Un semplice giudizio sul roster Olimpia Milano: Shavon Shields

Fabio Cavagnera 9

Uno dei leader e delle stelle della squadra biancorossa è il protagonista della nostra analisi odierna

Tra pochi giorni si alzerà il sipario sulla stagione 2023/24 dell’Olimpia Milano, con l’inizio della preparazione agli ordini di Ettore Messina. Sin da subito ci sarà Shavon Shields, che ha rinnovato il contratto con il club biancorosso nei mesi scorsi, firmando fino al 2026, nei giorni del 30° scudetto.

Olimpia Milano roster | Cosa può dare Shavon Shields

Talento – Uno dei migliori giocatori di Eurolega, capace di costruire sia per una conclusione personale sia per i compagni di squadra, andando al ferro o da fuori. Un giocatore completo.

Clutch – Già parlato delle sue capacità realizzative, ci sono quelle di saper incidere nei momenti decisivi delle partite, come solo i giocatori più grandi sanno fare.

Difesa – Non solo attacco, ma un giocatore completo. Infatti, è un fattore importante sull’altro lato del campo, dove spesso se la vede con l’avversario più pericoloso.

Olimpia Milano roster | Le criticità per Shavon Shields

Infortuni – Dal punto di vista tecnico è difficile trovare delle problematiche in Shields, che purtroppo, però, nelle ultime stagioni è stato alle prese con lunghi stop per infortuni seri.

Handler – Se proprio vogliamo trovare un difetto tecnico, non è un grande portatore di palla, dove tende a perdere qualche pallone di troppo. Ma non è quello il suo ruolo.

9 thoughts on “Un semplice giudizio sul roster Olimpia Milano: Shavon Shields

  1. Peccato che non sia un handler, pensa che quintettone in un basket in cui tutti DEVONO sapere fare tutto: Shields, Mirotic, Melli, Voigtmann, Poythress!
    Un vero quintettone!
    😎

  2. Se lo regge il fisico ci aspetta una stagione di goduria prolungata ed io glielo auguro, perché Shavon ha scontato abbastanza sfortuna nelle ultime due stagioni.

    Il problema di Shields è che nel roster manca un suo sostituto nel ruolo 3.

    Se in caso ci sono due slot liberi per gli eventuali sostituti. Io avrei tenuto Cabarrot che, a parte qualche casino nei finali di gara, era uno dei pochi che prendeva iniziative coraggiose in un momento in cui la squadra proprio non girava.

    1. Saluto anch’io i cagnolini di Pavlov che ogni volta che scrivo qualcosa, dicono che li annoio per ripetitività, secondo loro; come se spingessi un bottone e loro latrano.
      Animaletti da laboratorio, privi d’iniziativa, soltanto reattivi con una propensione fascistella di ostacolare il pensiero libero e la sua libera espressione.

      Io dopo l’ultima stagione ho tutti i motivi per dubitare di Messina, e tutto il diritto di motivare la mia sfiducia, senza essere per questo insultato.
      Criticato sugli argomenti sempre, trollato invece no.

      E siccome per ogni volta che scrivo trovo un’angolazione diversa del mio dissenso per Messina, e sempre in tema col soggetto del post, direi che i cagnolini di Pavlov li lascio allegramente a soffocare nella loro bile.
      Arf arf!
      Su, su sulle zampette, saltare, saltare, cuccia.
      Cuccia.

      1. A volte.mi chiedo come tu non sia al posto di Messina e come possa essere possibile che in grande personaggio come Giorgio Armani si sia fatto scappare un allenatore della tua levatura, uno che ha la soluzione perfetta per tutto, che ha allenato squadra di alto livello sicuramente e che sa come si fa a vincere. Perlomeno questo traspare da quanto scrivi, se poi sei un coglionazzo qualunque che blatera a vanvera solo per testimoniare di essere in questo pianeta, ecco, allora si spiega il tuo sproloquio. Tanto le dovevo, saluti

      2. Sei sempre più’ saccentemente insopportabile,ti rendi conto che sei nessuno?
        Mi sembra te lo dicono in parecchi….

    2. Ma tu non hai scritto qualcosa, ma scritto una provocazione, quindi in questi casi è difficile argomentare.

      Prima scrivevi riflessioni più o meno condivisibili, ora molto spesso provocazioni…quindi che palle

  3. I saccenti si trovano ovunque: tra i parenti, tra gli amici, sul lavoro, frequentando un corso e in tanti altri contesti sociali. Loro sono lì, sempre pronti a elargire la propria sapienza, anche senza che glielo si chieda: sono i saccenti, coloro che pensano di sapere tutto meglio di chi hanno davanti e non si trattengono dal manifestare questa presunta superiorità con consigli non richiesti, sermoni compiaciuti, critiche salaci ed evidenziando che soltanto loro sanno che cosa è bene o male, utile o inutile, giusto o sbagliato.

    Identikit del saccente, ridicolo ma pericoloso

    Facciamo un esempio fra i tanti possibili: a pranzo o a cena insieme, se raccontiamo qualcosa di noi (una vacanza da programmare, una decisione difficile, un problema sul lavoro…), ci sentiremo dire dai saccenti che loro lo saprebbero fare meglio, che conoscono un posto migliore, che la scelta ottimale è un’altra. I saccenti “trasmettono” questo semplice messaggio: tu sbagli, tu non capisci, non hai fatto abbastanza, non hai scelto bene, non vai bene. I saccenti gesticolano in modo da valorizzarsi (indicano loro stessi, assumono posture da maestro, da capo o da padrone della situazione) e ti guardano come a dirti: sei sempre il solito inadatto. Ciò accade soprattutto se ci rivolgiamo a uno di loro per un aiuto (che, se viene dato, è accompagnato da critiche e “insegnamenti”) o per uno sfogo personale (che non viene accolto ma rispedito al mittente con tanto di predica sugli errori compiuti).

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