Olimpia Milano post Maccabi | Una squadra difficile da giudicare. Ma che sorride

Alessandro Maggi 9

Olimpia Milano post Maccabi. Quarto successo in cinque gare di EuroLeague. Qualcuno evocherebbe il “rimpianto Berlino”, ma ogni evento è figlio del percorso

Olimpia Milano post Maccabi

Olimpia Milano post Maccabi. Quarto successo in cinque gare di EuroLeague. Qualcuno evocherebbe il “rimpianto Berlino”, ma ogni evento è figlio del percorso. Questo è. 

Il momento è propizio, e va sfruttato. Fenerbahce in trasferta settimana prossima, poi Stella Rossa ed Asvel in casa. Due successi in tre gare significherebbero 7-7 di record prima delle trasferte di Barcellona e Atene, e comunque il 50% a pochi passi dalla fine del girone di andata.

Viste tutte le vicissitudini, sarebbe già qualcosa. Ma, come detto, il percorso sconsiglia precipitosi ottimismi, meglio vivere alla giornata. Anche perché nessuno sa bene cosa sia questa Olimpia Milano. Tanto meno lei. 

Partiamo dagli aspetti positivi, e da proteggere. Zach LeDay in primo luogo, una presenza costante in ogni angolo del campo, un sorriso per tutti, numeri importantissimi (29 di valutazione ieri sera). 

Il leader è lui, poche storie. Poi Nico Mannion, 12+8 nella prima partenza in quintetto della sua carriera in EuroLeague. Un po’ di insicurezza all’inizio, poi i segnali di Messina sono stati conforto e spinta.

Nel finale è stato decisivo, perchè lui è l’unico (con Shields), in grado di guadagnare davvero un vantaggio in palleggio e arrivare al ferro. Con l’aumento della sicurezza, della conoscenza dei compagni, della fiducia reciproca, non sappiamo cosa il numero 2 possa diventare. 

Bene da proteggere, come detto. Così come Armoni Brooks. Che alla faccia della doppia identità Italia-Europa, mette in fila la seconda prestazione in doppia cifra in EuroLeague. La mano c’è, la personalità anche, deve crescere a livello difensivo.

E qui arriviamo alla nota dolente, la difesa. Si lavora sicuramente, si cresce poco. Cambiare spesso gli uomini non aiuta, al tempo stesso hai perso i due migliori difensori della squadra, Nebo e Bolmaro. 

Ci vuole pazienza, ma ci vogliono passi avanti sostanziali e rapidi. Anche solo per prendere la giusta posizione a rimbalzo e innescare la transizione, come sostenuto da Messina. Ma, secondo noi, c’è un Nikola Mirotic da proteggere. Un simile talento deve aver la possibilità di avere maggior lucidità in attacco. Da apprezzare la sua predisposizione difensiva, però lì si perdono energie. 

Chiudiamo con Neno, 11 punti in 11’. E’ il -7 di plus/minus che oggi lo rende difficile da sostenere senza Leandro. E Shields. 4 punti in 26’, ma tornando a dare una mano dietro e smazzando 5 assist. C’è bisogno della sua vecchia versione per volare. La predisposizione, anche in questo caso, pare esserci. Ma lo vedremo quando la condizione tornerà ottima.

9 thoughts on “Olimpia Milano post Maccabi | Una squadra difficile da giudicare. Ma che sorride

  1. Il tema Shields è caldissimo, quindi torniamoci.

    Partiamo dal fatto che in molte partite l’uomo risolutore dei finali è ed è stato lui. Dal fatto che quando i giochi si rompono, lui è quello che può risolvere, forse l’unico.
    Questi sono i suoi pregi.
    Poi, come avrebbe dimostrato ieri, è capace anche di giocare per la squadra, se la squadra gioca, si muove, si smarca, gli toglie pressione da addosso.
    Se gli toglie la necessità di trovare il varco palleggiando fino all’esaurimento del tempo.
    Perché non credo gli dispiacerebbe. Sarebbe comunque sempre in doppia cifra, perché è uno molto economico nei suoi possessi, nel senso che spreca pochissimo, ha buon tiro da 2 e da 3, arriva al ferro se vuole.
    Un talento e un cuore competitivo.

    Però certo, gli devi andare incontro.
    E, tanto per essere chiari, in questa squadra non c’è un vero cambio per lui, un vero peccato oltre che un errore grave di valutazione. E, per essere ancora più chiari, farlo giocare da guardia è uno spreco e un piccolo crimine.
    Soprattutto ora che con Brooks e Bolmaro e Tonut le guardie le hai, e i due play senza essere eccellenze assolute, possono condurre la squadra ognuno a modo suo e con profitto, a seconda delle circostanze, perché hanno qualità.
    Stai pensando a Caseur, lo so. Ha trovato qualcosa, vero, ma quando le ali piccole saranno le vere ali piccole che ci sono in questo campionato, mi restano molti dubbi. Moltissimi.
    Senza contare che Ricci impiegato da 4, potrebbe fare di più dei 4 falli in pochi minuti di ieri e delle prove scialbe ultimamente in un ruolo che proprio non è il suo.

    E devi andare incontro a Mirotic.
    L’ho già detto, i suoi 20 minuti possono essere cristallini e devastanti, ma devono essere 20 e non più.
    È così che gli vai incontro. Ricci e Zach possono fare il suo benissimo negli altri 20.
    È solo un ultimo piccolo sforzo dalla panchina di rinunciare ad aggrapparsi ai nomi nei momenti di difficoltà, e ancorarsi invece ai giocatori.
    Perché ci sono.

    1. Parto da questa ultima affermazione che condivido per chiedere: se i giocatori ci sono e se si riuscirà a metterli in campo tutti o quasi la narrazione che la squadra è stata costruita male non è veritiera anche se a furia di dirlo molti si convincono.
      Abbiamo i play (Nedo, Mannion, Caseur), abbiamo le guardie (Brooks, Bolmaro, Tonut), abbiamo le ali forti (Mirotic, Leday, Ricci) e i centri (Nebo, Diop e Gillespie). Sul 3 rimane una criticità se si vuole puntare in alto.

      Tutto sommato una campagna acquisti con più luci che ombre ed ora con le ultime 4 vittorie su 5 abbiamo anche una identità più definita che permette ai giocatori di essere più focalizzati e non andare in apnea.
      Certo, anche ieri aspettavo il blackout ma non c’è stato. Perché deve essere un caso e non invece il risultato di un processo che sta dando risultati?

      Tutto questo è merito del gruppo completo che non si è sciolto ma ha dato risposte. Quindi bravi e direi noi tifosi rilassiamoci un po’

      1. Noi siamo qui a guardare le partite, a tifare, a vedere del buono se del buono c’è, caro Iellini.
        Di questo scrivo.

        Per tutto il tempo che non ho visto niente di buono, anzi sprechi scoraggianti, l’ho scritto e ho anche sfogato il mio malumore che a me sembra legittimo, negli ultimi due anni.
        Ieri contro Maccabi non soltanto si è vinto e vinto bene, ma sembra di aver visto tante cose che hanno reso possibile la vittoria e che non mi sembrano transitorie.

        La capacità di lottare con cuore e spirito per tutta la partita – circostanza che senza augurare altre sconfitte, nel caso le renderebbe però più digeribili.
        Un gioco più aperto e vario, con circolazione di palla efficiente, e movimenti senza palla – iconico di questa novità, secondo me, lo schiaffo pallavolista di Shields verso Zach in angolo con 3 punti.
        Una difesa che non dico che smetta, ma che cerca di fare altro che il cambio sistematico.
        Un allenatore che evidentemente lascia mano libera all’estro di Mannion – (avrà consultato il Poz??? 🙄) – e che gli perdona 3 imprenscindibili cazzate pronti via…
        Un’aria diversa.

        Sono elementi di sostanza secondo me, che possono portare risultati.
        Non è che non fossero lì, perché parliamo di uomini, ma purtroppo non venivano usati.
        Io l’ho detto e non penso di essermi sbagliato quando lo dicevo.
        Adesso sarei stupido e dimostrerei poca conoscenza se non mi accorgessi dei cambiamenti.
        E non è solo il risultato, ma la prestazione.

  2. Sicuramente dobbiamo crescere in difesa

    Ma la crescita passerà anche dal rientro di Bolmaro e Nebo

    Oltre che dalla disponibilità di tutti a difendere di squadra e mi pare che i segnali ci siano

    Anche perché la squadra pare molto a suo agio a giocare in transizione

    E lo puoi fare con efficacia se recuperi palla

    Believe

  3. Certamente abbiamo incontrato una squadra un po soft, per cui non abbiamo pagato dazio quando è arrivato il momento di down

    Un rapido excursus su i nostri “piccoli”: un elogio a Causeur, che, alla faccia dei quasi 40 sta ancora benissimo in campo, devo dire anche sorprendentemente, gli effetti di una carriera prestigiosa si vedono tutti; Dimitrijevic se attacca subito seguendo il suo istinto, come ieri ha fatto, giustifica il suo ingaggio, per lui più sta con la palla in mano e peggio è, ieri sera devo dire mi ha gasato; Mannion, seppur non sempre in controllo col corpo, è IL più play che abbiamo, per lui tanti assist, cambi di ritmo e, con la fiducia, arrivano anche punti

    Ieri un buon rientro di Shields, con pochi palleggi, poca palla in mano, ci sono altri ⬆️⬆️ “pagati” per questo

  4. Ho una crisi di astinenza: non ho ancora letto una critica a Messina.
    Allora:
    neanche ieri ha chiamato il time-out dal +12 al +4 e palla a loro. Sveglia.
    Non ho capito Shields in campo nei minuti finali.
    Però, a fine partita ha capito che avevamo vinto ed è andato subito a stringere la mano a Kattash. Bravo.
    P.S.
    Flaccadori lo si poteva mandare in Islanda.

  5. Su Mannion attenderei a fare proclami. Sicuramente ieri, pur partendo male, ha fatto una gara più che buona e la squadra lo asseconda.
    Potendo, Mirotic lo farei riposare quasi sempre, in lba, scalando Ricci nel ruolo di 4, che poi è il suo.
    Da valutare poi il possibile apporto di Tonut. È un po’ appannato ma secondo me può fare bene, dando minuti di qualità. Brooks deve ancora adattarsi al gioco europeo e si vede perché fa ancora falli ingenui. Certo ha tiro.
    Vedremo ora se la continuità, invocata dal coach, ci sarà anche in lba.

  6. I problemi aiutano a trovare soluzioni. L’assenza di Shields ha paradossalmente e necessariamente reso il gioco piu’ fluido, sta a lui e al coach ora sfruttare le proprie qualità quando serve e nel contempo adattarsi all’apparentemente trovato miglior amalgama di squadra evitando i 5 / 8 secondi con palla in mano. Per Mirotic la cosa da fare a mio parere è una sua gestione piu’ oculata, sta dando molto anche a rimbalzo ed in difesa ma chiaramente arriva stanco negli ultimi 15 minuti, deve avere minutaggio minore nei primi 20. Nemo è un potenziale fuoriclasse, deve migliorare qualcosa dietro ma a questo servirebbero i coach e gli staff ma offensivamente è un potenziale top. Poi deve avere anche lui l’umilta’ di volersi migliorare e di non pensare di essere il migliore. La concorrenza con Mannion a mio parere è ottima in questa fase delle sua carriera.

  7. Concordo con l’analisi di Maggi, serena ma prudente. Effettivamente questa squadra non abbiamo ancora capito cosa sia.
    Vorrei aggiungere due considerazioni.

    La prima sulla difesa. Mi pare di aver visto qualche miglioramento, forse favorito dalla relativa modestia dell’avversario. In ogni caso ho visto un centro area più presidiato (spesso da Mirotic che ha finito per fare pentole e coperchi) e molto più “sostegno vocale reciproco“, chiamiamolo così, nel senso che, per la prima volta si sono parlati e chiamati cambi e movimenti.

    La seconda su Mannion. Visto le gambe che si ritrova e la capacità di costruire gioco per se’ e per gli altri in penetrazione, spero che gli vengano allentate le briglie sul collo e venga lasciato libero di seguire istinto e senso del gioco che sono tra le sue migliori qualità. Troppe volte mi pare che gli si chieda il compitino: portar su palla e iniziare i giochi, punto. In questo modo, come in realtà è già successo con questo allenatore con molti altri giocatori, si finirebbe per vedere in campo l’ulteriore scolaretto senza personalità e snaturato delle sue qualità migliori.

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