Real vs Olimpia Milano, 5 domande 5 | Biancorossi solidi, Madrid no. Ma Laso si gioca tutto

Palla a due alle ore 20.45, domani, per Real vs Olimpia Milano. Parliamone, con le nostre consuete “cinque domande cinque”

Palla a due alle ore 20.45, domani, per Real vs Olimpia Milano. Parliamone, con le nostre consuete “cinque domande cinque” riferite al prossimo impegno di EuroLeague.

Olimpia Milano ai playoff matematicamente, ma con di fronte un calendario a dir poco complicato. Novità dall’infermeria biancorossa?

«Sì, calendario complicato con trasferte quasi impossibili o confronti con squadre ancora in discussione tra traguardo minimo o miglior posizione in graduatoria. Diciamocelo: la squadra di Ettore Messina ha fatto un percorso pazzesco senza Mitoglou e Shieds, ma ha sfruttato anche una fase centrale del calendario più “potabile”. Ora non è che le cose, a livello fisico, vadano così meglio: i tempi di recupero di Trey Kell sono sconosciuti, Riccardo Moraschini è sempre ai box, Shavon Shields non dovrebbe esserci (ma non escludo sorprese) e Gigi Datome è comunque in dubbio, anche se il club non ha fatto comunicati sul suo stato fisico. Lo stesso vale per Dinos Mitoglou, storta ad Oaka e out in campionato».

Le ultime uscite poi sono state quanto meno schizofreniche. In che fase della sua stagione è l’Olimpia Milano?

«In una fase non brillantissima a livello fisico, forse, ma anche di grande consapevolezza: questa è una squadra che sa quel che serve per vincere. E a volte fa il minimo per arrivare all’obiettivo, rischiando anche qualcosa. E’ solida, ed è il segreto mica tanto segreto per fare strada in questa competizione. In Coppa Italia ha dominato due gare su tre e ha fatto le scelte giuste nel finale con Brescia, ad Oaka ha dato le spallate chiave nella fase centrale del match prima di un finale quanto meno sciagurato, e con Derthona è stata assolutamente performante».

In un roster di 18 uomini, imperniato su Hines, Rodriguez e Delaney, il rischio è che qualcuno possa restare indietro. E intanto la Virtus compra, riproponendo il dualismo in Italia. 

«Inevitabile che qualcuno resti indietro. Importante è che non siano in troppi a restare indietro. E quest’anno al momento non è così. Lasciando da parte la questione Moraschini, delicata, oggi vedo gli Alviti e i Baldasso con i piedi ben saldi nel progetto. Ai margini solo Kaleb Tarczewski e spesso e volentieri Troy Daniels, mentre Jerian Grant pare aver trovato il suo posto in EuroLeague. Pongo l’accento invece su Trey Kell: se l’infortunio è grave, si rischia di non vederlo più. Peccato. Virtus? L’obiettivo è l’EuroCup, il contratto di Shengelia è lì a dimostrarlo, in un playoff conterà anche il sistema e la condivisione dei valori. Oggi è impossibile pronosticare quel che Bologna sarà a maggio/giugno. L’Olimpia è sicuramente più avanti, non scherziamo».

E adesso ecco il Real Madrid. Un altro ko con la Stella Rossa, quindi avversario carichissimo giovedì?

«Eh sì, assolutamente. Quattro sconfitte in fila, sette nelle ultime dieci: se Milano è solida, il Real non lo è assolutamente. Questa la prima differenza. La seconda: Laso in pericolo. Follia? No. Questa è una squadra con meno talento rispetto agli anni scorsi, la più scarsa con quel nome da un decennio almeno. Un anno fa non erano alle Final Four, oggi fino a gennaio stavano viaggiando sopra ritmo con la miglior coppia di lunghi di EuroLeague, Tavares-Poirier, una straordinaria rivelazione come Yabusele, ma anche un settore esterni povero di talento e freschezza. Ovvio, parliamo di uno standard comunque alto e di un team da playoff, ma Laso stava facendo molto bene. Solo che, se perdi con Zalgiris e Baskonia, il dubbio che qualcosa possa essersi rotto lì dentro viene. Eccome. Saranno quindi carichi? I valori ci sono, sarà davvero dura pensare in un loro nuovo ko».

Quali saranno le armi per Ettore Messina?

«Lo ha detto già lui. Circolazione di palla e buone percentuali da fuori. Altrimenti perdi fiducia, punti sull’uno contro uno, e ti schianti contro il muro madrileno sotto canestro. Torniamo però alle parole di Laso du ieri, oggi riportate diluite dalla stampa estera. Il riferimento agli arbitri resta, la pressione su giovedì sarà importante. Il Real, e il coach vitoriano, si giocano per la prima volta dal 2014 ben più di una gara: la loro credibilità. Sia chiaro, quest’ultimo non è il nostro pensiero, ma il modo di vedere lo sport a Madrid».

2 thoughts on “Real vs Olimpia Milano, 5 domande 5 | Biancorossi solidi, Madrid no. Ma Laso si gioca tutto

  1. A guardare i numeri dei risultati, il Real pare in difficoltà soprattutto a segnare: 59 col Barcellona, 47 con Zalgiris (!), 72 con Baskonia e 62 con Stella Rossa.
    Non so come mai, non avendo visto le partite, ma la crisi pare proprio offensiva.

    Questo è un buon punto per noi, che siamo veramente capaci di esprimere difese feroci e accanite.
    Poi certo, i canestri bisogna anche farli, oltre che impedirli: all’andata li abbiamo portati all’ultimo tiro, poi è uscito e abbiamo perso, però avevamo Shields da 18 punti.
    D’altra parte fu una serata scarsa al tiro da fuori (un 30% circa, se ricordo bene).
    Inoltre le squadre ultimamente hanno battuto il Real non hanno mai dilagato, mai fatto troppi punti: 64, 68, 80, 65 – quindi si potrebbe vincere anche non segnando tanto, come ci capita di frequente.

    Andiamo su un campo difficile, quindi, ma con possibilità reali di vincere.
    Certo però incontriamo una squadra di campioni, di orgoglio, e cadiamo sotto la metafora dell’animale ferito, messo all’angolo, che diventa pericolosissimo.

    Secondo me è una partita da affrontare in modo sciolto e leggero, arcigni in difesa e corsari in attacco, prendersi i tiri tranquillamente, giocare in fiducia, chiedere a Hall e Delaney di provare tanti 1/1 per creare vantaggi, farli collassare su Tavares e colpire dall’arco – oltre ovviamente alla buona circolazione di palla segnalata da Messina.
    Ma se non crei qualche vantaggio in apertura di giochi, se non li costringi a chiudersi in area, allora difficilmente avremo quei buoni tiri da fuori che servono per tenere alte le percentuali.

    Diversamente da quanto stanno scrivendo molti commentatori, secondo me questa non è partita indicativa, né in un senso né nell’altro, anche se una vittoria sarebbe certamente un tassello importante per conservare il prezioso terzo posto.
    Ma giocherei senza alcuna pressione, non è qui che si gioca il finale di stagione, secondo me.

    Partita emozionante per il prestigio delle squadre in campo. Speriamo di divertirci.

    1. Contrappunto: per me l’ideale non è trovare squadre che fanno già fatica di loro in quello che è il tuo punto di forza, perché rischi di limitare l’impatto. Per me, ma ovviamente posso sbagliarmi, la partita potrebbe giocarsi dal lato opposto, dove l’Olimpia dovrà segnare. E mi fa paura la loro striscia negativa e l’ultima gara con le recriminazioni.

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