Olimpia post Maccabi | La difesa, i lunghi e Mitrou-Long

La consueta analisi del giorno dopo, del successo in semifinale del ‘Giannakopoulos’ contro la formazione israeliana

Aspettando la finale contro il Panathinaikos, di questa sera alle ore 20 italiane, è tempo della nostra classica analisi del giorno dopo sulla vittoria dell’Olimpia Milano contro il Maccabi, nella prima partita del Trofeo Giannakopoulos. Un primo incontro con una squadra di Eurolega, seppur priva della sua stella Lorenzo Brown. Ma anche l’EA7 aveva le sue assenze e decisamente pesanti, almeno due, se non tre, quinti del quintetto: Pangos, Shields, Datome e Voigtmann.

Tutto parte (sempre) dalla difesa

Si è parlato, giustamente, di un’Olimpia con un talento offensivo superiore a quello degli anni passati, una squadra con molti più punti nelle mani e “più divertente”, per utilizzare le parole del GM Stavropoulos dei giorni scorsi. Tuttavia, questo primo impegno di un certo livello del precampionato ha visto ancora la difesa come il punto principale da cui far partire tutto.

Dopo l’inizio difficile, infatti, la squadra di Messina ha concesso solo 18 punti nei due quarti centrali agli israeliani, ribaltando così il match. Poi ha ovviamente sfruttato il talento dei propri giocatori per piazzare il parziale ed allungare. Ma tutto è partito dal lavoro difensivo, quello con cui l’Olimpia delle ultime due stagioni ha ottenuto la Final Four di Eurolega 2021 e lo scudetto 2022.

L’utilizzo dei lunghi

Non abbiamo le statistiche complete di fine partita, ma a circa metà dell’ultimo periodo, l’EA7 aveva realizzato la metà dei suoi punti in area. Chiudendo poi la gara con un molto confortante 19/33 nel tiro da 2 punti. L’arrivo di giocatori come Deshaun Thomas e Brandon Davies, infatti, porta la squadra di Messina ad avere una dimensione importante vicino a canestro. Il primo è, al momento, l’MVP di questo precampionato e, secondo le ipotetiche gerarchie, dovrebbe essere solo il quinto lungo.

Un po’ troppa sofferenza, invece, a rimbalzo. Qualche doppia opportunità di troppo lasciata alla formazione israeliana, soprattutto nella prima parte del match, con una vittoria piuttosto netta degli avversari nello specifico duello (39-30). Però siamo a settembre, metà squadra è appena arrivata e qualcuno non ha ancora lavorato con il gruppo.

L’impatto di Mitrou-Long con l’Eurolega

Buona la prima, Mitrou. Il primo impatto del nuovo playmaker biancorosso con l’Eurolega è stato decisamente interessante: 19 punti, con 3/6 da 2 e 4/8 da 3. Cifre importanti, che testimoniano quanto l’ex Brescia non abbia affatto avuto alcun timore all’incontro iniziale con la massima competizione continentale, seppur ancora in versione ‘amichevole’.

Non è andato sotto fisicamente ed ha fatto il suo, cioè principalmente saper creare un tiro, spesso a giochi rotti. Se ci si attende un altro Pangos o un Chacho, pur ovviamente puntando a migliorare anche in regia, si è sbagliato indirizzo probabilmente.

10 thoughts on “Olimpia post Maccabi | La difesa, i lunghi e Mitrou-Long

  1. Come penso che tu sappia, su Mitrou non sono d’accordo, e se un tale paolo me lo permette, spiego perché.

    Non mi aspetto certo un altro Pangos o un altro Chacho, sarebbe assurdo, sarebbe impossibile: mi aspetto però un giocatore che sia un play incisivo, efficace, certamente a modo suo e con un suo stile, e probabilmente non a livello dei due che hai citato come esempio, ma pur sempre un vero creatore di gioco.

    Più importante è il perché mi piacerebbe un giocatore del genere: perché secondo me Pangos come unico play maker è una fragilità intrinseca della squadra.
    E non parlo soltanto di cosa succederebbe se si facesse male, ma parlo di cosa succederà nelle sue giornate no, chi lo sostituisce? E se fosse una partita importante, giochiamo con un play adattato come Hall, e ci priviamo di un gran giocatore all around come lui in guardia?
    E ancora: cosa succede se nell’ EL di quest’anno, così dura sulla carta, così competitiva, serve necessariamente un play making vero, di alto livello? Teniamo Pangos per 35 minuti a partita per settimane, per doppi turni?

    Ecco perché penso che la mancanza di un secondo play maker vero sia una fragilità che personalmente trovo inquietante, esattamente come ci è successo l’anno scorso, quando causa infortunio di Delaney, il Chacho era l’unico play e la squadra ha sofferto.

    E non si tratta di volere un altro Pangos o Rodriguez, ripeto, perché anche lo spagnolo e Delaney erano sulla carta una gran coppia, molto diversa, ma una gran coppia – e averli presi insieme secondo me segnala molto bene la necessità che ha visto Messina quando li ha scelti.
    La cui mancanza oggi è una fragilità.

    Dal lato positivo non c’è dubbio che Mitrou sia un grande attaccante, ma in una squadra con Shields, Baron, Hall, lo stesso Pangos, Thomas, ci serve di più un altro grande attaccante, o piuttosto un buon creatore di gioco, un vero play?

    E contro difese notoriamente arcigne, organizzate bene, Barcellona tra tutte, ma anche il Real, cioè quelle che presumibilmente saranno le vere rivali, crediamo davvero che Mitrou vada a fare altri 19 punti in isolamenti?

    Non critico il giocatore, che è un’eccellente guardia, che mi piacerebbe avere sempre in campo quando i giochi sono rotti, critico la sua inconsistenza nella posizione per la quale sembrava essere destinato, posizione che invece rimarrà fragile.
    E non critico la società o la scelta che ha fatto di prenderlo, perché sulla carta era un ottimo secondo play, quello che ci serve. Ma non sembra che sul campo si sia rivelato tale, almeno finora.

    Come ha detto Messina, ma anche io, per essere onesti, è un gran lavoratore, è umile, cresce alla scuola di uno dei migliori: aspettiamolo.
    Intanto che aspettiamo, però, lasciatemi girare le mani tra me e me in senso d’ansia.
    Tutto qui.

    1. Sostituire contemporaneamente Chacho e Delaney era un’impresa difficile e secondo me l’Olimpia l’ha fatto in modo adeguato e col favore degli eventi dato che senza guerra Pangos avrebbe giocato a Mosca. Ma la fortuna bisogna coglierla e se l’Olimpia non fosse squadra ottimamente organizzata da FF di EL Pangos si sarebbe accasato altrove anche con la guerra. Di questo bisogna ringraziare Messina e Chacho che hanno aperto la via e reso Milano appetibile ai grossi nomi italiani e stranieri.

      Detto di Pangos, Naz Mitrou – Long è una delle migliori soluzioni possibili per questioni di budget e di prestazioni.
      Naz gioca troppo da solo? Anche si, ma è appena arrivato, Messina ci lavorerà sopra per renderlo più altruista e integrato nel gioco di squadra. E d’altra parte quante volte Delaney si schiantava sulle difese avversarie fisiche di Eurolega incaponendosi e guai a criticarlo “perché è Delaney” (ma Messina spesso lo toglieva dal campo proprio per questo).

      1. Dici quando Delaney era infortunato?
        Perché lo sai, vero, che ha giocato per un anno e mezzo circa col ginocchio infortunato e poi operato.

      2. Se in due anni di contratto ha giocato per un anno e mezzo con il ginocchio infortunato e poi operato vuol dire che avevamo ingaggiato un giocatore rotto? 😣

      3. Dico quando, infortunato o no, Delenay invece giocare per la squadra pensava di risolvere le partite da solo, pochissime volte azzeccandoci e quasi sempre toppando di brutto, constringendo Messina al cambio.

        So che ha giocato per diverso tempo sopra il dolore, ma in questo caso parte di esso se lo sarebbe risparmiato giocando con altruismo, perché mi pare, coreggimi se sbaglio, che faccia meno male far girare la palla che andare a schiantarti sulla difesa avversaria come se non ci fosse un domani.

        Il fatto è che faceva parte della sua indole giocare a tratti poco per la squadra e più per fare il fenomeno, e questo con gli infortuni c’azzecca zero.

        Naz Mitrou-Long è appena arrivato, ed è sbagliato dargli addosso per questo peccato originale che una persona intelligente può lavorare per limitare aiutato da uno dei migliorei coach al mondo.

        Prima di affossare Naz lasciamolo lavorare qualche mese con Messina. Lasciamolo esordire in Eurolega e vediamo l’approccio e l’evoluzione, calcolando che l’anno scorso quando Delaney era infortunato subentrava Grant che non sapeva passarla e non sapeva nemmeno prendersi iniziative individuali.

        Per intenderci, a me non piacciono i giocatori alla Mike James che fanno tutto da soli, preferisco i play che fanno girare la squadra, come Chacho ed ora Pangos, perché alla fine i James producono statistiche individuali notevoli ma la squadra non vince.

    2. Io sono fra quelli che non avrebbero certo pianto se fosse arrivato Calathes questa estate ma non mi entusiasmava. Mi sto ricredendo non tanto perché NML non sia un buon giocatore, perché potrebbe essere straordinario, ma perché sembra il tipo di giocatore non ideale per rimpiazzare Pangos. Però per me meno di un paio di mesi è impossibile chiederli per giudicare, va visto sotto pressione, va vista la squadra nel suo complesso quando lui è in campo, ecc. Calma e gesso, però devo dire che comprendo le obiezioni di Palmasco.

  2. Non perdi occasione di massacrare sportivamente parlando un giocatore, in questo caso Mitrou-Lang, ancora prima di iniziare la stagione. Se lo fanno gli altri sei subito pronto ad aggredirli. Incredibile per non scrivere di peggio…

  3. e meno male che la partita e’ stata vinta…….per me pangos meglio di rodriguez, naz meglio di delaney, baron meglio di daniels, davies meglio di kaleb, voigtmann vale mitoglou e c’e’ thomas valore aggiunto, difficile fare meglio di così, poi nei sogni si può tutto ma nella realtà chapeau allo staff e d al grande RE GIORGIO.

    1. Sono d’accordo su tutto con te, tranne su Pangos meglio del Chacho che, nonostante la sua età, vedrai che dirà ancora la sua con il Real Madrid

  4. Delaney era un grande giocatore di cui abbiamo visto solo degli sprazzi a causa degli infortuni. Naz e’ diverso, ha punti nelle mani ma tende a giocare un po’ da solo, serve assist quando non riesce a concludere e la difesa va migliorata, anche se mi pare sia più concentrato rispetto a Brescia. Anche per il diverso pedigree, Naz ha meno leadership sui compagni rispetto al Foe, speriamo si affermi in questo aspetto che per un play e essenziale. In LBA abbiamo visto decine di giocatori simili a Naz, la maggior parte ha avuto scarsa fortuna in Europa, qualcuno invece è venuto fuori alla grande. Sono curioso di vedere cosa farà perché sono convinto che abbia un ruolo chiave nella gestione della stagione

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