“Più freschi e profondi”. Stavropoulos svela anche il piano dei rientri da Manila

Alessandro Maggi 7

Christos Stavropoulos, GM di Olimpia Milano, è stato come di consueto gran cerimoniere delle presentazioni biancorosse. Ecco le sue parole

Christos Stavropoulos, GM di Olimpia Milano, è stato come di consueto gran cerimoniere delle presentazioni biancorosse allo Starhotels di Piazza Fontana. 

Il dirigente greco ha toccato vari argomenti, partendo dall’ingaggio dei due lunghi Alex Poythress e Ismael Kamagate: «Volevamo dare al reparto lunghi più profondità, più atletismo, più fisicità. Alex lo conosciamo tutti, ha giocato per tanti anni ad alto livello, ha vinto due titoli nazionali. Dall’altra parte Isma è un ragazzo giovane con grande potenzialità. Lo seguivamo da tempo, crediamo che lui possa crescere con noi e fare una bellissima carriera».

La sensazione è che possano essere elementi molto adatti al gioco di Pangos: «Quando costruisci la squadra guardi come sono gli accoppiamenti e come possano lavorare con la squadra. Kevin ha avuto la fortuna di giocare insieme ad Alex, ed è importante. Credo che questo darà un vantaggio a tutti e due per il resto della stagione».

In quanto a Kamagate, che sia per l’Olimpia una nuova via quella di puntare su giovani talenti? «Noi sempre stiamo attenti al mercato, lo scouting è costante. Kamagate lo avevamo già individuato tempo fa e credo che tutte le società debbano anche andare in questa direzione».

Tema anche la prima uscita stagione della squadra di Ettore Messina, mercoledì sera a Vigevano contro Derthona: «Non dimentichiamolo, stiamo lavorando solo da una settimana. Credo che tutti abbiamo visto dei buoni segnali. Ricordiamo che ci mancano ancora tanti giocatori. Il lavoro che dobbiamo fare è lavorare tutti insieme e attendere l’arrivo degli altri. La Supercoppa arriva molto presto per squadre come noi, però cercheremo di essere più pronti possibile». Il riferimento è alle avversario, Brescia e Derthona, radunatesi prima anche perché non toccate dalle regolamentazioni di EuroLeague, che impongono il ritiro a fine agosto.

Parlando di Supercoppa, un tema saranno proprio i giocatori di rientro da Manila. Ecco il piano: «Arriveranno domenica sera. Avranno una settimana di riposo, quindi non saranno dei nostri al Pireo. Poi rientreranno con un programma specifico, e valuteremo».

Parlando di EuroLeague, il play-in cambia non poco lo scenario: «Decisione presa nel board: crediamo che di 18 squadre solo 8 ai playoff fossero poche. Con il play-in diamo a due squadre in più la possibilità di lottare. Non credo cambi la strategia di una squadra, è solo un’occasione in più. Noi un anno fa abbiamo avuto problemi, ma fino alla fine abbiamo lottato. Con i play-in avremmo avuto una chance in più».

Quindi l’obiettivo si sposta sulle presentazioni di Caruso, Bortolani e Flaccadori: «Li abbiamo voluti per dare alla squadra freschezza e profondità. Come ha detto il coach, ma anche Mirotic, ci attendiamo che ci diano una mano in campionato e ad affrontare una stagione impegnativa in Europa. Diego è un giocatore già esperto. Willy è giovane ma con grandi potenzialità. Giordano è un ragazzo che viene dal nostro settore giovanile, questo ci rende orgogliosi. E’ anche un segnale per tutti i nostri ragazzi».

E tutti hanno vissuto un’esperienza all’estero: «E’ sempre un bagaglio importante per un giocatore. E’ utile per i ragazzi, e noi ne teniamo conto. E’ una certezza di adattamento. Abbiamo scelto ragazzi che possano darci freschezza, profondità. Il basket ormai è fisico, atletico e profondo. Questo si chiede a una squadra, e loro possono aiutarci in questo».

7 thoughts on ““Più freschi e profondi”. Stavropoulos svela anche il piano dei rientri da Manila

  1. Il potenziale in freschezza, talento e atletismo sembra esserci. Tutto dipenderà dalla gestione degli uomini. Visti i precedenti e le recenti dichiarazioni del coach sui pannolini, credo che poco cambierà. Spero davvero che Flaccadori, Bortolani, Kamagate, Tonut abbiano un po’ di spazio e continuità, che aiuta sempre un giocatore a dare il meglio.

  2. L’argomento mi sembra un po’ trito ormai. Introdurre giovani in un team è una sfida che tutti affrontano non solo in una squadra di basket ma anche in un normale lavoro.
    I giovani portano valore anche senza essere sul fronte principale. Lo valuti in allenamento nel caso dello sport, nelle interazioni con i colleghi in ufficio.
    A volte talenti permettenti diventano delle star a volte no, ma finché non le integri nel gruppo non puoi davvero saperlo. Io personalmente ho avuto molte bellissime sorprese ma anche amare delusioni di talenti alla fine incapaci di esprimere il loro potenziale quando sotto pressione. Chiamatelo pannolino o in un modo più edulcorato ma la sostanza non cambia.
    Se poi qualcuno ha la bacchetta magica per far diventare oro tutto quello che sembra luccicare, si faccia aventi.
    Io nel mio lavoro ho sempre trovato bellissimo è indispensabile provarci, ma anche dannatamente difficile e a volte frustrante.
    Olimpia ha il vantaggio di avere professori di livello (i cosiddetti “anziani”) molto più importanti per i giovani che Messina. Sarebbe interessante chiedere a loro quanti giovani passati da Olimpia in questi anni sono stati bruciati. Io non ne ricordo molti anche perché ce ne sono stati proprio pochi (Moretti? Alviti?…)

    1. Abbiamo capito, i messiniani difendono la “teoria del pannolino”, gli altri diranno che dipende da chi (Messina) non li sa far crescere…..tutto scontato: spero non vincano ne gli uni ne gli altri

  3. “Crediamo che di 18 squadre solo 8 ai playoff fossero poche”
    “Crediamo – siano”, caro il mio greco.

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