Pantaleo Dell’Orco, presidente di Olimpia Milano, è stato protagonista con Giorgio Armani nella lunga intervista concessa al Corriere della Sera. Ecco alcune sue dichiarazioni.
SULLE ARMI VINCENTI DELLO SCUDETTO
«La capacità di non arrendersi di fronte alle difficoltà, che ci sono state, e di volere la vittoria. Un forte senso di appartenenza e la fiducia nel lavoro svolto».
SU ETTORE MESSINA
«Sia io sia Giorgio, così come i giocatori e i suoi collaboratori, siamo coscienti che Ettore è molto esigente con gli altri, ma prima di tutto lo è con se stesso. Tutto quello che esprime è nell’interesse della squadra e della società. Il suo impegno è grandissimo, il carattere è sanguigno, ma genuino. Mi piace la dedizione totale al lavoro. E poi noi siamo una famiglia vera e nelle buone famiglie i difetti, se ci sono, diventano pregi».
SUL BASKET IN ITALIA
«È sottovalutato non solo dalla tv ma anche dai giornali. Quando andiamo in trasferta vedo arene esaurite dappertutto e grande entusiasmo. Quando siamo a Milano la gente mostra affetto, competenza e passione. Quest’anno abbiamo avuto 9.400 spettatori di media in Eurolega e quasi altrettanti in campionato, nei playoff abbiamo riempito il Forum praticamente sempre. Sono io, piuttosto, che chiedo a voi perché a tutto questo non venga dato uno spazio più ampio».

Leggo le sagge e chiare chiarissime parole di Dell’Orco. Mi sembra che risponda ai dubbi di molti.
Poi leggo i mille “commenti” del bannato e vedo la distanza abissale .
Il bannato è stato ribannato
Invece io leggo le tue mille cazzate e vedo la distanza abissale che c’è tra me e te…
Quindi, alla fine il Maalox1000 ha funzionato: a distanza di quasi due giorni hai digerito la nostra vittoria e la tua sconfitta, tornando a sporcare di slealtà le colonne di ROM
con i propri soldi ognuno fa quel che vuole, ma se davvero vanno via pangos mitrou long davies thomas e tonut la campagna acquisti e’ stata totalmente sbagliata e questo da un uomo come Messina non si può accettare, poi contenti loro…….certo che un’olimpia stabilmente in lizza per la vittoria in euroleague sarebbe un ottimo volano per il basket in generale.
Io quello che non capisco sono tre cose:
1) se lo accetta la società a te che te ne frega. Ci metti i soldi tu?
2) è possibile ipotizzare che gente come Armani e Dall’Orco che gestiscono vari brand e varie attività non solo nella moda abbiano abbastanza esperienza per fare delle scelte non dico giuste, termine che non significa nulla, ma oculate.
3 Ma hai/avete letto quello che da mesi e direi da anni dice e soprattutto fa questa società, ma non vi è chiaro il tratto distintivo che ha?
Quindi se si vuole ancora Armani e lo si ringrazia tutti i giorni per quello che fa per l’Olinpia e per la città di Milano si prende il pacchetto completo e si sta magari un po’ zitti …poi contenti loro …certo loro sono contenti ed alcuni tifosi di questo blog no. Vista da fuori è veramente da ridere….e non c’è nessun insulto ma solo la considerazione che le parole della società non vengono ne ascoltate, ne capite, ne accettate.
una seconda considerazione scusa non rivolta e te Luca.
Ho letto : ma io no tifo per il coach e neanche per Armani, io tipo per L’Olimpia.
Questo è un ragionamento che non sta in piedi, perchè quando tifi in quel preciso momento le tre cose sono la stessa cosa. Perchè L’Olimpia esiste perchè ci sono stati Borletti, Bognocelli, Rubini, Gamba, Peterson, Armani, Messina ed tanti altri. Non esiste il simbolo staccato dai sui professionisti imprenditori, presidenti, allenatori, giocatori.
Quindi è una grande idiozia quella frase. I tifosi nel 2023 tifano Olimpia/Armani/Messina che lo vogliano o no.
L’Olimpia è legata al proprietario, non a Messina, basta vedere quanti allenatori e dirigenti sono passati sotto la sua era.
Messina è solo l’ultimo della lista in ordine temporale.
Sei arrivato a 1.001 cazzate.
ma infatti ho detto con i soldi ognuno fa quel che vuole, io ho espresso un parere che vale nulla, siamo comunque ai discorsi di Galliani nel milan, sui tifosi evouti e non evoluti, Galliani che io vedrei bene come presidente ora che anche il monza passa di mano, io scrivo il meno possibile, in un altro post ho detto che c’e’ chi spesso arriva prima e capisce di più. io spesso arrivo dopo, quindi può benissimo essere che Armani e Dell’Orco che nella vita hanno fatto molto ma molto più di me arrivino prima a certe conclusioni, io però ripeto da messina mi aspetterei di più, perchè tutti quei giocatori messi insieme hanno un costo che poteva essere impiegato meglio, poi tu mi dirai che ti frega, nulla, scrivo su un blog, non ho mai contestato Armani, non ho fatto class action contro messina o attaccato manifesti offensivi, scrivo un mio parere su un blog semplicemente.
Esatto il punto cardine è proprio questo: da uno con l’altro esperienza e sopratutto con lo stipendio di Messina ti aspetti molto di più nelle scelte di mercato invece ogni anno ha collezionato 3/4 acquisti rivelatisi degli autentici flop.
Del resto i soldi come non sono nostri non lo sono neanche di Messina e questo è ancora peggio.
Intervento non polemico il mio, solo una puntualizzazione a meta’ fra le due posizioni. Ho avuto lavorativmente esperienze con proprietà’ sportive (non in Italia ammetto) incredibilmente lungimiranti nelle scelte dei loro business principali (non sportivi) che si sono poi rivelate in grandi difficoltà nel prendere decisioni “oculate” quando hanno incominciato a mettere i soldi e investire acquisendo controllo di teams sportivi. Non e’ necessario fare nomi ma hai un numero elevato di esempi da guardare in proposito. Non dico che questo necessariamente debba essere il caso Armani-Messina, ma la stessa proprietà’ ha avuto chiaramente difficoltà a scegliere oculatamente coaches e direttori sportivi in questi vent’anni circa di gestione (Pianigiani ad esempio, ma altri che si sono susseguiti in panchina e dietro la scrivania). Altre bandiere storiche Olimpia sono state allontanate o si sono tirate da parte quando le acque si sono fatte torbide. Ancora non una critica polemica ma un appunto per tenere una visione bilanciata. C’e’ poi il discorso del parlare ai media dopo una vittoria scudetto, importante per la società’ in quanto viene con una terza stella per cui qui tutti abbiamo festeggiato e gioito, inclusi vari critici di Messina che ho qui letto nel corso degli ultimi mesi. Quando ti esponi ai media in circostanze simili, da proprietario e’ tuo ruolo e responsabilità dare in ogni caso totale supporto al tuo dipendente/general manager, per motivi di stabilita’, equilibrio e direzione futura. Nell’intervista c’e’ un punto in cui dice “in famiglia anche i difetti, se ci sono diventano pregi”, e’ un’osservazione arguta e uno stile, che si può’ apprezzare per tanti versi. Non e’ l’unico stile e non necessariamente funziona sempre. Ti dico che in USA una frase del genere non avrebbe alcun senso, e molti club americani funzionano benissimo agendo in ottica opposto. Punto che faccio: le critiche a Messina sono state giustificate, non e’ perfetto e ha dimostrato lacune in varie circostanze, affondando in situazioni in cui molti altri sarebbero affondati e altri ne sarebbero usciti prima a meglio. Il fatto che alla proprietà’ piaccia il carattere, l’uomo e lo stile (che ammetto abbia dei pregi) non vuol dire che debba trovare tutti d’accordo. E critiche civili sono spesso costruttive. Culturalmente io rispetto l’individuo e il coach, ho disapprovato una lunga serie di scelte e sono infastidito da tifoso da certi atteggiamenti. Critico in quanto abbiamo tutti diritto di opinione, vittorie o sconfitte che siano. Poi Messina passera’ come tutti nel bene e nel male, lasciando del positivo e auspicabilmente battendo strada per costruire un club che abbia stabilita’ e capacita di sostenere le competizioni internazionali anche nel futuro fra 10-15 anni quando magari la proprietà’ Armani non ci sarà’ più. Perché’ auspicabilmente l’Olimpia Milano continua…
Esatto quel che conta è ormai l’Eurolega e li dove bisogna vincere o almeno competere. Del campionato italiano frega a pochi e i giornali lo hanno capito.
Purtroppo è una dura realtà il fatto che lo spazio sui media sia limitato da anni. Negli anni sessanta esettanta la Gazzetta pubblicava il lunedì tutti i tabellini delle partite di Serie A con i punteggi personali e il basket aveva un’intera pagina fissa, ma allora era il secondo sport dopo il calcio. Oggi è ampiamente sorpassato mediaticamente dal Volley che ha il vantaggio di essere compreso più facilmente dallo spettatore occasionale mentre il basket con le sue regole più sottili rimane un pò più ostico per chi non lo frequenta, un pò come per il Rugby, altro eccellente sport estremamente tecnico che vive solo per la nazionale. Credo incidano anche i tempi di gioco, negli anni settanta la partita durava un ora e mezza al massimo, oggi sfondiamo normalmente le due ore con spesso gli ultimi minuti che dirano un’eternità tra interruzioni e controversie abituali che sicuramente non piaccciono allo spettaore medio, certo per noi è invece spettacolo puro però dobbiamo pensare anche a chi vede la partita saltuariamente. Chiaramente i media hano i loro tempi e le loro impostazioni editoriali che inducono a seguire maggiormente il gusto dello spettatore o del lettore, in questo senso il Volley è riuscito a interessare allo stesso modo uomini e donne, cosa riuscita parzialmente al basket, pensiamo ai playgrounds, sui campetti di basket giocano solo uomini mentre in quelli del Volley c’è spesso una normale promiscuità, al basket in fondo è mancato un Velasco che trainasse il movimento negli anni migliori, Peterson e Bianchini evidentemente non sono bastati.
Un bel De-Profundis, cmq quelle che chiami controversie arbitrali non piacciono a nessuno, non solo allo spettatore medio; in EL(sempre) e nei p.o. LBA abbiamo assistito ad interruzioni per rivedere azioni al display che, a ragione, possiamo dire essere “lungaggini estenuanti”; quando è cosi, e spesso lo sono, non so se la pratica sia un valore aggiunto o un disvalore
Se le pause per le controversie arbitrali (hai ragione, effettivamente troppo lunghe ma non così tanto frequenti) rischiamo di allontanare lo spettatore occasionale allora il ciclismo con le sue interminabili ore in diretta in cui non accade assolutamente nulla e con i poveri registi che per spezzare la monotonia mortifera si devono inventare vedute aeree di monumenti e bucolici paesaggi totalmente estranee alla competizione come mai è così pompato (o meglio, dopato, visto il contesto) sui quotidiani, in particolare quello rosa?
Sfido a fare un sondaggio tra gli italiani per sapere quanti sanno chi ha vinto l’ultimo Tour de France o Campionato mondiale (le sue massime competizioni) e poi confrontarlo con lo spazio forzosamente dedicato a questo sport sui media.
Del resto quando per la neve crollò il Palazzone a Milano dove organizzavano le 6 giorni con annessa Cicciolina per attirare almeno il pubblico dei guardoni poi ne costruirono un altro con pista? Certo che no perchè di gente disposta a tirar fuori qualche euro per andare a vedere una gara di ciclismo non ce n’è tanta.
I media cercano di determinare l’audience o si adeguano a questa? Per me la prima ipotesi e per motivi poco trasparenti (sponsor, organizzazione degli eventi, ecc.).
Sposti Don Matteo dalla prima serata di RaiUno a quella di RaiCinque e i suoi spettatori calano del 90%. Ma qualcuno decise per RaiUno perchè diffondere l’immagine stereotipata di un prete bello, simpatico, sportivo, altruista e intelligente fa molto piacere a chi effettivamente comanda nel nostro paese.
Lascia fin da venerdì mattina in home page della Gazzetta la notizia che in serata ci sarà la sfida decisiva dello scudetto con le indicazioni su come vederla in tv e senz’altro l’audience sarebbe stata ben superiore.
Ma, c’era da scommetterci, la Gazzetta non ci ha pensato nemmeno un secondo a pompare in home page un evento non del suo portafoglio preferendo notizie su boxe, rally, gara di ciclismo a cronometro femminile(!!!) e le immancabili chiappe di questa o quella wag: se questo non è boicottaggio deciso a tavolino come chiamarlo allora?
Dell’Orco fa benissimo a rilevarlo e a protestare.
La verità è che tutto è cambiato rispetto una volta; che possibilità ha la Gazza oggi di indirizzare qualsivoglia messaggio o tendenza? Chi se l’incula più “Gazzetta dello Sport”? Quante rosee si vedono in giro? Sono tutti abbonati online? Non penso proprio
La media di 680.000 visitatori unici al giorno colloca la Gazza 5° sito d’informazione più seguito in Italia, il 1° specificatamente sportivo.
Senz’altro la maggioranza dei contatti non sapeva della partita decisiva di venerdì perchè poco o nulla sa di basket ma è comunque gente interessata allo sport a cui se in home page fosse caduto l’occhio sull’evento in una buona percentuale poteva essere invogliata a guardarlo, per giunta su un canale in chiaro.
In ogni caso un sito sportivo generalista che in home page riporta mal contati un centinaio di articoli delle più svariate discipline, alcune di nicchia estrema, è impensabile che possa “dimenticare” per tutto il giorno quello della finale nazionale dello sport di squadra più seguito dopo il calcio da giocarsi in serata, capisco bene allora che chi investe ingenti somme nel basket per avere dei ritorni d’immagine esprima delle rimostranze come ha fatto con garbo e stile Dell’Orco.