Lorenzo Brown si prende il volante. Il suo posto, e il suo valore, in Olimpia Milano

Alessandro Maggi 2

«Guidare la squadra, e vincere». Poche parole identificano la missione di Lorenzo Brown. Le dice lui stesso

Lorenzo Brown

«Guidare la squadra, e vincere». Poche parole identificano la missione di Lorenzo Brown. Le dice lui stesso, non sappiamo quanto filtrato o rimodulato dalla comunicazione del club, come a prendersi subito sulle spalle una responsabilità.

«Guidare» è parola cara, soprattutto nell’amarezza di un ruolo che oltre il Chacho poco ha avuto in questi sei anni. «Autista del pullman» doveva essere Shelvin Mack, Kevin Pangos invece «non era il pilota adatto».

Ora le chiavi passano in mano a Lorenzo Brown, mentre Neno Dimitrijevic cerca casa altrove e Leandro Bolmaro, forse, tanto la palla in mano non l’avrà più. «L’obiettivo in EuroLeague è arrivare ai playoff e poi guardare oltre. La stagione comincia ad agosto, ma non per me, per me la preparazione inizia adesso».

Non potrebbe essere altrimenti. Tra 15 giorni sarà a Madrid per il raduno della nazionale spagnola in vista di Eurobasket 2025, il 5 agosto affronterà il Portogallo in amichevole a Malaga e il 7 la Repubblica Ceca.

Dei 15 chiamati da Sergio Scariolo è uno degli 8 campioni d’Europa in carica, per una selezione che ha perso da tempo le stelle Sergio Rodriguez, Sergio Llull o Ricky Rubio, la sua presenza sarà essenziale.

E allora partiamo da qui. Lorenzo Brown avrà 35 anni il 26 agosto, ma quando sei essenziale per “La Familia” più vincente del basket europeo, qualcosa vorrà pur dire.

A Tel Aviv si è per un certo periodo sussurrato dei suoi problemi alla schiena, tuttavia la stagione con meno presenze in EuroLeague è stata quella in Russia nel 2021-2022 (24), nelle ultime tre stagioni non è mai stato assente, e in tutto ha disputato 61 partite nel 2023-2024 a Tel Aviv e 61 nel 2024-2025 ad Atene. 

Ha gli anni del Chacho quando guidò l’Olimpia Milano ai playoff di EuroLeague e al primo scudetto dell’era Messina, nel 2023 è stato quinto marcatore di EuroLeague, nel 2024 ha guidato il Maccabi Tel Aviv sino alla serie playoff con il Panathinaikos, quella influenzata dalle porcate comunicative di Ergin Ataman.

Josh Nebo ha un grande ricordo di lui, non a caso ne ha festeggiato l’arrivo su Instagram. E’ stato in fondo l’innesco della sua stagione più brillante, quella prima dei tanti infortuni in biancorosso. 

La leggenda narra che Ettore Messina se ne innamorò il 5 dicembre 2019, quando Lorenzo Brown produsse 21 punti e 7 assist nel successo della Stelal Rossa per 77-67 al Forum. Cercò l’assalto allora, in estate andò però al Fenerbahce, uno dei due “fallimenti” della sua carriera con il Panathinaikos.

Per lui le cose non hanno funzionato con Igor Kokoskov e Ergin Ataman. Il coach serbo, appena subentrato in estate a Zeljko Obradovic, preferì lasciare il comando del gioco a Nando De Colo e Marko Guduric (che ritrova), relegandolo a second handler. Quello che, per intenderci, ha spinto Darius Thompson a lasciare l’Efes.

Ergin Ataman lo ha subito panchinato ad ottobre, trovando difficoltà nella coesistenza in campo con Kostas Sloukas. Il tecnico turco ha spesso parlato di impegno e durezza, la realtà è che fu un acquisto errato, visto che con i Nunn e lo stesso “dio greco” serviva un equilibratore come Jerian Grant.

Sei anni dopo quell’innamoramento, insomma, Ettore Messina ha chiuso il cerchio con Lorenzo Brown. Le visite mediche sono state approfondite, le garanzie non mancano. La missione è importante e pressante, dopo tanti fallimenti nel ruolo, e una stagione senza titoli. 

Lorenzo Brown è un regista puro, quasi vecchio stile, abile nella lettura del p&r, nel cambiare ritmo palla in mano. Sa creare per sè, anche fuori ritmo, coinvolge i compagni, sfrutta come pochi il centro in rollata verso il ferro. Lui cerca vie aeree sopra il ferro.

Non è più nel “prime” della sua carriera, ma come detto un anno fa di questi tempi firmava un contratto milionario in Grecia dopo aver trascinato (con Baldwin e Nebo), il Maccabi ad un soffio dalle Final Four. 

Al suo fianco avrà un altro creatore come Marko Guduric, il secondo handler di talento che mancava dai tempi di Kevin Punter. Dietro dovrà aiutare a svilupparsi un classe 2000, Leandro Bolmaro, un 2001, Nico Mannion, e un 2003, Quinn Ellis. 

Leader e esempio, lo può fare. Magari giocando poco in LBA, e tanto (a Tel Aviv nel 2023-2024 stava in campo 29.7’ di media) in EuroLeague. Il pubblico lo attende, qualcuno con entusiasmo, qualcuno con scetticismo. Una cosa è certa, al Forum si torneranno a vedere pennellate che mancavano dal primo scudetto dell’era Messina.

2 thoughts on “Lorenzo Brown si prende il volante. Il suo posto, e il suo valore, in Olimpia Milano

  1. Credo sia necessario mettere un po’ di ordine in questo coacervo di opinioni e dati compressi in un unico articolo,qui si spazia dall’alfa all’omega quando bastava molto meno per cercare di far capire qualcosa di più su questo atleta.

    Che sia stato un discreto giocatore da Eurolega lo dicono i numeri,non un top assoluto certamente,diversamente starebbe ancora ad Atene oppure in un’altra big.

    Pure il fatto di giocare in nazionale spagnola dice poco e niente visto lo zero assoluto che il vivaio iberico ha fornito nel ruolo negli ultimi anni.

    Il problema ,lo stesso del grande Sergio,e’ che arriva purtroppo al tramonto della sua lunga carriera per di più dopo un periodo piuttosto appannato ad Atene dove era finito definitivamente in fondo alle rotazioni per suoi evidenti limiti e responsabilità piu’ che per ipotetiche “colpe” del miglior tecnico attualmente in servizio in Europa.

    Sarebbe da illusi aspettarsi da lui le prestazioni fornite a Kazan o meglio ancora al Maccabi,dove formava una coppia formidabile con Baldwin,certamente saprà fare la sua parte ma descriverlo come colui che ci porterà dalle stalle alle stelle con un colpo di bacchetta magica pare quasi una barzelletta da serata in trattoria tra amici.

    A me pare invece un discreto azzardo aver messo in tasca un biennale garantito da circa 2,5 mil. di euro al signor Lorenzo,personalmente avrei puntato più forte su altri prospetti più giovani (magari pure con passaporto italiano), ma,soldi a parte,probabilmente non tutti evidentemente gradiscono venire a Milano e su questo ben poco si può fare.

    Auguriamoci piuttosto che la sua presenza sia un esempio vivente al quale Ellis e Mannion potranno fare riferimento quotidianamente per diventare un giorno atleti di buon livello in Eurolega,questo sarebbe già stato un più che valido motivo per averlo portato in biancorosso.
    Quanto al resto io aspetterei invece i primi responsi del campo prima di esprimere un giudizio compiuto su di lui,soprattutto ricordando quanto successo di disastroso negli ultimi anni

    In ultimo due righe su Ataman evidentemente non troppo amato dal signor Maggi.
    Ricordo benissimo quella serie tra Pana e Maccabi con i greci spalle al muro sul 2 a 1 e quarta partita in casa del Maccabi.
    Gabellare le “ porcate comunicative” di Ataman come una delle causa scatenanti la sconfitta finale del Maccabi mi pare un’uscita degna del miglior Napiero Guazzoni non certo una corretta ricostruzione di quanto si e’ visto in campo.

  2. Grazie per avere rinunciato anche oggi a 5 minuti extra a guardare i cantieri per usare come di consueto il quintuplo delle parole necessarie a dimostrare che non hai assolutamente nulla da dire in merito a qualunque cosa su cui commenti. Non un’analisi, un’intuizione, una curiosità. Quel tipico tono “nonnista” di chi è vecchio (dentro in primis) e quindi come tale si sente in obbligo di criticare a priori qualsiasi giocatore non stia al livello dell’eccellenza assoluta, come se fare mercato in Europa non equivalesse a provare a firmare gli scarti dei 7/8 super team che possono permettersi qualunque escamotage e porcheria gestionale. Interessante anche denotare come tu sia talmente sicuro delle tue stesse idee che ti sei ben guardato dall’indicare mezzo nome su cui avresti puntato. Lo farai come sempre a stagione conclusa, riuscendo a inanellare idiozie e strafalcioni anche davanti ai fatti compiuti. Probabilmente l’utente più deficiente -in senso letterale- mai letto su questi schermi. E ce ne vuole, visto il livello di disagio incarnato dai bene informati. Del resto sei uno che mette subito le cose in chiaro, come nickname hai addirittura scelto di impersonificare una società sportiva, non bastava un nomignolo, dovevi proprio fugare ogni dubbio sul fatto di essere un vecchio rincoglionito. Si scherza eh (forse).

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