Il presidente degli arbitri risponde a Messina: “In privato diversi coach e dirigenti hanno preso le distanze da lui”. Ma non fa nomi

Stefano Tedeschi, presidente del Comitato Italiano Arbitri, risponde ad Ettore Messina su il Carlino (fonte bolognabasket)

 Stefano Tedeschi, presidente del Comitato Italiano Arbitri, risponde ad Ettore Messina su il Carlino (fonte bolognabasket).

«Stimo Messina come uomo di sport e come persona, ma questa volta le sue parole mi sono sembrate fuori luogo. Ho atteso qualche giorno sperando che il tiro venisse aggiustato anche perché in privato diversi allenatori e diversi dirigenti mi hanno contattato per sottolineare come nel dopo partita contro Napoli il tecnico di Milano parlasse a titolo personale e non a nome dell’intera categoria e che non rispecchiava il loro pensiero».

Parole che lasciano il tempo che trovano, visto che non vengono fatti nomi, e non si mette la faccia, a differenza del coach biancorosso, che parlò dopo una vittoria. Addirittura, Tedeschi, più che parlare di arbitri, entra nel merito del livello tecnico del campionato: «Gli arbitri fanno parte di un movimento che da anni sta cercando di riformarsi, Ad oggi abbiamo società di A che stanno facendo uno sforzo economico notevole, ma questi sforzi non migliorano la qualità del campionato. La pandemia ha sicuramente complicato le cose, ma il livello si è purtroppo abbassato».

Conclusione: «Si può sempre fare meglio, ma quello che non mi sembra utile è attaccare più o meno velatamente il lavoro di persone come il designatore Sergio Borroni, l’istruttore Dino Seghetti o il responsabile dell’organo tecnico Marco Giansanti».

Ettore Messina si era espresso così: «Ci sono tanti bravi giocatori in questa lega, il livello sta salendo, ma chi non fa un passo avanti sono gli arbitri. Un’incapacità di comunicare incredibile».

Messina era stato deplorato, ma aveva incassato il sostegno di Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari: «Sono d’accordo con Ettore, è il momento di fare una riflessione importante sulla classe arbitrale e sul livello di arbitraggi, anche se non punterei il focus sul selezionatore, quanto sul sistema, è quello che va ristrutturato nel migliore dei modi per garantire un innalzamento della qualità e un’equità maggiore».

11 thoughts on “Il presidente degli arbitri risponde a Messina: “In privato diversi coach e dirigenti hanno preso le distanze da lui”. Ma non fa nomi

  1. A me non sembra che Messina abbia parlato a nome dell’intera categoria ma piuttosto il contrario.
    Almeno Ettore ci ha messo la faccia, a differenza di allenatori e dirigenti che l’hanno chiamato in privato. Perché Tedeschi non fa nomi e cognomi di chi l’ha contattato in privato? Troppo facile lanciare la pietra per poi nascondere la mano.
    Cmq le parole di Messina hanno già sortito un effetto: le ire del Presidente degli arbitri.

  2. Gli arbitri sono semplicemente scarsi. E quando sei scarso, con bassa capacità tecnica e magari hai una personalità non proprio fortissima, subisci inevitabilmente, anche se inconsciamente, stimoli diversi verso quelli che alla fin fine, ti danno modo di guadagnare bei soldini e un pelo di fama.

    1. Sottoscrivo .. scarsi tecnicamente soprattutto, ma anche con la volontà di essere protagonisti quando invece, un grande arbitro, non dovrebbe farsi notare. Messina ha semplicemente detto il proprio pensiero che è anche quello della stragrande maggioranza di persone che seguono il basket sia dentro che fuori dalle società. I Vitolo e I Martolini, uomini con forte personalità oltre che bravi tecnicamente, non ce ne sono più e i giovani fanno fatica ad emergere. Messina lo ha detto gli altri lo pensano e malissimo ha fatto questo signore dicendo che poi lo hanno chiamato in privato .. perché ? Per ingraziarsi future fischiate ? O solo x distinguersi in peggio da chi di basket ne sa ? Scommetterei anche su chi abbia telefonato .. qualche idea l’avrei.

      1. Vitolo e Duranti non erano certo una coppia aperta a quel dialogo auspicato da Messina. Avevano personalità, forse troppa, tanto da ergersi quasi sempre a protagonisti in campo. Meglio Fiorito e Martolini.

      2. @Slim .. io ti dico per certo, credimi, che quando facevi qualcosa di falloso ma leggero ma n particolare lontano dalla palla .. Vitolo con la sua cadenza toscana .. attenzione a questo o a quello alla prossima fallo .. durante un po’ meno malleabile, ma anche Martolini potevi chiedere spiegazioni .. fiorito più permaloso … ma tecnicamente tutti due spanne sopra gli arbitri di oggi. Vedo spesso un arbitraggio contro l’Olimpia che consente contatti fisici non proprio corretti .. una sorta di compensaIone x non so quale regola..buon basket

  3. Direi che il presidente Tedeschi fa una difesa d’ufficio degli arbitri, generica, scomposta, da manager – ignorando però completamente il tema proposto da Messina che è, scriviamolo maiuscolo, il DIALOGO.
    Vero è che poi Sardara distorce le parole di Messina alle quali si attacca, parlando di maggiore equità, ma lo sfogo di Messina è rivolto alla capacità degli arbitri di parlare con gli altri protagonisti in campo durante la partita.

    Il tema proposto da Messina però è importante.
    Un arbitro che accetta il dialogo senza rifugiarsi dietro un tecnico, ma anche un arbitro capace di andare da Delaney a dirgli smettila di sbracciare e sbuffare e alzare le braccia al cielo, ha un controllo maggiore della partita, ha la possibilità di avere un feed back immediato del suo operato, guadagna in collaborazione da tutti i protagonisti della partita quindi arbitra meglio.

    Questo non vuol dire che deve star lì ad ascoltare tutti quelli che si lamentano in ogni circostanza, ma una buona disposizione al dialogo di chi ha il potere di dirigere la partita, sicuramente aiuta anche i giocatori e gli allenatori a dialogare meglio, meno istericamente, meno furbescamente.

    Secondo me è un tema molto importante.
    Non sarà facile da discutere, e a giudicare dalla risposta di Tedeschi probabilmente non si riuscirà nemmeno a iniziare, ma il potenziale è enorme.

  4. Le modalità dell’uscita di Messina mi sono parse strane (non i contenuti), sarebbe stato forse più produttivo meditare un discorso più articolato come nella lettera aperta ad Euroleague. Detto questo, la risposta fuori luogo nei modi e nei contenuti certifica lo stato comatoso e l’assoluta incapacità di autoriflessione del nostro movimento cestistico. Poi ci si stupisce che una squadra assolutamente meritevole per crescita tecnica ed organizzativa come la Virtus venga snobbata a livello di wild card EL: il basket italiano nel suo complesso è considerato indietro a Francia e Germania, non stupiamoci del perché.

    1. Marco de Mattia Messina ha parlato di arbitri LBA, non di Eurolega.

  5. Sì ma se non ci sono squadre come Milano e Bologna sponda Virtus che investono milioni, il livello resta basso. Quindi è giusto dire che anche il livello del campionato non è dei migliori ma bisognerebbe mettersi a tavolino e, insieme, trovare le soluzioni per un miglioramento complessivo del movimento.
    Io ho visto che anche in EL a volte l’arbitraggio non è dei migliori. Credo che Messina volesse tirare fuori l’argomento come stimolo ad un miglioramento, più che fare critiche mirate. Lo ha fatto dopo una vittoria, quindi senza il dubbio che potesse essere uno sfogo post sconfitta. Magari la forma non era delle migliori (meglio una lettera aperta?) ma il problema resta e va affrontato.

  6. Comunque solo in Europa gli arbitri sono una categoria alla pari o forse persino sopra le società sportive. Negli sport professionistici americani gli arbitri sono dipendenti delle leghe e fanno esattamente quello che viene chiesto loro (parlo naturalmente di come arbitrano, non dei singoli fischi…). Questa burocrazia che abbiamo è grottesca, francamente.

  7. Qualche giorno dopo l’esternazione di Messina, sulla Rosea c’era un piccolo editoriale di Dan Peterson, che dava ragione in toto a Messina, spiegando che il livello del basket italiano è cresciuto negli ultimi anni, e c’è solo una componente che è rimasta al palo, se non peggiorata: la classe arbitrale.

    Poi Dan fa un decalogo per migliorare/riformare la classe arbitrale, e come prima mossa suggerisce di eliminare l’attuale direttore del comitato direttivo e poi va avanti con svariate proposte, come permettere agli ex giocatori di arbitrare, perché in Nba lo fanno e funziona bene, per continuare suggerendo un maggiore grado di professionismo tra gli abritri etc etc.

    Tra un burocrate che fa una difesa caotica ed emotiva degli arbitri, menzionando pareri anonimi e Dan Peterson che sin dai tempi del suo arrivo in Italia ha notato negli arbitri l’anello debole del movimento cestistico nazionale, io ritengo motlo più affidabile il vecchio Dan, i cui consigli dovrebbero essere presi in considerazione per migliorare il sistema.

    Casualmente poi rilevo che l’intervista del dirigente è stata affidata al Carlino di Bologna, sapendo che in loco avrebbe trovato terreno fertile anti-Olimpia.

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