“EuroLeague, presto potrebbe non avere più senso”. L’editoriale del Corriere dello Sport

Andrea Barocci firma sul Corriere dello Sport un interessante editoriale dal titolo: «Il basket si sta facendo del male»

Andrea Barocci firma sul Corriere dello Sport un interessante editoriale dal titolo: «Il basket si sta facendo del male».

Passando anche dagli infortuni di Olimpia Milano: «con il risultato che la stagione di Eurolega è andata a farsi benedire dopo appena 10 giornate», si arriva alla domanda finale.

«Continuare con questo assurdo numero di incontri per avere più incassi in Eurolega, potrebbe presto non avere più senso. Con le stelle più brillanti costrette a lunghi stop per infortunio, chi vorrà più andare a vedere un basket sempre meno attraente?».

12 thoughts on ““EuroLeague, presto potrebbe non avere più senso”. L’editoriale del Corriere dello Sport

    1. Perfettamente d’accordo. Sono i campionati nazionali che rischiano di perdere di senso. Alla fine si rischia di vedere squadre che rinunciano ai campionati nazionali o mettono in campo le squadre B, se possono permetterselo.

    2. Tra il basket spettacolo e la caotica situazione attuale i problemi sono due: LBA e le finestere della Nazionale, che dovrebbero tornare all’estate only, ma che la FIBA ha introdotto proprio per danneggoare Eurolega.

      Le finestre danneggiano l’NBA? No. Perché? Perché l’NBA se ne frega e non permette ai giocatori di raggiungere le nazionali durante le finestre.

      Dunque perché la Fiba e l’asino Petrucci s’incaponiscono con le finestre? Per danneggiare l’Eurolega e favorire per motivi economici la Champions League Fiba, il cui nome scimmiotta la versione calcistica non a caso, a scopo di lucro.

      Soluzione a tutto questo: fare come l’NBA. Niente campionati locali nazionali per le franchige. Eurolega only e disinteresse per le finestre della nazionale.

      A quel punto Petrucci non potrebbe proporre squalifiche per chi rifiuta la convocazione in nazionale. Squalifiche da cosa? La LBA? Chi la caga più.

      Non considerando le finestre e la LBA, l’Eurolega potrebbe estendersi a 32 squadre, con 62 partite di regular season giocando anche nei weekend, più i playoff a 16 squadre, più le F4.

      Si avrebbe una stagione tipo NBA. Se ce la fanno loro ce la possiamo fare anche in Europa.

      Fanculo Petrucci (che comunque andrà a fare in culo nel 2024) e Fanculo Fiba.

  1. Cosa viene rinfacciato all’NBA? che per buona parte della stagione si tratta quasi di incontri di wrestling o esibizioni degli Harlem Globtrotters. Ovviamente è un iperbole, ma la realtà è che il vero basket al di la dell’oceano si vede nei play off è la ragione è la medesima dell’eurolega: se si giocasse con la medesima entità e fisicità si troverebbero squadre e giocatori sempre azzoppati. La formula Euroleague la rende oggi il campionato piu’ pesante e difficile al mondo. Non il piu’ talentuoso ma il piu’ duro di sicuro. Quindi andrebbe ripensato, con abbandono dei campionati nazionali e allargamento forse della formula a 24 squadre con play off e discorrendo.

  2. Che lo scriva qualcuno di noi qui, ci potrebbe anche stare.
    Ma che un giornalista scriva “chi vorrà andare a vedere un basket sempre meno attraente?” senza nemmeno andare a controllare qualche numero, mi fa un po’ ridere – ah vabbeh, era il Corriere dello Sport…
    Inoltre sarò di parte, ma l’EL di quest’anno mi pare stellare, molto incerta, con squadre fantastiche, e risultati imprevedibili.

    1. Ok, il corr d sport è quello che è, pero, al di là delle conclusioni che il giornalista trae, certamente il problema affollamento calendario e infortuni legati ad intensa attività agonistica, sono un tema reale

      1. Leggo in giro, caro fab, che ora vogliamo Campazo, nella nostra già ricca squadra.
        Cosa viene Campazo? Un paio? Due e mezzo? Tre, quattro?

        Se glieli dai, lui magari viene, ma per un solo milioncino non credo proprio.
        Però noi lo vogliamo! E vedrai che intorno a fine stagione, vorremo anche un centrone, costi quel che costi.
        Anche quello non viene certo per il milioncino. Eccetera eccetera.

        Io manager di squadra quindi voglio di più dalle tv, che già non ci sto dentro lo stesso, ma così vado fuori di brutto.
        La tv in cambio vuole un bel lotto di partite, e gli sponsor del campionato vogliono tante belle partite, in tante e ricche nazioni d’Europa.
        I giocatori quindi devono giocare.

        Del resto puoi dire a Campazo di venire per un milioncino soltanto?
        Oppure, se lui proprio non accetta, puoi fare giurare a tutti gli altri giocatori che se Campazo viene per un solo milioncino, si dimezzano tutti lo stipendio? Ma tutti tutti, non solo la sua squadra.
        E se non si fidano tra loro, allora prendi i tifosi e gli dici niente Campazo e niente milionari in squadra, che l’importante è partecipare e in campo dare il massimo. Lo spirito di squadra sull’ansia da risultato, com’eravamo nei primi anni Armani.
        3.500 spettatori, però, allora.

        Ne funzionasse una di queste cose, dimezzati i costi, le partite si potrebbero in effetti ridurre.

        Ma come vedi il tema reale non è per niente l’intensa attività agonistica 🤪

      2. Ok, tu dici: da questa strada non si torna indietro; rimane la problematica infortuni alla quale tu diresti: si sopperisce con adeguate e azzeccate rose o roster, che dir si voglia; la parola adeguata è versatilità

        Ma non si rischia una “bolla” a fronte di investimenti così elevati e forse non troppo sostenibili? Tu diresti: di qui la necessità di un allargamento di EL verso altri mercati, cosa che sembra già in divenire

      3. Qui fab mi porti in territorio che non avevo neanche pensato di toccare, e che mi lascia la bocca amara, ma devo dirlo perché fa parte della discussione.

        Le grandi squadre, quelle che si giocheranno le F4 a meno di sorprese improbabili, hanno tutte il proprio miglior giocatore fuori, o uno di quelli, o più d’uno.
        Ma non se ne accorge nessuno.
        A parte i risultati, non ho i dati, ma non mi pare che gli spettatori siano in calo, sarei stupito se lo fossero, perché le prime squadre così azzoppate sono ancora più stuzzicanti – credo anche per il loro pubblico.
        Oppure ci sono passioni vere e forti, che sopravvivono a stagioni sfortunate come la scorsa, e svantaggi strutturali di mercato come lo Zalgiris, che però infiamma di nuovo la sua gente, e se ne lascia infiammare giocando alla grande senza superstar.

        Le grandi squadre europee hanno grandissimi campioni, ma giocano bene anche senza, e credo che il pubblico voglia le star in campo, ma molto, molto meno dell’NBA che è gioco di star, mentre il nostro lo è meno è molto più di squadre, direi – spero di non sbagliarmi.
        Poi intendiamoci, non c’è spazio per le nostre squadre nelle prime 8/10 di NBA, proprio un livello incommensurabile.

  3. Il corriere dello sport è di Roma. La squadra di Roma è ultima in A2=di basket non capiscono un c.
    Ecco spiegato l’articolo (che non dovrebbe essere ignorato da un sito che di occupa di Eurolega). W l’Eurolega !

  4. Con tutto il rispetto per il Corriere della Sera e per il Sig. Barocci (che ammetto di non leggere più’ da anni vivendo all’estero), concludere che l’organizzazione con il prodotto miglio e comparativamente più’ forte e seguito sia destinata a “avere comparativamente meno senso” (messa sul piatto delle leghe nazionali che occupano spazi e energie) e’ la strada sbagliata. Più’ probabile che le cose continuino cosi finche’ i giochini (players, società’ e agenti) si “rompono” oltre soglie accettabili (ci siamo vicini ma non abbiamo ancora raggiunto il punto di rottura) finche’ non si dovrà’ privilegiare una (competizione) rispetto all’altra. E come qualcuno qui ha già’ scritto, l’NBA (la cui comparazione con EL e’ azzardata e impropria, ma può’ fornire un’indicazione risolutiva) ha già’ offerto un blueprint, con la G-League (palpabilmente le leghe nazionali nella comparazione europea) che va a traino e in parallelo come terreno sperimentale per un “secondo team” (separato da quello principale della franchigia) senza impattare logistica e energie della squadra di punta. Si assisterebbe a un ulteriore decadimento delle Leghe nazionali (che diventerebbero di fatto satelliti indipendenti di una EL piu’ forte) e del basket di “provincia”, privilegiando i mercati principali in cui il prodotto può’ essere valorizzato (come capital in USA, piccole città’ non hanno squadre in NBA). Per i puristi dello sport (cui romanticamente mi affianco in ricordi di gioventù’ ormai passati) può’ sembrare un’aberrazione, ma mi sembra che il mondo si stia muovendo velocemente in quella direzione senza grosse soluzione alternative. Detto ciò’ penso ci vorranno anni prima che la rivoluzione prenda piede, sopratutto alla luce della politicizzazione dello sport nazionale e al controllo delle leghe regionali che faticheranno a decadere come normalmente dovrebbero s lasciate unicamente a logiche di prodotto/mercato/economiche e di investimento.

  5. Io non ho idea di quali siano i piani in societa (cioè se ci sia la disponibilità di un paio di milioncini ancora) ma se puoi prendere Campazzo, stracci il contratto di Pangos anche se è sano.
    In piu Messina adora gli argentini (Ginobili) e Facu è proprio di quello stampo
    Sarebbe un.matrimonio fantastico, ideale e sublime: concordo che è un operazione di mercato complessa ma non vi sarebbe giocatore migliore da prendere
    Ripeto Campazzo sano >>> Pangos sano
    Io non avrei nessun dubbio.

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