Pagina 2: Williams-Goss, TJ Shorts e Wilbekin
Nigel Williams-Goss ha firmato il contratto più importante della sua carriera con lo Zalgiris Kaunas, che gli consegna le chiavi della squadra lituana.
Il colpo dell’estate, però, al momento si chiama TJ Shorts. Ha firmato un biennale milionario con il Panathinaikos, rendendo di fatto inutile la permanenza di Lorenzo Brown e modificando gli equilibri Eurolega in cabina di regia.
Anche Scottie Wilbekin ha preso una decisione importante, rinnovando con il Fenerbahce dopo una stagione passata più fuori che dentro il campo. Una mossa preziosa per i campioni d’Europa.
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Micic Guduric sarebbe una coppia da rinnovare i fasti di quella di Ataman, se ci fosse Ataman a guidarla…
Bisogna sfatare due leggende, secondo me.
La prima: quella che dice che noi “non ci possiamo permettere” di spendere di più.
Un imprenditore accorto e abile come Armani, secondo me si rende perfettamente conto che spendere 40M per stare fuori dall’Europa, o spenderne 55 per starci dentro, non fa veramente differenza, ai suoi livelli e per le sue capacità di spesa – visto che lui e la sua azienda Olimpia si sono sempre dichiarati ambiziosi in Europa, e del resto 40M parlano di ambizione.
Proprio perché è un imprenditore abile e accorto, Armani ovviamente ha finito per porre dei limiti di spesa a Messina, visti gli scarsi risultati ottenuti e la gestione opinabile condotta finora.
Quindi il limite di spesa che di fatto probabilmente è reale, non è un limite assoluto, ma forse è un limite imposto a questa gestione. Forse giustamente…
Non avendo conoscenze solide in ambito basket, è comprensibile che loro non riescano a trovare un sostituto di cui fidarsi e al quale affidare una nuova Olimpia piena di ambizioni e ricca di portafoglio, e quindi sono ancora costretti ad affidarsi a Messina, che in quel mondo è un boss indiscusso.
La seconda leggenda si collega alla prima.
Quella del possibile allenatore futuro.
Perché Poeta è chiaramente figlio di un’ammissione di mediocrità nella quale Messina ci ha relegati, per esempio e non soltanto, facendoci giocare per la differenza punti, invece di puntare alla vittoria, come ricordiamo tutti – oltre che ovviamente per i risultati troppo mediocri ottenuti e per le troppe sconfitte da record negativo registrate.
Niente contro il buon Peppe, ma una squadra di ambizioni europee, come potrebbe essere Milano con una dirigenza seria e un budget adeguato, certamente non può servirsi di un novizio della panchina, che al suo attivo ha soltanto una finale italiana, ottenuta in un anno in cui tutte le sue rivali più qualificate, Bologna, Milano, Trento, erano nell’altro girone.
Perdendo poi la finale senza resistenza.
Ora: in campo italiano e per il potere mediatico di Messina, si può fare passare quella finale di Brescia per un grandissimo risultato, ma i dubbi sull’esperienza dell’allenatore, per chi guarda con un senso sano della realtà, restano tanti. Forse tantissimi.
Sì Armani facce sogna’, dacce Micic!
Palmasco sa tutto !!! Sa che per Armani spendere 55 o 40 è uguale (è stato il suo commercialista), sa che Armani ha posto dei limiti a Messina (c’era quando se lo sono detti), sa che Armani non capisce molto di basket (ci ha parlato mentre erano in pizzeria insieme). Sa tutto !!!
Quante cose sa Palmasco!!!
Ma scusa tu che squadra hai allenato? Sembri, a naso, seguendo quello che scrivi, un classico guru da tastiera.