Nikola Mirotic: Il mio terzo quarto? Del primo tempo non ero fiero, ma conta come finisci

Alessandro Maggi 4

Nikola Mirotic, stella e leader designato di Olimpia Milano, si racconta a Giulia Arturi su La Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi

Nikola Mirotic

Nikola Mirotic, stella e leader designato di Olimpia Milano, si racconta a Giulia Arturi su La Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi.

SUL GRANDE TERZO QUARTO DI SUPERCOPPA

«Sì, ma potrei dire qualcosa anche del mio primo tempo, di cui non vado molto fiero. Però non conta come inizi, ma come finisci. Non eravamo in una situazione facile, la squadra non aveva trovato ritmo. eravamo sotto di 16. Ma sapevo di dovermi prendere più responsabilità e salire di livello per avere una chance di vincere. Quando faccio bene, il merito è di tutti: dai compagni allo staff, sono loro che mi mettono nelle condizioni giuste. Ci sono dei giochi per me, e da quelle situazioni ritrovo fiducia»

SULLE SUE ESPERIENZE

«Sono gruppi di lavoro di grandissimo livello, con tanta storia alle spalle. Quando giochi in squadre importanti, ti devi aspettare che tutti scenderanno in campo per fare il grande colpo. Per me è stata una benedizione: in ogni passaggio della mia carriera ho imparato qualcosa e ho stretto veri rapporti di amicizia. A Milano sto vivendo momenti meravigliosi con la mia famiglia».

SUL VIA DELLA STAGIONE

«Senza dubbio. L’inizio del cammino in Eurolega, e in campionato, sarà molto importante, e per questo la vittoria della Supercoppa in termini di fiducia conta. Sappiamo bene che le stagioni sono imprevedibili. Bisogna sfruttare il momento per vincere delle partite sin da subito».

SULLA SQUADRA

«Dopo un successo, so per esperienza che il primo allenamento riesce un po’ meno bene. Ma abbiamo subito focalizzato il nostro mindset, cioè la mentalità: lavorare per continuare a vincere. Dobbiamo acquisire la consapevolezza nei nostri mezzi, sapere che è tutto nelle nostre mani».

4 thoughts on “Nikola Mirotic: Il mio terzo quarto? Del primo tempo non ero fiero, ma conta come finisci

  1. Si è dimenticato che ha finito in panca per (troppo presto) per raggiunto limite di falli……faccia Attenzione, è più utile che riesca a giocare i minuti decisivi finali, cosa che non è successa, l’ultimo quarto l’ha visto perlopiù spettatore…..

    1. È anche vero che senza il suo 5 fallo probabilmente Clyburn avrebbe fatto canestro e la partita sarebbe terminata lì.

      1. Non è mai il problema del singolo quinto fallo se finisci in panca tutto il 4/4, il problema è come amministri la tua situazione falli nel corso della partita

      2. più un fallo e un tecnico inesistenti .. ha ragione Fab che si debba maggiormente disciplinare e soprattutto non abboccare alle provocazioni avversarie, ma in quella partita diciamo che non erano solo sue responsabilità e il 5′ fallo è stato vincente alla fine ..

        Forza Olimpia

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