Ataman contro Messina, e non solo. Panathinaikos, i numeri preoccupano

Alessandro Maggi

Olimpia Milano pronta alla battaglia di Oaka, e se la differenza la fanno anche le circostanze in cui si incontrano gli avversari più forti, il momento resta propizio

Ataman Messina Panathinaikos

Olimpia Milano pronta alla battaglia di Oaka, e se la differenza la fanno anche le circostanze in cui si incontrano gli avversari più forti, il momento resta propizio.

Il Panathinaikos campione d’Europa ha vinto una delle ultime cinque gare, e dopo il 93-67 di Istanbul il patron Giannakopoulos ha richiamato il rientro in pullman del 2017.

E’ andata diversamente, ma certo oggi le pressioni saranno tutte sui padroni di casa, per quanto in un palazzo che è un problema per qualsiasi avversario.

Torniamo al momento. L’Olimpia segna di media 4 punti in più dell’avversario e ne incassa tre. Nelle ultime cinque, il confronto è impietoso: 95.2 punti segnati per Milano contro 79 del Pana, 79 contro 89.6 per quanto riguarda quelli subiti. 

Non una differenza da poco. Cosa sta succedendo alla squadra di Ataman? Indubbiamente la perdita di Grigonis per infortunio ha il suo peso, e Lorenzo Brown fatica non poco ora che non ha una squadra in mano.

Stagione sotto le aspettative di Dinos Mitoglou, 13’ di media,  a fare la differenza Kendrick Nunn nonostante qualche espulsione di troppo, 18.4 punti, e Mathias Lessort, 14 e 7 ad allacciata di scarpe.

Sopra le aspettative Juancho Hernangomez dopo i problemi dello scorso anno. Con Johsn Nebo ai box, molto si può scrivere qui, visto che i greci hanno più centimetri, presenza e durezza: l’Olimpia potrà rispondere con la maggiore perimetralità di Zach LeDay (che da 3 tira oltre il 50% rispetto al meno del 30% in LBA, viaggia sopra ritmo) e Nikola Mirotic.

E poi ci sono gli esterni. Il Panathinaikos ha esperienza e leadership con Sloukas e Brown, talento, con Nunn (che non sarà al meglio, ma credibilmente nei 12), e fisicità, con l’ex Grant.

Milano invece ha freschezza con Mannion e Dimitrijevic (che però fatica da tempo), e organizzazione anche in difesa con Bolmaro. Occhio quindi a due giocatori che viaggiano a ritmi alterni, ma hanno tutto per vincere una partita di EuroLeague.

Parliamo di Shavon Shields da una parte, fisicamente superiore a tutti sugli esterni, e Cedi Osman, 5.4 punti e 2.2 rimbalzi, 12 contro l’Efes dopo gli 11’ complessivi con Barcellona e Partizan.

Chiudiamo con Ergin Ataman e Ettore Messina. Tre EuroLeague fresche da una parte, quattro “classiche” dall’altra. Due tecnici che si stimano, con il turco a considerare il coach biancorosso come maestro. Entrambi al momento sono afflitti dalla stessa carenza: la difesa. Vediamo chi troverà prima la soluzione.

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