L’attacco della Virtus alla terna di gara-1. La cronologia dei fatti, da Messina a Rhyzhyk

Virtus vs Olimpia Milano al via domani, ma la vigilia si è sovraccaricata, con riferimento diretto agli arbitri

Virtus vs Olimpia Milano al via domani, ma la vigilia si è sovraccaricata, con riferimento diretto agli arbitri. Così Luca Baraldi, CEO Virtus Bologna, ieri a TRC: «Ho anche letto l’arbitro ucraino ringraziare qualche esponente importante del basket italiano». L’arbitro ucraino, che come tutti noi ha un nome e cognome, è Boris Rhyzhyk.

Luca Baraldi e l’arbitro ucraino

Luca Baraldi ha parlato di arbitri nella giornata di ieri, nell’intervista concessa a TRC e riportata a puntate da vari media, tra cui realolimpiamilano.com.

Ecco le sue parole, che questa mattina leggiamo su Stadio: «Non scendo nelle valutazioni dei singoli, altrimenti mi viene da pensare al passato con arbitraggi non felicissimi da parte di Begnis, che per carità, ci sta. Ho anche letto l’arbitro ucraino ringraziare qualche esponente importante del basket italiano».

La terna di gara-1 di Virtus vs Olimpia Milano è Begnis, Sahin e Ryzhyk. Ovvero due degli arbitri di maggiore personalità del basket italiano, e un direttore di gara di EuroLeague. Dato di fatto.

Il basket italiano e gli arbitri, storia di una stagione

Ma andiamo con ordine, perchè nessuno ricorderà la cronologia dei fatti, e i temi e le modalità di discussione messe in atto. Sia chiaro, questa è solo la cronologia dei fatti, non un ordine gerarchico.

16 aprile 2022, l’Olimpia Milano batte la GeVi Napoli, Ettore Messina parla così in sala stampa. 

Mancanza di comunicazione al centro: «Ci sono tanti bravi giocatori in questa lega, il livello sta salendo, ma chi non fa un passo avanti sono gli arbitri. Un’incapacità di comunicare incredibile».

Fondamentale sottolineare come certe dichiarazioni arrivino dopo un largo successo, dunque senza particolari interessi di sola parte: «Uno può vincere o perdere, ma ci sono cose che non vanno bene a livello di relazione sul campo».

Responsabilità: «Terne senza né capo né coda, non si capisce chi è il primo o il terzo arbitro. Devono prendersi un po’ di responsabilità, perché il livello ne richiede uno migliore».

Si parla di relazioni e di gerarchie. Ettore Messina ha un ruolo istituzionale nella FIP, dopo una settimana Stefano Tedeschi, presidente del Comitato Nazionale Arbitri, risponde in politichese sul Carlino.

«Stimo Messina come uomo di sport e come persona, ma questa volta le sue parole mi sono sembrate fuori luogo. Ho atteso qualche giorno sperando che il tiro venisse aggiustato anche perché in privato diversi allenatori e diversi dirigenti mi hanno contattato per sottolineare come nel dopo partita contro Napoli il tecnico di Milano parlasse a titolo personale e non a nome dell’intera categoria e che non rispecchiava il loro pensiero».

Apriamo una piccola parentesi: anche chi scrive pensa di essere bello, non casualmente riceve ogni giorno chiamate da Belen che ne confermano l’autostima. Oltre che dalla sorella di Belen e da Martina Stella. Questo sarà l’unico commento del pezzo, non preoccupatevi. Ma almeno diamo il senso di quel che pensiamo in merito.

Le parole di Ettore Messina, intanto, vengono commentate qua e là. Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari, appoggia la visione.

«Sono d’accordo con Ettore, è il momento di fare una riflessione importante sulla classe arbitrale e sul livello di arbitraggi, anche se non punterei il focus sul selezionatore, quanto sul sistema, è quello che va ristrutturato nel migliore dei modi per garantire un innalzamento della qualità e un’equità maggiore».

Luca Baraldi, addirittura, ne segue l’esempio: 

«Se un allenatore come Ettore Messina si permette di fare critiche, bisogna ascoltarlo. Allo stesso modo noi diciamo che il sistema deve crescere a livello tecnico ma anche istituzionale. Lo ha detto coach Scariolo: in casa abbiamo sempre gli arbitri migliori, fuori quasi mai. Non è una polemica ma una riflessione per costruire una casa migliore, aiutando i fischietti, che non siamo abituati a criticare. Anzi, ai nostri giocatori diciamo di aiutarli, e mi arrabbio quando vedo proteste plateali che accrescono le diffcoltà di direzione. È tutto un sistema da rifondare. Chiediamoci perché non ci sono giovani e siamo costretti a prolungare le carriere dei più esperti con le proroghe all’età».

Dal canto suo, Sergio Scariolo, entra in gioco con una serie di tweet che, fondamentalmente, hanno ora valore evocativo sulle sue dichiarazioni di oggi.

Queste sono le premesse. Ora arriviamo alle parole di Luca Baraldi, riportate a singhiozzo in questi due giorni. Ecco in merito a Begnis e Rhyzhyk, con Sahin prima terna delle LBA Finals 2022.

«I nostri tifosi sono preoccupati, io parto dal presupposto che gli arbitri siano in buona fede e che non è facile dirigere queste gare, in uno sport dove il peso arbitrale è più significativo di altri. Anche loro si dovranno dimostrare all’altezza, considerate le polemiche nelle ultime settimane e che hanno riguardato più Milano che la Virtus. Non scendo nelle valutazioni dei singoli, altrimenti mi viene da pensare al passato con arbitraggi non felicissimi da parte di Begnis, che per carità, ci sta. Ho anche letto l’arbitro ucraino ringraziare qualche esponente importante del basket italiano. Ma la cosa che conta è che siano indipendenti, poi si può sbagliare».

La ricostruzione delle sue parole è di Stadio. Non nostra. Ma a cosa fa riferimento Luca Baraldi in merito al “ringraziamento” di Rhyzhyk?

Il 24 febbraio, in EuroLeague, Ettore Messina si esprime così: «Voglio esprimere la mia simpatia per l’arbitro Borys Ryzhyk, non posso immaginare il pensiero con cui è arrivato qua in una situazione orribile per l’Europa e l’Ucraina. Difficile commentare, non sappiamo cosa accadrà in futuro. Perdere una partita di basket non è niente rispetto a quello che sta accadendo».

E Boris Ryzhyk, l’uomo del cartello Stop War ? Così sul Corriere della Sera il 14 aprile: «Io sono un arbitro professionista dal 1992, internazionale dal 1997. Ho avuto tanti contatti con il basket italiano, conosco la sua storia: Meneghin, Fucka, Basile, Datome. Non voglio dimenticare nessuno. E poi un nome che dice tutto: Ettore Messina. Seguo ogni giorno le notizie internazionali. Ho visto che gli italiani sono solidali con gli ucraini e li ringrazio. Anche voi non capite come sia possibile vedere in azione carri armati, elicotteri, armi di distruzione».

Questo è quanto, ognuno si faccia la sua idea. Noi abbiamo la nostra.

18 thoughts on “L’attacco della Virtus alla terna di gara-1. La cronologia dei fatti, da Messina a Rhyzhyk

  1. Evidentemente la Virtus ha deciso di ispirarsi al calcio, per aumentare l’audience del basket italiano.

    Parlare degli arbitraggi, delle designazioni addirittura, è infatti spazzatura calcistica: si vede che alla Virtus hanno stimato che funzioni, che attragga, e via giù per quella strada.
    Male, malissimo. Pessimo.
    Il clima di rivalità secondo me non ha bisogno di essere creato a questo modo, potenzialmente pericoloso, come spesso lo è nel calcio.

    Dispiace molto che sia successo.
    Dispiace che si soffi sull’incidente già prima che succeda – se succederà, e non è detto affatto.

    Gli arbitri ovviamente possono sbagliare, ma è raro, che arbitri di questo livello facciano errori che decidono le partite.
    E al momento non c’è davvero motivo per pensare che lo facciano in questa finale.
    Brutto quindi circondare i possibili futuri errori veniali che ci saranno, di sospetto.
    Veramente pessimo.

    1. Stasera vedremo anche all’opera i continui flopping di Teodosic e i falsi contatti a gambe aperte con sbracciate alla Phelps di Belinelli .. giusto x collaborare con arbitri e aiutarli nel loro lavoro. La cosa grave è il silenzio di Petrucci ma la sua mediocrità è ormai tristemente famosa .. vorrò vedere a ogni partita di EL magari a Madrid o a Istanbul o all’Oaka o a Barcellona .. piangere piangere piangere davvero piccoli uomi di sport in una piccola società. Concordo con il tuo post. Prepariamoci a cos’è mai viste ..

      1. Hai dimenticato la testa di Pajola che sobbalza come quei pupazzetti a forma di cane che si mettevano sui cruscotti delle auto.

  2. Le parole di questo pagliaccio fanno scopa con quanto accaduto a suo tempo al Parma calcio uno del quale il basket avrebbe fatto volentieri a meno, ma la mediocrità di questa società in questo periodo storico, la di evinco anche da queste scelte. Il cosiddetto industriale Zanetti e il sopravvalutato Scariolo avrebbero dovuto buttare acqua sul fuoco, ma la mediocrità è diffusa e quindi ..il silenzio di Petrucci poi è scandaloso davvero conferma e testimonia la sua pochezza .. stasera sarà seduto sicuramente al fianco di uno o più di questi mentecatti. Stasera Belinelli e teodosic flopping a gogo’ come se non ci fosse un domani .. alla faccia della
    Sportività e tanti saluti ai concetti di collaborazione e tentativi di aiutare gli arbitri. Parole parole parole ma quando si nasce mentecatti si muore come tali. Persa occasione x vivere una finale almeno in modo sportivo e sfruttata quella di accendere gli animi degli idioti esagitati Firza scarpette rosse forza Olimpia

  3. Gettare bombe incendiarie contro una finale che dovrebbe essere solo un momento di grande sport ed agonismo, è criminale. Auguriamoci che gli si ritorca tutto contro e che sia solo grande basket.
    Forse si stanno cagando addosso.

  4. ….certo che se gli arbitraggi saranno come quelli delle finali dell’anno scorso avranno poco da lamentarsi

  5. Soffrono probabilmente di un certo complesso di inferiorità, nei confronti di un Olimpia invece sempre molto corretta nei confronti di qualsiasi avversario . Dichiarazioni arroganti, tra manavantismo e presunzione. La conquista dello scudetto non ha fatto bene sotto alcuni aspetti a Baraldi, imho.
    Alla fine ognuno tira l’acqua al proprio mulino, è poco elegante ma per chi mastica anche calcio non si stupisce di nulla e, non scordiamoci, che Baraldi viene dal calcio.
    Anche se, per onesta, bisogna ammettere che negli ultimi anni il mondo del basket, tifosi compresi, è più vicino, per tanti aspetti, al mondo del calcio, molto di più rispetto al passato.

  6. scusate eh? Ma la polemica, come correttamente indicato nell’articolo, la iniziò Messina: e più che polemica, è un dato di fatto, che ci siano arbitraggi spesso indisponenti. Poi se vogliamo dare la colpa a Baraldi, che è simpatico come sedersi su un cactus, andiamo pure, ma che ci sia un problema lo dicono tutti, Olimpia in primis. Che non mi pare, decisamente, una squadra penalizzata dagli arbitri. Non a caso Messina non ne parlava, e nemmeno Scariolo.

    1. Lamentarsi del fatto che interfacciarsi con gli arbitri è complesso è un filo diverso dall’insinuare che un arbitro è amico dell’allenatore della squadra avversaria.

    2. Che c’è un problema ok. Messina ne parlò uno o due mesi fa e non in relazione ad una partita. Chiedere equità (come se in altri scontri diretti non ci sia stata) DUE giorni prima della finale è assolutamente diverso. Ha creato un clima nauseante e lo vedremo nelle prime due partite con il pubblico che sarà pronto ad incendiarsi ad ogni fischio contro. Dai @mircomazzo non puoi proprio paragonare i due interventi

  7. Che se ne vedano di tutti i colori a livello di arbitraggio è un dato di fatto. Le polemiche partono dalla scarsa qualità degli arbitraggi. Chiunque veda le partite regolarmente non puo’ non accorgersi delle fischiate assurde, dopo ognuna delle quali i giocatori si guardano aspettando di sapere su chi calerà la mannaia. Baraldi fa direttamente riferimento all’influenza che Milano e Messina possano avere sulle designazioni. E’ un dato di fatto che gli unici tifosi in controtendenza sono quelli di Milano. Per tutto il resto d’Italia, Milano è spesso favorita. Anche sui flopping siete miopi. Il Chacho merita sicuramente il podio della categoria. Poi non lamentiamoci se si scimmiotta il calcio.

    1. Chi porta gli occhiali del tifo è spesso miope. La sola differenza sostanziale tra Milano e le altre piazze è che da noi il pubblico è prevalentemente più corretto ed educato, poi le persone becere ed ignoranti abitano ovunque. Per quanto riguarda la squadra da noi atleti e panchina hanno il dovere di tenere un comportamento corretto e chi sgarra paga. Altrove meno, molto meno.

    2. Infatti. Quindi dopo queste parole se vincerà Bologna gli arbitri finalmente saranno stati bravi ed equi mentre se vincerà Milano sarà la dimostrazione della nostra influenza in federazione e sugli arbitri. Infatti vinciamo scudetti ogni anno grazie a questo…

    3. Le polemiche dei dirigenti partono dall’assenza di profilo morale. I casi sono due:
      1) Gli arbitri favoriscono in modo fraudolento l’Olimpia, quindi la cosa va denunciata alla autorità competenti
      2) Gli arbitri sbagliano o non sbagliano a prescindere da chi hanno davanti, con un po’ più di “manica larga” nei confronti di giocatori dal profilo importante, e in tal caso parlare di una squadra favorita dagli arbitri è un abominio morale

      Siccome è la seconda, non se ne può più. Benissimo lamentarsi su singole situazioni perché l’errore fa arrabbiare e ci sta; indecoroso, indecente e moralmente corrotto invece insinuare che se Messina dice “sono vicino all’arbitro ucraino per via della guerra” allora poi arrivano i favori. Ma evidentemente al tifoso piace questo deplorevole modo di devolvere in un pozzo di degrado umano e quindi Baraldi fa bene a gettare carne rossa ai suoi.

  8. si potrebbe dire che “la classe non è acqua”, caro signor Luca Baraldi. E Messina di classe ne ha. Ma anche le parole di + politichese che chiarificatore hanno della classe. Mentre, fanno solo un polverone ed una figura da opportunista, le elucubrazioni semplicistiche di Luca Baraldi.

  9. Baraldi, che assist meraviglioso per la piagnina Teodosic e il mago Belinelli prima che la serie cominci. Che si preparino i materassi in una serie che promette di essere a tuffo libero (e fischiato ora)…

  10. Si puo’, volendo, continuare a sostenere che Baraldi parlava ai tifosi. Invece parlava alla Lega, agli arbitri e anche alla stampa. La verità è che la Segafredo Virtus sta sulle balle a tutti, proprio perché si presenta con le scarpe grosse (Baraldi) del parvenu al banchetto dei primi incontrastati da anni. Baraldi parlava alla Lega per via della presentazione fatta a Milano nonostante la sede sia a Bologna (arrivata oltretutto davanti in RS). Parlava agli arbitri per le note ragioni (Gara due Milano-Sassari, un arbitro della terna criticato da Bologna in passato, un altro che ringrazia “soprattutto” Ettore Messina, etc.). Persino la stampa, che ha criticato la scelta di giocare a Bologna alle 21:00 paventando difficoltà a chiudere l’edizione in tipografia in tempo per il giorno dopo (infatti le partite di calcio cominciano tutte alle 21:00). Oggi la gazza, come faceva notare qualcuno, non intervista nessuno della Virtus. Solo il Chacho. Questo è l’ambiente, questa è la realtà. Merito di quanto fatto politicamente da Milano in questi anni? Certo, ma starei attento a non giudicare in maniera strabica quanto sta succedendo.

    1. Le partite di calcio di campionato iniziano alle 20:45 e la stampa è estremamente più disponibile a correre per pubblicare notizie sulla Serie A che sulla LBA: probabilmente i giornalisti si sono seccati di dover aspettare un po’ di più in un periodo dell’anno. Non è che abbia particolare simpatia per il fatto che devono andare a letto 15 minuti dopo, però l’idea che si sono lamentati perché l’ha chiesto Bologna è da complottisti.

      L’arbitro che ringrazia Messina lo fa perché Messina ha mostrato empatia per la guerra in Ucraina. O Baraldi pensa che Rhyzhyk sia un furfante (che denunci in base a quello che sa) oppure è l’ennesima dimostrazione di corruzione morale.

      L’Olimpia l’anno scorso ha ricevuto dalla Lega meno del minimo sindacale in termini di calendario e quest’anno è stata distratta dalla vicenda Pozzecco proprio prima dei playoff. Quanti dirigenti di Milano hanno parlato di gomblotti arbitrali?

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