Proseguono le voci di mercato attorno al nome di Danilo Gallinari. È uno dei giocatori più chiacchierati nel mondo NBA e, dopo le ipotesi legate a San Antonio e Boston, nelle ultime ore si è fatta avanti una soluzione legata ai Miami Heat. Secondo Wes Goldberg, infatti, la franchigia della Florida sta pensando all’azzurro per rimpiazzare PJ Tucker. Le prossime ore saranno probabilmente decisive per il futuro del Gallo.
Danilo Gallinari | La situazione contrattuale
Danilo Gallinari, 34 anni ad agosto, ha firmato nell’estate 2020 un triennale da oltre 60 milioni di dollari con gli Atlanta Hawks.
Nella prima annata ha guadagnato 19.5 milioni. Nel 2021 è salito a 20.475, nella prossima potrebbe guadagnarne 21.450. Ma ne ha solo 5 garantiti. In caso di taglio, entro il 29 giugno, incasserebbe solo quelli e Atlanta ne risparmierebbe più di 16.
Altrimenti, appunto, resterebbe un anno alla cifra piena, diventando Free Agent la prossima estate. Questa mossa, sia chiaro, può attuarla anche un’altra franchigia ottenendo il giocatore in una trade.

Any & Way
Capisco tutto … non farei i conti in tasca al giocatore … ma li faccio … hai guadagnato un botto in questi anni … hai girato come un pacco postale .. senza mai giocare in una seria contender … hai 34 anni … messo famiglia … non hai voglia di tornare, fermarti e provare seriamente a vincere in Europa con l’Olimpia? O pensi di poterlo fare a 36/37 anni da vecchia gloria? Boh ….
E poi 🐓, diciamocela tutta, vuoi che il tuo babbo resti l’unico in famiglia 👪 con una coppa campioni europea in bacheca? Torni la vinci e sarai il numero 1 in Europa vuoi mettere la soddisfazione piuttosto che qualche dollaro in più
Premesso che io sono innamorato del Gallo tanto quanto Giorgio Armani, per me Gallinari oggi è impensabile venga, e anzi dal punto di vista di Milano rischierebbe di essere un peso enorme.
Penso sia ancora in grado di ambire a contratti importanti, e credo anche che lo voglia fare.
Ma allo stesso tempo, alla sua età e coi suoi acciacchi, quante partite è in grado di giocare in Europa, dove l’intensità della RS non è nemmeno paragonabile a quella della RS NBA? Certo, di la ci sono atleti ancora superiori, partite più lunghe, spostamenti, giochi ogni 2 giorni. Ma il ritmo della RS, almeno nei primi 2 quarti, è paragonabile a quello dell’allenamento walk through di Messina il giorno della partita.
E lui accetterebbe di venire a giocare 15 minuti di qualità in eurolega, magari senza avere sempre il pallone in mano? Un ruolo alla Datome, per dire. Cosa che probabilmente significherebbe rinunciare a Datome, tra l’altro, perché non possiamo permetterci di avere due giocatori a mezzo servizio.
E a che cifra lo accetterebbe? E questa cifra andrebbe bene a Milano?
Per me sono due strade destinate a non incontrarsi ancora a lungo.
Gentile MiR, ora non scherzerei: ruolo alla Datome? 15 minuti a partita senza palla in mano? Se viene Gallo saremo costretti (sic…) a rinunciare a Datome? Beh, tra Gallinari e Datome a mio parere c’è una differenza non trascurabile, a favore di chi lo lascio volentieri dire a lei. Diciamo invece, e su questo sono assolutamente d’accordo con quello che lei afferma, che (purtroppo…) le strade dell’Olimpia e di Gallinari non sono per ora destinate ad incontrarsi, semplicemente perché il Gallo ha ancora mercato in NBA. E l’NBA è, per vari motivi, il campionato (nettamente) più attrattivo al mondo (tanto è vero che ci giocano i giocatori più forti). Cordialità.
Se la differenza fosse tra 20 milioni e 2,5 il confronto manco inizia. Se la differenza fosse tra giocare per l’anello in una vera contender e giocarsi le final four di El probabilmente nemmeno. Ma se la differenza si riducesse a quella tra 5 milioni e 2,5 e tra un anno in una squadra senza ambizioni e la possibilità di lottare per la EL, allora forse forse… Detto ciò se deve tornare deve farlo o quest’anno o al massimo il prossimo, dopo sarebbe davvero troppo tardi
5 milioni da Atlanta al posto di 21 per essere free agent, a significare che Danilo, se liberato, prende i 5 di Atlanta più quelli del nuovo contratto, metti una quindicina e torniamo a 20M contro 2.5m. Nessun professionista rinuncia a 17.5M per giocare all’Olimpia o in qualsiasi squadra di EL: semplicemente in NBA pagano di più. e se Danilo negli ultimi due-tre anni di carriera pagheranno 10-15m annui non ha senso che ci rinunci, con la scusa che ha già guadagnato un botto. La carriera di un giocatore è corta, giusto monetizzare al massimo.
NON TORNA PIÙ IN ITALIA. Evidentemente ha trovato la sua strada in America. Resterà lì anche dopo che avrà finito la carriera di giocatore. Buon per lui.
Prima volta che scrivo su questa telenovela che oltre ad essere stucchevole non fa bene a nessuno.
MI sembra così tutto chiaro:
Alla domanda preferisci stare in America o in Europa ha risposto America
Alla domanda preferisci guadagnare tanto senza titoli o meno con Titoli (non fosse altro che un campionato) ha risposto money money money
Alla domanda preferisci essere ricordato come il giocatore italiano più longevo in NBA o come il giocatore che ritornato ha fatto vincere l’Eurolega ha risposto chiaramente : finchè posso in America.
Sono scelte legittime ..ce ne faremo una ragione
Mi spiace ma non mi sembra che ci sia nulla da aggiungere ..anzi direi che c’è da aggiungere che un conto è scegliere L’OLIMPIA con vantaggi e svantaggi, un altro conto è arrivarci quando nessuno più ti vuole.
Nel primo caso sarò il primo ad applaudire nel secondo il primo a fischiare
CASO CHIUSO per me
In realtà a domanda precisa, ha dato risposta romantica. “Mio padre”, ha detto, “Ha alzato l’ultima EL a Milano e sarebbe proprio una bella storia tornare e farlo anch’io”. Poi che la storia sia stucchevole è assolutamente vero e che probabilmente non tornerà più anche, ma lui è complice nell’illudere i tifosi e chiunque abbia praticato sport sa che non esistono solo i soldi…
Che poi se non sbaglio l’affermazione di Danilo è imprecisa. Il Vittorio era nel roster dell’87 penultima coppa campioni Olimpia, nell’88 coach Casalini alzò l’ultima ma il Gallo 🐓 era già in roster a Pavia
Personalmente mi colpisce il fatto che a tanto talento siano corrisposti zero titoli, ma come ha scritto Iellini lui ha fatto le sue scelte.
Il contratto di Gallinari in Italia non è gestibile e, detta tutta, se dovesse accettare meno del garantito NBA (perché poi?), mi spiace dirlo ma in Europa ci sono credo 4-5 giocatori a cui darei gli stessi soldi a occhi chiusissimi prima del Gallo, per il quale ho sempre fatto un tifo pazzesco.
Della serie: la volpe e l’uva. La conosce la storiella?
L’ultima e poi taccio per sempre sul Gallo:
Quando suo figlio chiederà al nonno cosa hai vinto ,lui risponderà 3 scudetti e una coppa europea (invento) , poi chiederà al padre e tu cosa hai vinto, che dicono tutti che eri più forte del nonno, e lui abbozzerà: niente un primo turno di play-off in NBA e tanti soldi.
Verrà tolto dal filmato che racconta la storia dell’Olimpia e non ci sarà nessuna foto che lo ricorderà ne qui ne in America, in compenso avrà due o tre ville , ristoranti, yatch e tutto quello che vorrà…avrà tantissime “cose” condite dall’oblio …questioni di scelte
D’altronde diciamola tutta , senza essere troppo politicamente corretto, i lustrini dell’America fanno molto effetto su chi è nato e vissuto in provincia.
Si sa che i nonni hanno sempre un altro fascino sui ragazzini! 😁
V. Gallinari vinse molto anche per aver giocato con D’Antoni, Meneghin etc. Ma era un campionato ed un’epoca in cui i guadagni non erano affatto elevati (lo ricordo che accompagnava a casa D’Antoni su una R4) e meno ancora per un comprimario pur preziosissimo come Gallo padre. Ad ogni modo, abbiamo appena visto come i campioni di esperienza e qualità nei momenti decisivi sappiano esserci e fare la giocata giusta, vedi Hines Melli Datome e Rodriguez (oltre a Shields) e la domanda semmai è : ma D Gallinari e’ un grande giocatore o un campione? Onestamente non l’ho ancora capito.
Fra 3 anni alla domanda chi è stato il più forte giocatore italiano di sempre, la risposta sarà sempre Meneghin, perchè il primo elemento che qualifica uno sportivo sono i titoli vinti, in qualunque sport, anche io, quelli di squadra.
Pur rispettando la sue scelte, io fra guadagnare 200 milioni (già incassati) o guadagnarne 210 (che non ti cambia nulla) e invece tornare e provare a far vincere alla squadra che ti ha lanciato un titolo che manca da 40 anni, e diventando l’idolo del forum (quanti baminini in USA girano con la sua maglia ? Forselo stesso numero di quelli che qui indossano quella di Pascolo). Dispiace farlo notare, ma Bellinelli “rischia” di concludere una carriera che il Gallo si sogna, sia qui che oltreoceano.
Gallinari ha esplicitamente detto che vuole provare a vincere là, quello che Belinelli ha fatto prima di tornare in Italia.
Al posto del Gallo, qualsiasi altro giocatore di basket farebbe la stessa scelta, ossia rimanere in NBA, visto che, buon per lui, ha ancora estimatori d’oltreoceano che, a quanto si legge, lo vogliono ricoprire d’oro.
Troppo facile parlare dal divano di casa, raccontando la “storiella” del figlio che chiede al nonno e roba simile, perché nessuno al posto di Danilo, neanche tra noi tifosi, farebbe una scelta diversa. Chi scrive il contrario è perché non si trova nella situazione del Gallo.
Io non posso far altro che annotare quello che succede dal divano di casa come credo faccia anche tu e tutti quelli che scrivono qui.
Non ho dato giudizi , come invece spesso fai tu , ma esplicitato dei dati di fatto.
Poi , la consideraziopne sul provincialismo, visto che non l’hai capita, se vuoi te la spiego con parole più semplici.
Riporto fedelmente:
Il 30 giugno 2019, a sorpresa, firma per il Barcellona nonostante avesse offerte dall’NBA (tra cui un contratto dagli Utah Jazz tra i 45 e i 50 milioni).
Mirotic ha fatto una scelta diversa. Il bello è proprio questo: che ognuno la pensa a suo modo. Se non fosse così questo blog, e tutti gli altri, non avrebbero senso di esistere.
Se rimarrà in nba, spero per lui che vinca l’anello.
Se tornerà spero che sia utile alla causa dell’el.
L’eccezione c’è sempre, ma su 100 quanti si comporterebbero come Mirotic? Pochissimi, forse basterebbero le dita di una mano. Per il resto sono d’accordo con te quando sostieni che ognuno la pensa a suo modo, senza la necessità di raccontare “storielle” raccontate ad arte solo per il gusto di deridere le scelte fatte da un professionista, che è libero di scegliere il meglio per la sua vita professionale. Per esempio, se tu fossi il Gallo, aldilà dell’aspetto economico, sceglieresti con la tua testa o chiedi il parere ai tifosi?
Se io fossi il Gallo, non avrei bisogno di sentire nessuno, tanto meno i tifosi, anche perchè sentirei il dovere morale di chiudere una favola nel migliore dei modi: il bambino che arriva all’Olimpia, ci rimane 10 anni, il suo talento viene incanalato in modo da poterlo far giocare poi nel campionato più forte del mondo. 15 anni dopo, torna per aiutare quella società a vincere.
C’è una favola più bella di questa ?
Anche perchè se fossi Danilo, mai a poi mai vorrei vedere mio figlio che mi deride per i trofei vinti da quello scarpone di nonno Vittorio.
P.S.
Giusto per riderci su: io rispetto le decisioni di tutti, anche di quelli che vanno con i trans, vuoi che non rispetti la decisione di chi vuole giocare o vincere in nba 😁
Forza Olimpia, prendiamo Pangos, altrimenti sono caz….
Direi che le illusioni qui le hanno ben altri che quelli che raccontano le parabole dei nonni dei nipoti.
Perché se credete alla favola del Gallo che ci tiene a vincere l’anello, beh… siete illusi, delusi o ipocriti.
Il Gallo è un buon giocatore, ma non è un vincente: nessuna squadra da titolo NBA ha bisogno di lui o lo prenderebbe. Né hanno mai pensato di prenderlo, o sono stati vicini a prenderlo.
In nazionale ha spostato poco, quei pochi mesi che ha giocato a Milano durante il lock down ha fatto il ganassa e ci siamo divertiti a vederlo e tifarlo, applaudirlo e amarlo, ma rendimento o risultati pochini.
Non solo perché è fragile, ma sostanzialmente perché non ha gioco interno ed è lento.
Poi quando la squadra gira fa anche venti punti a partita, ma solo se e quando la squadra gira. Con le guardie che ci sono in NBA, un lungaccione come lui che abbia la mano calda da 3 come ce l’ha lui, serve molto meno, perché ce ne sono tanti altri che possono farlo prima che la palla arrivi all’ala grande.
Ed è qui, quindi, che la sua mancanza di atletismo e lentezza non lo rendono papabile per squadre con intenzioni serie.
Diciamo quindi che resta lì perché ancora trova contratti nelle squadre ai margini dei po, o che ci entrano di striscio, e perché lo coprono di dollaroni, e francamente mi sembra un ottimo motivo.
Purché la smetta con la menata di Milano, anche se glielo chiedono: “non so se sarò ancora adatto alle ambizioni di Milano, quando avrò finito in America”, dovrebbe rispondere e tagliare corto.
Però oggi parlano di Miami Boston (finalista quest’anno) lakers e un’altra società a Est
Ne parlano – di Boston – vero. Staremo a vedere.
Miami e i Lakers di questo periodo soprattutto, sono pochissima cosa. Vale quindi il discorso degli scampoli, secondo me.
Vedremo.
Per fortuna non saremo noi tifosi a decidere l’eventuale ritorno del Gallo con la nostra maglia, ma la società, in primis Giorgio Armani, con il quale il Gallo ha un ottimo feeling.
Molto dipenderà dalle sue condizioni fisiche, perché ha sempre detto che il suo sogno è di finire la carriera a Milano se il suo corpo glielo consentirà.
il resto, le illusioni, le parabole dei nonni dei nipoti, le favole, sono chiacchiere da bar.