nel nostro sondaggio tra i tifosi sono emersi tanti nomi, tra questi uno: George Brosterhous.

E’ un profilo che trova consensi anche tra esperti che abbiamo interpellato fuori dal sondaggio, e che pare rivestire l’intento del nostro gioco. 

Chi è George Brosterhous?

Classe 1951 di Klamath Falls, centro di 205 centimetri, Brosterhous è un cestista naturalizzato francese uscito da Texas, e capace di costruirsi una onesta carriera in Francia, vincendo due titoli con il Limoges nella prima metà degli anni ’80.

Ma in Olimpia Milano… è ricordato per la sua natura hippy, l’amore per la birra e per il suo pitone, che nutriva con topi vivi. Una storia, questa, che finì malissimo, con la morte di freddo dell’animale per un blocco del riscaldamento mentre il giocatore era in trasferta.

Scelto all’ottavo giro dell’NBA Draft, viene chiamato a Milano da Cesare Rubini nell’estate del 1973 per sostituire un certo Arthur Kenney. L’era Simmenthal è finita, la squadra ora si chiama Innocenti, il suo esordio è in un Trofeo Lombardia dove, durante il riscaldamento, schiaccia malamente cadendo a terra di schiena. 

In panchina ora c’è Pippo Faina, Sandro Gamba infatti è a Varese, Brosterhous giocherà una stagione da 15.5 punti di media, eppure… già allora verrà considerato l’americano più scarso passato per l’Olimpia Milano. Evidentemente, pesano le regole sugli stranieri. Allora se ne potevano avere solo uno o due a seconda del periodo, quindi la centralità del giocatore USA era maggiore.

Si ringrazia il Museo del Basket per le informazioni.

7 thoughts on “George Brosterhous, l’uomo che perse il pitone a Milano. E’ lui il più brocco della storia di Olimpia Milano?

  1. Chissà se qualcuno si ricorda di Greg Raymond .. mentre nell’ultima era non dimenticherei Raduljca o quello del quale mi sfugge il nome ex Brindisi.. poi bisognerebbe circostanziare meglio il quesito .. brocco, rotto, apatico, non adatto a noi, inutile …

  2. Non credo proprio! Presso e fatto giocare come 5 era in realtà più un 3 che un 4. Di qui quasi tutte le sue difficoltà-

    1. Diciamo che fu una delusione perché, a quel tempo, lo straniero non lo potevi sbagliare e dopo Kenney, il buon George fu un passo indietro. Curioso che Peterson ricorda di averlo sofferto molto come avversario nei match contro l’allora sua Virtus

  3. Mai sentito prima, per avere un verdetto più sensato bisognerebbe pescare tra i tanti “nessuno” passati per Milano in era, per così dire, moderna , orientativamente dall’80 in su, insomma dall’avvento del colore……non andrei a pescare all’epoca del muto……

    Chi quindi? Sykes e i molti nani bagiggi che hanno vestito la canotta biancorossa sotto legida ArmaniGroup, altro che il buon, per quanto sconosciuto, George

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