Nicolò Melli: Giocare tanto? Lo fanno tutti. E io ho il credito dei due anni in NBA

Alessandro Maggi 6

Nicolò Melli, faro di Italbasket e di Olimpia Milano, protagonista su Tuttosport nel giorno del via di Eurobasket

Nicolò Melli, faro di Italbasket e di Olimpia Milano, protagonista su Tuttosport nel giorno del via di Eurobasket. 

SUL MOVIMENTO

«Bisognerebbe scommettere un po’ di più sugli italiani. Ma molto dipende anche dalle opportunità. Grazie all’agente, in questo caso Comellini, noi abbiamo trovato il posto giusto. Abbiamo avuto spazio da protagonisti e anche vinto il titolo. Ecco, io consiglierei ai giovani di cogliere la possibilità quando si presenta, anche uscendo dal Paese».

SUL NUMERO DI PARTITE

«Lo fanno tutti, intanto. Siamo abituati. E a me la routine piace, mi pesano di più le fasi interlocutorie. Quest’anno poi un mese di ferie l’ho fatto. E come dico sempre a Messina, ho il credito dei due anni Nba in cui ho giocato poco-nulla. Ecco, mi sono stancato molto di più nel secondo anno Nba senza giocare rispetto alla scorsa stagione. Importante è non pensare sempre basket, anche se occupa il 90% e oltre della nostra vita».

SULL’OBIETTIVO DI EUROBASKET

«Più avanti possibile. Di sicuro a Berlino. E poi gara dopo gara per divertirci, pensando che ogni gara è secca».

6 thoughts on “Nicolò Melli: Giocare tanto? Lo fanno tutti. E io ho il credito dei due anni in NBA

  1. Continuo a pensare che per raggiungere risultati importanti bisogna essere forti tecnicamente ma nello stesso tempo forti nella mente e nell’anima, altrimenti o sei Maradona o non arrivi da nessuna parte.
    Ecco Melli ed anche Datome solo per parlare dell’Olimpia sono l’esempio delle caratteristiche tecniche ed umane che deve avere un giocatore.
    Mi sembra che Armani ma sopratutto Messina su questo punto non transigono e questo è anche il motivo che alcuni giocatori forti (Gentile, Nunnaly, James…..) non si sono fermati qui.

    Sul fatto di due anni sabatici non ci avevo pensato..quindi mi dura due anni in più, speriamo

    1. Si anche io ne sono convinto.
      Ieri si parlava di giocatori italiani che sono migliorati perché emigrati all’estero. Io credo che andare all’estero sia stato piuttosto una conseguenza della loro intelligenza (sportiva e non) che li ha spinti a uscire dalla zona di comfort e mettersi in gioco. E grazie a quella intelligenza e flessibilità mentale che poi sono migliorati ancora.
      Molti (giocatori e non) italiani semplicemente non hanno voglia di farlo, più comodo più facile. Qua sta la loro debolezza, che però è già li all’origine di una cultura provinciale che purtroppo è predominante.

  2. Grandissimo Nik, grande uomo, chissà quanti cuori di materassai hai spezzato con questa dichiarazione.
    W i giocatori, abbasso i materassai!

    1. A parte che Melli lo può dire perché è relativamente giovane, trovami un giocatore di 35 anni in su, che dichiari che vuole essere gestito nei minutaggi. Per esempio, se dipendesse solo da Sir Kyle lui giocherebbe tutte le partite, pure le amichevoli. Gestire i relativi minutaggi è compito dello staff tecnico.

      1. Sono d’accordo con te : è compito dello staff tecnico non dei materassai.

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