Cinque considerazioni su Olimpia Milano-Barcellona | C’é solo chi non rende, o chi rema contro? Mercato? Un miracolo

Alessandro Maggi 3
Alec Peters Barcellona

Sesta sconfitta in sette gare, quinta consecutiva in Europa, la lunga notte dell’Olimpia Milano è iniziata e non vede fine. Crisi, senza “se” e senza “ma”, per una squadra vuota di valori che doveva consolidare il finale con Dubai, e il successo di Napoli, e che invece ieri sera ha rivelato che il successo è casuale, la sconfitta la norma.

Stare sulla stessa pagina

È il concetto che Peppe Poeta ripete, e che rappresenta il nocciolo della questione. La domanda è come mai la squadra intera non sia sulla stessa pagina. C’è solo chi non rende o chi fa per conto suo, ormai perso da tecnico e dirigenza? Il dubbio viene vedendo i 40’ di ieri sera, vuoti di ogni anima, individuale e di squadra. Anche se, va detto, la sensazione è più quella di gente nel panico che non sa che fare, più che uno sciopero bianco.

Il match

Olimpia parte concedendo un altro 6/6 da 2, viene surclassata a rimbalzo e concede infinite seconde occasioni ad una squadra mediocre, incerta, che alla fine, dopo mille occasioni, scappa nel quarto quarto affidandosi al suo fuoriclasse, Kevin Punter. In un match da vincere i biancorossi sono sempre e comunque sotto, cedendo ogni possesso difensivo quando si riporta a contatto. Altro da dire non c’è.

Jason Burnell

Che segna 9 degli ultimi 11 punti di squadra nel terzo quarto, quello della bandiera bianca. Un bel segnale, che però cambia poco. Basta guardare i numeri di RJ Cole e Darius Thompson: un passo in avanti per entrambi, che ha influito però zero sul rendimento di squadra. A conferma che il male è più oscuro.

Le scelte del coach

Peppe Poeta è uomo da rotazioni corte, che oggi ormai concede almeno 14’ a dieci uomini, e chi ne ha meno è Marko Guduric. Un continuo inseguimento del quintetto migliore, della soluzione che aiuti tutti, e invece non arriva. Probabilmente, visto il nulla di Devin Booker (giocatore ormai da bocciare definitivamente), nel terzo quarto Ousmane Diop avrebbe dato un altro impulso alla squadra. Capiamo che c’è la Virtus all’orizzonte, ma ogni scossa sarebbe ben accetta. Resta il prodotto attuale di una squadra senza gioco, senza difesa, senza attacco.

Mercato?

Inevitabile, lo diciamo da tempo, anche se non basta una piccola scossa per rianimare giocatori come Guduric, Peters, Wright, ma anche Hall e Bolmaro, sotto il proprio standard. Chi più, i primi tre, chi meno, gli ultimi due. La domanda ora è se non serva più un lungo protezione del ferro, che un handler….

3 thoughts on “Cinque considerazioni su Olimpia Milano-Barcellona | C’é solo chi non rende, o chi rema contro? Mercato? Un miracolo”

  1. Che fosse necessario un lungo, era già evidente in estate. Adesso, ancora di più…visto che uno ( Booker ) non viene utilizzato nemmeno in lba e, al buon Diop, è stato fatto un contratto biennale, nuovo di zecca, per giocare un quarto d’ora la domenica…

  2. Inutile ogni commento

    Se la squadra e i coach rimangono questi meglio chiudere ogni discussione. E’ frustrante per ora seguire il viatico di eurolega di questa pessima squadra dove a parte Diop non si salva nessuno.

    Eurolega per noi gia’ finita e tra breve anche il campionato.

    Dirigenza tecnica da bocciare in toto. Soldi buttati a profusione

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