Olimpia Milano post Venezia | Il sacrificio di Devon Hall non paga più dividendi. Ma Pangos…

Olimpia Milano post Venezia che porta con sé il primo ko italico e gli inevitabili strascichi del doppio turno di EuroLeague

Olimpia Milano post Venezia che porta con sé il primo ko italico e gli inevitabili strascichi di un doppio turno di EuroLeague vissuto sempre all’inseguimento. Con Venezia, la rimonta, non rischia neanche di andare in onda.

La partita

Che gira con le cinque triple in serie di Venezia nel terzo quarto. Jayson Granger sugli scudi, in un parziale che in fondo dice solo 23-18 per i padroni di casa, ma frustra definitivamente il buon avvio milanese.

Fondamentalmente i tiri veneziani sono abbastanza “aperti”, frutto di una rotazione difensiva che funziona ad intermittenza, credibilmente per mancanza di lucidità. 

Si resta comunque sotto gli 80 punti concessi, a conferma di un attacco che non produce, 8/27 da 3, 14/32 da 2, 12-14 nel rapporto assist-palle perse.

Venezia resta una convalescente, ma trova un trascinatore cui affidarsi dopo un avvio di stagione molto negativo.

Devon Hall

Un anno fa l’americano fu un arma in più anche in regia, una soluzione d’emergenza che non risolse problemi, ma quanto meno ne evitò l’accumularsi.

Quest’anno la responsabilità è cresciuta in un roster che durante la pre-season ha dovuto fare a meno di Baldasso e Pangos, per poi perdere Mitrou-Long ai primi passi della stagione ufficiale.

Il rendimento ne ha risentito, e oggi Hall non riesce ad essere prezioso nel ruolo, perdendo al contempo ogni spinta offensiva. 2 punti a Venezia, -20 di plus-minus.

Ma nel presente non ci sono soluzioni, il rendimento del giocatore varia notevolmente nei minuti da guardia, sino al rientro di Mitrou-Long dovrà attendere, auspicando magari un maggiore supporto dai compagni.

Kevin Pangos

Anche perchè il primo regista prosegue il suo percorso di crescita. Contro Venezia, 9 punti per Pangos (2/7 dal campo), ma altri 5 assist dopo la doppia cifra con il Bayern.

+7 il plus/minus in 25’ di gioco, e un affiatamento con i compagni in crescita.

14 thoughts on “Olimpia Milano post Venezia | Il sacrificio di Devon Hall non paga più dividendi. Ma Pangos…

  1. Il problema del play esiste, ma solo oer le troppe assenze e per le necessarie tempistiche di inserimento di Pangos. Con un Baldasso presente, certamente Hall potrebbe giocare da due o da tre, tornando ad essere il giocatore produttivo che è. Diamo tempo al tempo: in lba si può perdere qualche gara senza troppi contraccolpi, anche se perdere non è mai bello.

  2. Non ho visto la partita con Venezia, quindi il mio commento è più generale e non la riguarda – segue però il tema del titolo del post, che è centrato sull’utilizzo di Devon Hall.

    Il problema del sacrificio di DH porta con sé anche il tema più generale del playmaking di Olimpia Milano, e di conseguenza dell’impianto offensivo dell’intera squadra.
    Sono dunque tre punti strettamente collegati: Hall; playmaking; sistema offensivo.
    Cercherò di essere breve per quanto possibile.

    Che Hall sia un eroe ad accettare un ruolo non suo, lo scrivo già dall’anno scorso. Che tale ruolo lo consumi come giocatore è ormai evidente: quest’anno mi sono accorto e ho segnalato che lo stress che gli mette addosso il suo sacrificio è tanto, e soprattutto mentale.
    Pensa tu di dovere tenere il timone di una squadra così ambiziosa, dalla manovra così complessa com’è Milano, senza averne la qualità né l’attitudine, ma di doverlo fare per necessità.
    Oltre allo stress mentale del campo, penso si aggiunga lo stress mentale forse più potente, della propria carriera che si deprezza – fattore importante per un ragazzo del 1995, 27 anni, che ha la carriera davanti.
    I numeri di DH stanno calando, questo non è un bene per la sua prossima negoziazione, fosse pure per rinnovare con noi (possiamo negoziare al ribasso, perché il suo valore per gli altri sta scendendo).

    A oggi lui è un piccolo eroe da libro Cuore, che affronta con coraggio il carico che gli viene imposto, ma le sue percentuali e il suo rendimento generale dicono che qualcosa dentro quel magnifico cervello inizia a scricchiolare.
    La frustrazione scava ed erode in forme carsiche e continue.
    Molto pericoloso.

    Del resto Messina non è che gli imponga il sacrificio per semplice cattiveria, è ovvio.
    Solo per necessità.

    Qui viene il punto del playmaking della nostra squadra.
    Abbiamo un fuoriclasse assoluto in casa, Pangos, e poi molto poco – sostanzialmente solo Baldasso.
    Naz non è un play: verrà utilizzato in modo diverso, la squadra cercherà di andare incontro al suo portar palla frenetico e disordinato, come ha già mostrato sul campo di volere fare, ma spesso Messina ha affidato la palla a Hall anche con Mitrou in campo.
    Perché Mitrou ha una qualità di guardia superiore a quella del nostro carissimo Devon.

    Basta leggere in giro le aspettative sul ritorno di Naz in squadra, anche sul nostro blog, per rendersi conto di quanto si sia innescato l’effetto magico del salvatore della patria.
    Non sarà così, perché Mitrou non è il secondo di Pangos, è invece una delle guardie che si contendono il posto da 2, con Hall, Baron, Tonut, Baldasso, nell’ordine.
    Contesa che Hall gioca con le mani legate…

    Dietro questo incastro difficile di uomini, si nasconde secondo me un problema generale di concezione del playmaking, quindi anche del sistema offensivo nel suo complesso.
    Messina e la squadra hanno cercato e stanno eseguendo una transizione da un gioco molto esterno, a un gioco più interno, come dimostra la proporzione tra tiri effettuati da 2 rispetto a quelli da 3 – anche se soltanto per qualche occasione, finora.
    È una transizione difficile.

    Lo prova l’avvio stentato alla voce assist di Pangos – diciamo relativamente stentato, vah, che è molto meglio e più precisa come frase.
    Se c’è un giocatore da gioco interno, quello è Pangos, per la sua capacità di arrivare in area molto spesso, essendo gran palleggiatore e velocissimo di gambe – cambi di velocità e di direzione fulminei, scioccanti per il difensore.
    Ma se poi il gioco interno non è organizzato per sfruttare la sua qualità di aprire le difese, ecco che non trova nessuno su cui scaricare.
    Difetto che aumenta la sua tendenza a vincerle da solo.

    Qui dico molto di passaggio che la differenza con Naz è che Pangos se gioca da solo lo fa per aprire spazi alle ali e al centro, mentre Naz gioca da solo perché è strutturalmente fatto per andare al ferro da solo.
    Pangos è un play, Mitrou no per questa differenza così importante.
    Non c’entra l’essere egoisti, lo dico per prevenire subito le osservazioni dei prevenuti nei miei confronti.

    Per concludere.
    Sono due maree che si stanno muovendo sotto la superficie nella nostra squadra.
    Una che va nella direzione di un gioco più interno, ben supportata da un grande Davies, che permette anche a Melli, per esempio, di sfruttare meglio il proprio potenziale offensivo.
    Gli “scontenti di Davies” mancano di notare, secondo me, quanto sia efficace nel caricare di falli il centro che lo marca, grazie alla sua intelligenza e mobilità estrema.
    Guardano solo i numeri di punti e rimbalzi, e sono scontenti. Mancano di visione generale del ruolo, secondo me.

    L’altra marea è un allenatore e uno staff che cercano di adattare gli schemi offensivi alle potenzialità straordinarie offerte dalla vera regia di Pangos – un’area che per cause diverse (un centro capace solo di p&r, un playmaking eccelso ma limitato nei minuti), per cause diverse non era stata ben esplorata fino a oggi.

    Quando le due maree si incontreranno in modo armonico, allora si aprirà il mar Rosso, per così dire, permettendo il passaggio dell’Olimpia Armani Milano fino al traguardo europeo che ci siamo proposti di raggiungere.
    Let’s go!

  3. Milano ha clamorosamente bisogno di uno scorer dal palleggio.
    Difensivamente ovviamente la squadra c’è, ha ancora giri a vuoto ma ci sta (e accadeva anche l’anno scorso a stagione inoltrata, figuriamoci oggi).
    Anche lo scorso anno aveva limiti offensivi importanti (è secondo me troppo prevedibile e ripetitiva), ma adesso senza Shields e senza Mitrou Long, i due realizzatori sugli esterni hanno tanti pregi ma creano poco a giochi rotti, Davies sta facendo fatica e con squadre chiuse chiaramente non può portare da solo il peso offensivo.
    Manca un esterno realizzatore, a meno che Tonut faccia un grosso salto di qualità in poco tempo.

  4. In playmaking ho visto bene Baron. Quando vuole entra e passa ai tiratori da tre con facilità. Si è visto più di una volta in questo inizio di stagione, che Billy oltre ad essere un cecchino di prima qualità sa portare palla e sfoderare assist quando Pangos latita. Vedo meglio Baron di Hall in chiave playmaking perché Baron comunque non perde efficacia al tiro, mentre Hall da play si vede che non gli viene naturale, anche se va stimato perché si sacrifica su richiesta di Messina.

  5. Molto interessante ,come ( quasi) sempre,l’intervento dell’ottimo Palmasco.Dopo una attenta rilettura di alcuni passaggi mi sentirei di dire che l’autore ha fatto un ritratto piuttisto preciso ed analitico dello stato attuale della nostra amata Olimpia.
    Senza voler niente aggiungere ad un quadro così esaustivo mi permetto unicamente di fissare alcuni punti:
    A) Kevin Pangos e’ realmente un grandissimo giocatore,non seguendolo così regolarmente come ora confesso che avevo sottovalutato le sue gradi qualità che lo fanno oggi uno dei 4/5 migliori di ruolo in Europa.
    B) solo il Fener,il Real e forse pure il Maccabi hanno una coppia di pari livello in posto 1,tutte le altre hanno un forte sbilancio tra prima e seconda unit oppure nel ruolo usano una combo guard
    C) guardando in casa nostra direi che il buon Tommy e’ difficilmente spendibile con regolarità in Eurolega e le due combo,Devon e Naz,devono avere un forte supporto della squadra per poter compensare il disavanzo tecnico nel ruolo nei confronti di Kevin.
    In sintesi : la squadra si deve adeguare nel corso della partita a due differenti gestioni di palla.Nessuno pretende che i due riescano a mettere a posto le cose come Kevin ma nel momento in cui i meccanismi di una squadra in costruzione si faranno automatici sara ben più facile tenere dignitosamente il campo in regia pure per loro,.
    Diamo tempo al tempo e fiducia totale in chi guida la squadra.
    L’Efes con Shane e Vasa ha dimostrato che pure così si possono fare grandi cose,non vedo perché non possa riuscire pure a noi con i giusti tempi.

  6. Caro Dopolavoro,io mi sentirei di dire che se in posto 1 hai due come Micic e Larkin la questione si annulla in lana caprina dato che vengono da due trionfi consecutivi…Quindi va bene il playmaking va bene i caricatori di falli,ma poi se guardi chi ha giocato la finale di eurolega trovi l’Efes e il Real di Tavares e Poirier….

  7. Egregio Number 8 ,il mio discorso era puramente tecnico.Ovvero che ad alto livello può funzionare pure la formula con un play di ruolo ed una combo se la squadra asseconda le diversità dei personaggi nel ruolo,tutto qui.Poi che Shane è Vasa siano oggi la coppia play/combo più forti in Europa non credo sia il caso discutere,i risultati sono di dominio pubblico.
    Quanto a Brandon non la penso esattamente come lei e devo fare una decisa marcia indietro rispetto alle riserve che avevo espresso su di lui di questa estate.
    Non so se ha visto la partita contro la Reyer ma raramente ho visto Watt messo in difficoltà come ieri,aggiungo pure che prendendo a riferimento le prime uscite ufficiali posso tranquillamente dire che non sarà certo lui il nostro più grande rebus quest’anno.
    in ultimo,sui nomi a cui lei fa cenno: posso dirle che pure a me piacerebbe fare una vacanza anche di una sola settimana con Monica Bellucci ma sono certo che non mi basterebbero i risparmi di una vita per potermela permettere.
    Si vada a vedere gli ingaggi diTavares,Hezonja,Vesely,Satoransky,o Bjelica,tanto per citarne qualcuno,e mi dica se sono o meno adeguati al nostro target di spesa….

    1. Signor Borletti,guardi che su Davies la pensiamo uguale,ottimo giocatore,ottimo attaccante,solo che non è un rimbalzista,nemmeno un fighter sotto le plance in difesa.Ha altro.Per quelle caratteristiche abbiamo Melli e Hines.Ottimi.Ma se dietro a loro ci fosse stato anche un Jekiri oppure un Lessort mi avrebbe lasciato più tranquillo.Si è scelto altre strade,vediamo come andrà….

      1. Condivido esattamente le sue osservazioni,evidentemente non avevo interpretato correttamente le sue opinioni su Brandon.
        Posso dirle che pure io avevo le mie personali idee in tema di mercato ( vedi Procida,Spissu) ma G.Armani ha fatto come sempre meglio a fidarsi degli attuali dirigenti che hanno dato ampia dimostrazione di altissime capacità professionali.
        In ultimo,questione centro atletico:partendo dal presupposto che almeno per un anno siamo (a mio avviso)ancora assai ben coperti sotto le plance credo che il migliore dei nuovi prospetti in circolazione sarebbe stato Motley sul quale non per niente ha messo sopra le zampe il Fener mentre era in uscita da Kuban(garantendogli sicuramente un cachet non facilmente ottenibile altrove).
        Pure Lessort mi pare un soggetto veramente interessante e credo che la Virtus fosse interessata a lui ma evidentemente il richiamo della pecunia lo ha dirottato al Partizan dove peraltro e’ uno dei pochi spendibili a livello Eurolega.

  8. So che Hall non è minimanente criticabile per tutto quello che fa e che ha fatto l’anno scorso, e che in questo momento di fatto sta giocando anche da play, che non è il suo ruolo, ma con oggi siamo a:
    2/10 da tre in campionato (una delle due segnata da metacampo)
    1/13 in eurolega dove aggiunge anche un 2/12 da due
    Ieri -20 di plus minus. Vista la lunga assenza del nostro miglior attaccante occorre che torni ad essere pericoloso.

    1. Ok signor Roberto i numeri sono numeri e su questo non ci piove,lei per caso ricorda pure chi ha segnato il canestro decisivo contro Brindisi e chi ha cancellato dal campo nel secondo tempo un certo De Colo a Lyon?Andiamo oltre la sommaria lettura dei dati sui tabellini,basta un piccolo sforzo.

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