
Olimpia Milano post Barcellona. Il 7 febbraio, dopo il match con l’ASVEL, lo avevamo scritto chiaramente: «Contava vincere». Sappiamo bene quanto valga un successo, e tenere viva una speranza.
Il commento del giorno dopo
Ma dopo ieri sera, non riusciamo a vedere il bicchiere mezzo pieno. Per carità, per Peppe Poeta ci sono i numeri: 23-11 in assoluto, 11-9 in EuroLeague, dove mettiamo dentro anche le vittorie con Olympiacos e ASVEL all’andata, visto che fu lui a preparare i match per l’indisposizione di Ettore Messina, non solo a guidare i giocatori in campo.
Un cambio di marcia c’è stato, un obiettivo stagionale cruciale è stato centrato (la Coppa Italia), ma quando i problemi si ripropongono, puntuali, non ci si può mettere le fette di salame davanti agli occhi.
Le ansie nei finali di gara restano, i blaugrana rientrano dal -27 quasi totalmente con un 8/26 dall’arco che è 3/8 nel quarto quarto. Sono francamente numeri mai visti in una rimonta simile, dove solitamente sono le strisce dall’arco a fare la differenza.
In questo contesto ci si attende una maggiore lucidità da Marko Guduric e Shavon Shields. Il primo non sarà un play, ma da che mondo e mondo si va anche dalle guardie per condurre certi momenti, a meno che non si creda sia un semplice giocatore di “Spot up”.
Il secondo mette i liberi della staffa, ci mancherebbe, però se si sente di strigliare la squadra nel finale, che quanto meno dia il buon esempio. Sul resto, poco da dire. 30’ convincenti, giocando una buona pallacanestro, punendo una squadra in evidente crisi, a lungo silenziosa in campo e in panchina.
Josh Nebo ha impatto devastante, anche se non gli avrei dato in mano una rimessa in una fase così delicata. Leandro Bolmaro è metronomo tra difesa e attacco. Armoni Brooks riesce a metterci la firma anche in una serata a basso utilizzo. Zach LeDay segna canestri importanti e trascina la squadra.
Tutto bello, vincendo con il Maccabi si tiene una piccola speranza accesa, consapevoli che con flessioni simili si rischia alla grande ad ogni livello.
PS. In merito alla Visione del Guazz… Il “24 marzo inizierò a bere alle 10 di mattina” è perchè ha casa a Sanremo e andrà a Montecarlo per il match con Milano. Sì, lui che ha detto di pensare al campionato solo una settimana fa. “Haku” è una grappa giapponese che è difficile trovare anche su google. Sul resto poco da dire… Luca Guazzoni ci è stato imposto dall’INPS, e chi scrive ha lavorato per anni presso la Fondazione Exodus di Don Mazzi.
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Bellissimo l’excursus sul Guazz, Maggi giustamente si scusa PER lui , NON con lui
Vero, è stato difficile anche con google capire di HOKA
GUAZZ è fuoriiiiiiiiii………
Attenzione, l’acquisto di Guduric e le sue future modalità di impiego son state a suo tempo valutate e immaginate CON Brown in campo, ossia doveva essere Brown colui il quale avrebbe gestito il pallone nelle fasi decisive delle partite.
Indisponibile Brown, e successivamente addirittura tagliato, ecco che a Guduric è stato chiesto di ricoprire un ruolo per cui non è stato inizialmente preso.
Guduric ha sempre cercato di fare del proprio meglio, però in un contesto suo personale di scarsa forma fisica e in un contesto generale di squadra con lacune e difficoltà.
Detto questo, è indubbio che in ogni caso lui non possa perdere tutti i palloni che perde e con le modalità con cui li perde (ossia in maniera banalissima), perchè un giocatore della sua classe ha la capacità almeno di condurre palla nell’altra metacampo…cosa che oltretutto faceva anche al Fener dopo l’infortunio di Wilbekin.
Fatto sta che Brown non è mai stato sostituito, Ellis è in calo dopo una prima parte di stagione sopra ogni più rosea aspettativa e viene abbastanza spremuto nei primi 3 quarti delle partite, Mannion non viene minimamente considerato e quindi ci si riduce sempre a far gestire gli ultimi possessi a Guduric.
Alternative?
1) acquistare un sostituto di Brown ma non è stato fatto e ormai se ne parlerà per la prossima stagione;
2) far giocare qualche minuto Mannion almeno nel primo tempo per dare riposo ad Ellis ed averlo più fresco nel quarto quarto, lasciando al buon Quinn la gestione dei possessi finali.
Mannion non giocava neanche con Messina quando Brown era infortunato però non mi sembra di aver letto da parte tua critiche al tuo pastore. Come ha sostenuto giustamente un altro utente facile scrivere degli sbagli di Poeta quando sono più o meno gli stessi del predecessore al quale tu non gli avevi mai mosso alcunché a tal riguardo, anzi bacchettavi chiunque osasse criticarlo.
Dopo l’infortunio di Wilkebin c’era Hall e non Guduric che solo in rare occasioni portava palla. È il bello del web dove puoi continuare a scrivere le tue 💩.
Immagino che Poeta sappia a quali soluzioni attingere……lo saprà? Il problema si è posto già da molto tempo, ma stiamo a parlare sempre delle stesse cose, credo anch’io che Ellis dovrebbe almeno portare palla nel 4/4 (ha certamente più fisico e atletismo per sopportare il pressing avversario)
Di certo lasciar fare a Guduric con il “supporto” di Shields è una tragedia che sconfina nel comico