Leandro Bolmaro: In Olimpia Milano mi sento importante. Il mio futuro? Torno il prossimo anno affamato

Alessandro Maggi 6
Leandro Bolmaro Olimpia Milano

Leandro Bolmaro si prende la scena al Media Day di fine stagione di Olimpia Milano. Dopo uno Scudetto vissuto da protagonista, l’esterno argentino ha raccontato la sua crescita, il ruolo difensivo, l’impatto emotivo sulla squadra, la situazione contrattuale e gli obiettivi per il futuro.

«Cerco sempre il modo di aiutare la squadra. In difesa è il mio punto forte, ma anche in attacco devo concentrarmi, trovare ritmo e fiducia. Ho lavorato tanto durante la stagione, quindi non è una sorpresa», ha detto Bolmaro parlando del suo contributo offensivo nei playoff.

Il tema centrale resta l’energia. «Mi dicono sempre dell’energia che porto alla squadra. Non la cerco, mi viene in automatico. Tutto parte dalla difesa: devo sempre marcare il miglior giocatore avversario, con intensità ed energia. I miei compagni lo vedono e lo fanno anche loro».

Bolmaro ha sorriso anche sul ruolo da “bad guy”: «Quando giochiamo fuori casa mi piace. In casa no. Cerco sempre di aiutare la squadra e di avere impatto sulla partita in ogni modo». Poi il paragone: «Dennis Rodman? No, troppo giovane. Draymond Green. Ma non sono così pazzo».

Il salto rispetto alla prima stagione è stato soprattutto mentale. «Il primo anno in una squadra vincente è normale che sia difficile. Devi adattarti a un nuovo club, una nuova città, un nuovo Paese. Nel secondo anno sono cresciuto tanto mentalmente e ho potuto mettere il mio gioco in campo».

Sullo Scudetto, Bolmaro rivendica la forza del gruppo: «Durante la stagione giochiamo tante partite, viaggiamo tanto, alcune gare non sono semplici. Ma non abbiamo mai smesso di crederci. Nei playoff abbiamo dominato quarti, semifinali e finale: ce lo siamo meritato».

Il futuro è già nella testa dell’argentino, ma anche nel suo contratto. Bolmaro ha ricordato di avere «un altro anno e poi un’opzione», spiegando di voler ragionare «giorno per giorno, stagione dopo stagione».

Poi l’obiettivo: «Voglio tornare il prossimo anno affamato e vincere ancora lo Scudetto. Dobbiamo provare a fare i playoff di EuroLeague, perché questo club lo merita e dobbiamo riportarlo dove deve stare».

Bolmaro si sente ormai riconosciuto come leader. «Ho vinto campionato e coppa in Germania, Spagna e Italia, ma qui mi sento sicuramente molto più importante. Durante tutta la stagione sono stato a un livello mentale diverso. Nel secondo anno a Milano sapevo cosa mi aspettava ed ero pronto».

6 thoughts on “Leandro Bolmaro: In Olimpia Milano mi sento importante. Il mio futuro? Torno il prossimo anno affamato

  1. Meno male che almeno lui resta… Per me è un ottimo giocatore e in coppia con hall + shields saranno volatili per diabetici per gli esterni avversari.

    1. A parte che il contratto di Shields non è stato ancora rinnovato, credo che tu ti riferisci alla LBA perché in EL è tutta un’altra storia perché per ora Bolmaro ha dimostrato di essere competitivo solo in un campionato mediocre come la LBA mentre in EL è stata tutta un’altra musica…

      1. In EL è stata tutta un’altra musica ma il fatto è addebitabile anche a Poeta che si è incaponito a far giocare gli stessi 10 giocatori cotti per 4 partite in 8 giorni ad ogni doppio turno di EL.

        Poeta pensava di essere ancora a Brescia. Se giochi l’Eurolega devi pianificare turnover costante e lasciar fuori tutti i migliori giocatori in LBA, tanto non occorre vincere la regular season in campionato per vincere lo scudetto.

        Bolmaro ci mette energia e difende bene, sono contento che rimanga, poi ovvio che il tasso qualitativo di squadra andrebbe alzato ma non è facile col quintetto base interamente ai saluti.

      2. @Lupo nessuno mette in discussione l’impegno che Bolmaro ci mette a parte qualche cazzata che commette e che lui stesso ha ammesso però in EL dove il livello sale rispetto alla LBA lui ha dei limiti tecnici che vanno oltre alle rotazioni ridotte di Poeta tra EL e LBA.
        Anche perché se così non fosse sarebbe già altrove.

    2. Il basket non è solo difesa e in EL non ha entusiasmato, poi se vogliamo dire che è stato il meno peggiore è un altro discorso ma non mi risulta che si mangiava i suoi avversari. E nel trio Hall/Bolmaro/Shields solo l’ultimo ha punti nelle mani.

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