
Tre sconfitte consecutive alle spalle, davanti il Partizan, abbiamo chiesto agli uomini della nostra redazione un commento sulla situazione di Olimpia Milano.
Fabio Cavagnera
«Una pessima partita, che fa seguito a quelle della scorsa settimana. Passato l’entusiasmo per il cambio in panchina, sono tornati i difetti già visti nel resto della stagione. Il principale è la mancanza di un vero leader in campo, quel giocatore da cui andare a ‘rifugiarsi’ quando si è in difficoltà. Invece, nei momenti caldi, ognuno pensa di fare l’eroe e risolvere la partita. E, in un momento di scarsa forma dei giocatori chiave (Ellis, Brooks e Shields su tutti), accadono solo disastri. E, ovviamente, arrivano le sconfitte»
Kevin Martorano
«Partita pessima che porta ad una pessima figura. Con tutto il rispetto per Varese, prendere un parziale da 20-5 ed in generale soccombere nel secondo tempo è preoccupante. Siamo tornati a vedere una squadra sfiduciata, con poche idee e che non difende con continuità. L’effetto Poeta è finito, ed ora i problemi tornano a vedersi»
Andrea Maiocchi
«Finito l’effetto cambio coach, siamo tornati ai soliti problemi che vedevamo con Messina: giocatori “stanchi” che vengono spremuti (ieri Leday 35′) per assenza voluta di alternative»
Dario Destri
«Squadra cotta fisicamente che paga due mesi di rotazioni extra corte. Finiti gli effetti exploit (brooks e entusiasmo del nuovo coach) emergono tutti i limiti e i difetti già noti. Tuttavia anche con qui limiti è d’obbligo fare di meglio e su questo mi aspetto un lavoro diverso sia dai giocatori che dallo staff. Domanda: ma se i difetti erano e sono strutturali non era il caso di intervenire prima sul mercato? E magari anche di allargare le rotazioni».

Dopo le prime vittorie, in mezzo a commenti entusiastici che parlavano di final4 di EL, mi ero permesso di scrivere di andarci piano, che in ogni squadra il cambio di coach provoca uno shock che nell’immediato si tramuta magari in prestazioni positive e risultati soddisfacenti ma che, per una valutazione reale dell’operato di Poeta bisognava attendere che passasse qualche settimana, far svanire l’effetto shock, attendere che rientrassero man mano gli infortunati e vedere come si sarebbe comportato alle prime difficoltà e come avrebbe gestito un roster di 12/13 giocatori anzichè di 8/9 come aveva all’inizio causa infermeria stracolma. Ebbene, sorvolando sulle solite risposte di scherno ed i soliti deliri che parlavano di messia, pecore e pastori, direi che l’effetto shock sia ampiamente svanito da tempo e che Poeta sia attualmente in confusione.
La squadra cotta era inevitabile, qui Poeta non poteva farci nulla per evitare che si arrivasse a tale livello di cottura dato che per settimane è stato obbligato a ruotare sempre i soliti 8 giocatori dato che erano gli unici disponibili, affrontando doppi turni di EL in serie. Semmai quello che Poeta dovrebbe fare è quello di evitare ora a questi giocatori cotti un continuo sovrautilizzo ed è qui che Peppe è mancato, soprattutto in LBA: il non convocare Brown per schierare Ellis 30 minuti, mandar via Totè per ritrovarsi Leday con 35 minuti contro Varese causa problemi di falli dei centri, Dunston che in EL non entra mai a far rifiatare il Booker in difficoltà, Mannion utilizzato poco, insomma dove si auspicava un cambio di rotta rispetto a Messina in realtà Poeta sta riducendo ancor più le rotazioni.
Il leader doveva essere Brown, questa era l’dea la scorsa estate, il play di esperienza. Non sta giocando. La squadra è in difficoltà, ognuno si intestardisce nel voler vincere la partita da solo? Abbiamo un play a roster che non sta venendo utilizzato. Se non interveniamo sul mercato, ma i mesi passano ed in tal senso c’è immobilismo, oppure non ci si decide a provare a far giocare Brown, rimarremo in questa situazione sino a giugno. Anche se temo che ormai i rapporti tra Brown e Poeta siano rovinati.
Difetti strutturali: tirarli in ballo dopo una serie di sconfitte e tacerne quando si vinceva, dove anzi si facevano proclami circa l’essere forti, non è il massimo. Sul mercato c’è immobilismo, succedeva lo stesso anche negli anni scorsi, con pezze messe qua e là che raramente funzionavano. Provare ad utilizzare l’intero roster a disposizione però potrebbe essere utile, perchè se si parla di difetti strutturali ma mezzo roster non viene utilizzato, non penso che Stavro e Baiesi siano contentissimi…
Che bel papiro pieno di sciocchezze. Ma come mai non hai mai usato queste parole per Messina visto che le sue rotazioni non erano diffenti rispetto a Peppiniello?
Perchè non scrivi tu un papiro migliore, pieno di saggezza e cose intelligenti?
O sei solo uno con il mirino ad aspettare che passino gli altri?
Sono ansioso di leggerti!
@ZioVic perché il papiro è un copyright di Cap. Però se vuoi puoi provarci tu, niente te lo impedisce.
Con l’idea di basket di Messina le rotazioni ridotte erano una decisione discutibile ma con il gioco in velocità di Poeta e ‘ un suicidio come dimostrano i crolli nel finale. Io non sono un tecnico e allora chiedo: ma un allenatore che subentra dopo aver fatto il secondo deve per forza stravolgere una squadra con le sue idee di gioco, soprattutto con zero giorni per lavorarci sopra, non è capace di adattarsi e limitarsi a lavorare sulla testa dei giocatori e ridare fiducia? Quando è arrivato il momento di Poeta ero ottimista perché pensavo sarebbe andata così.