NBA Europe, l’Insider USA fa cinque nomi. Non Milano

Alessandro Maggi 6

NBA Europe prende piede, al momento solo a livello mediatico. L’insider USA fa i nomi dei primi club pronti a fare il grande salto

NBA Europe prende piede, al momento solo a livello mediatico. L’insider USA fa i nomi dei primi club pronti a fare il grande salto. E non c’è Olimpia Milano. 

Evan Sidery parla di Real Madrid, Barcellona e Fenerbahce. Le due spagnole, non è un mistero, sono da tempo dissidenti dopo la fine dell’era Bertomeu.

Quindi vengono citate due potenziali polisportive, ovvero Manchester City e PSG. Olimpia Milano, anzi Milano con coinvolgimento di Red Bird (proprietario del Milan), erano stati citati in estate da Bill Simmons, firma di The Athletic.


Conoscendo i “nostri polli”, nella giornata di ieri ne avevamo parlato in questo video.

6 thoughts on “NBA Europe, l’Insider USA fa cinque nomi. Non Milano

  1. Se dovrà diventare uno “spettacolo” simil ennebia, io ne faccio anche a meno. Parere personalissimo, che evidentemente scatenerà le invettive di quelli che “ne capiscono” Prego, accomodarsi.

  2. Condivido.
    L’altro giorno mi figlio mi ha detto che hanno introdotto la regola che i tiri scoccati da dietro la metà campo negli ultimi 5 secondi dei quarti non conteranno più nelle statistiche personali.
    Motivo: molti giocatori si rifiutavano di tirare per non abbassare le proprie statistiche, perchè poi con quelle vai negoziare il contratto a fine stagione.
    Vincere, competere, che è quello che piace al tifoso, laggù o lassù è diventato un obiettivo secondario.

  3. @elbroster = ho guardato nba fino metà anni 90, poi smesso. fanno uno sport molto simile alla pallacanestro ma altra roba, con altre regole (alcune ridicole). solo show di fisici che zompano e fanno tiro al bersaglio da 9/10 metri……bleah

  4. Io non mi capacito di come non si possa apprezzare la NBA, sono semplicemente i migliori al mondo, i playoff sono spettacolo allo stato puro e c’è un’intensità impareggiabile, definirlo similbasket o roba del genere è assolutamente offensivo verso chi lo pratica e chi lo segue e sicuramente non può essere un giudizio obiettivo.

    Detto ciò può piacere o meno, le opinioni vanno rispettate, sicuramente ci sono alcuni aspetti che andrebbero rivisti (come in Europa per altro) però magari dare un’ occhiata prima di giudicare sarebbe consigliato

    1. Marco non so quanti anni hai.
      Io ne ho 57, e ho visto le prime parite della NBA con il mitico Dan su Italia 1 alle 14.00 del Sabato,
      e l’ho seguita fino ai tempi di Kobe e Shaq.
      Diciamo che ho seguito 35 stagioni.
      Oggi è diventata un’altra cosa, può piacere o meno, ma è un’altra cosa non rispetto al basket ma all’NBA stessa.
      Sarà un giudizio banale, ma i troppi soldi hanno rovinato l’NBA.
      Tutto è in funzione del contratto, anche quante partite giocare , per preservarsi, per non rischiare un’infortunio.
      Eppure le partite sono sempre 82, e l’intensità non è certo aumentata, ne gli scontri fisici.
      Ho rivisto poco fa un serie sui Celtics, la puntata era sulla schiena di Larry Bird, … nessuno oggi rischia di farsi male per vincere una parita di RS, e forse neanche di PO.
      Basta vedere l’All Star Game, una volta era una vera sfida, oggi è una pagliacciata.
      Infine penso che il + vincente di tutti, Bill Russel, oggi non giocherebbe in NBA.

      1. Ciao Luca, guarda l’NBA è sicuramente cambiata, ma lo stesso discorso vale per l’Euroleague che non ha più nulla a che vedere con la vecchia coppa campioni, è semplicemente l’evoluzione del basket e degli sport in generale. Bill Russell non so se giocherebbe oggi in NBA, non sono in grado di dirlo, però dovrebbe sicuramente giocare in un modo differente, ma sarebbe obbligato a farlo anche fuori di un contesto Usa.

        Non sono assolutamente d’accordo sull’intensità, guardati una partita dei playoff noterai che livello di fisicità ci mettono, in attacco ed in difesa, chiaramente con un livello atletico e fisico inarrivabile, però con notevole competenze tecniche, che purtroppo troppo spesso passano in secondo piano.
        La scorsa stagione per altro c’è stato un notevole numero di infortuni (difatti è uno dei temi caldi) e top player come Tatum, Lillard e Haliburton ne sono l’esempio più lampante.

        Sono d’accordo con te invece sull’All star game, partite finite 200-190 dove i giocatori schiacciano in campo aperto mentre gli altri guardano è una assoluta pagliaccia. La lega però se n’è accorta e da questa stagione cambierà il format che vedrà schierato una sorta di team USA vs. Resto del mondo, vedremo, però anche questo è un segnale di una lega viva ed in evoluzione.

        Poi come scrivevo può piacere o no però credo che per esprimere un giudizio ci vorrebbe anche un minimo di conoscenza (non mi riferisco direttamente a te) senza scadere in luoghi comuni.

        Buona giornata

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