
Lorenzo Brown visto da Israele. Anzi, da Tel Aviv. ROM ne ha parlato con Arel Ginsber, stimato giornalista israeliano ed esperto di mercato. Tre domande secche per conoscere meglio il nuovo playmaker dell’Olimpia Milano.
Lorenzo Brown è stato un giocatore chiave nella recente storia del Maccabi, tanto da firmare un contratto fino al 2026. Quale pensi sia stato il suo impatto in giallo?
«Credo che la maggior parte dei tifosi del Maccabi sia d’accordo: la stagione 2022-23 è stata la stagione di Lorenzo Brown, mentre quella successiva ha visto protagonista soprattutto Wade Baldwin. Avendo seguito ogni singola partita giocata da Brown con il Maccabi, posso affermare senza esitazione che la sua inclusione nel Primo Quintetto All-EuroLeague fosse assolutamente meritata. Il suo impatto è stato semplicemente straordinario. I tifosi cercavano da anni un vero leader nel ruolo di playmaker, e Brown era perfetto per quel compito. Secondo me, è stata la miglior stagione della sua carriera. Al di là delle statistiche, a fare la differenza sono stati la sua leadership e la capacità di elevare il livello dei compagni. Ha dato stabilità, fiducia e un gioco d’élite, sera dopo sera».
Ti saresti mai aspettato tutte le difficoltà vissute al Panathinaikos nell’ultima annata?
«Ricordo che l’estate scorsa molti tifosi del Pana mi chiesero come pensavo si sarebbe inserito Brown nella loro squadra. Risposi a tutti la stessa cosa: credevo che alla lunga sarebbe stato un matrimonio poco felice per entrambe le parti. Alla fine della stagione 2023-24 era evidente: Brown era in difficoltà e il suo impatto era calato. Fin dall’inizio avevo sottolineato che inserirlo in un backcourt già ricco di guardie forti sarebbe stato un errore. Brown è un leader naturale, ha bisogno della palla in mano. I problemi erano prevedibili. Detto questo, non credo che la colpa sia tutta sua: semplicemente, non è mai stata la situazione giusta».
Che impatto potrà avere ora in Olimpia Milano?
«Credo che Milano abbia fatto una mossa molto interessante. Avevano bisogno di un giocatore nel backcourt che portasse leadership e migliorasse i compagni grazie alla sua visione e al suo playmaking. Sembra che stavolta avrà un ruolo più definito, e questo potrà aiutarlo a esprimersi meglio. Detto ciò, i tifosi non devono aspettarsi il Brown del 2022-23, né forse quello del 2023-24. Il tempo passa per tutti, e credo che il meglio della sua carriera sia alle spalle. Tuttavia, sono certo che giocherà molto meglio dell’ultima stagione. Porterà quella leadership e quel playmaking che possono fare la differenza. Sono davvero entusiasta di vederlo a Milano. Per me resta una leggenda, e avrà sempre il mio rispetto per ciò che ha fatto in Israele».
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Ma alla fine chi avremmo potuto realisticamente portare a Milano tra quelli che erano sul mercato?
Non certo Maledon,accasatosi velocemente in un top club come il Real.
T.J. manco a parlarne ,con una offerta del Pana in mano sarebbe stato da ricovero immediato non avesse accettato al volo.
Darius è oramai acclarato che lo vedremo sempre e solo come avversario.
Su Carsen avremmo potuto e soprattutto “dovuto” puntare molto più forte ,difficile accettare serenamente di vederlo andare a Bologna.
Vildoza,buon play ma non da primo quintetto e pure in fase nettamente calante.
Su Lorenzo conservo molti dubbi a partire dall’età avanzata,auguriamoci solo che resti in buona salute e che abbia adeguato supporto da Elis e Mannion altrimenti sarà molto dura per lui se sarà spremuto come un limone pure in LBA.
A me non entusiasma particolarmente il suo arrivo ma se era il massimo a cui potevamo aspirare ce lo faremo bastare.
Se poi tornasse per miracolo quello visto al Maccabi ovviamente tanto meglio