Barcellona vs Olimpia Milano | Le Pagelle di RealOlimpiaMilano

Le pagelle di RealOlimpiaMilano dopo il grande successo del Palau: difesa da 10 di Bentil su Mirotic, il Chacho è immensità

Kell 6 – 4 punti nel secondo quarto. Riesce in qualche modo a rendersi utile.

Melli 8 – E’ arrivato francamente il momento di attendersi qualcosa di più in attacco, visto il valore nel contesto Olimpia, ma in difesa resta qualcosa di pazzesco. Mani ovunque quando conta.

Grant 7 – Milano vince al Palau con quasi 32’ di Grant. Lui è encomiabile per impegno, mai pericoloso da fuori, ma fisico, aggressivo e capace di far correre la squadra.

Rodriguez 9 – Gioca un primo quarto stellare, nel finale piazza un’altra bomba delle sue e si fa sentire anche in anticipo. Vede il blaugrana, e si infiamma. Può diventare il più grande giocatore dell’era Armani.

Tarczewski sv

Ricci 6 – 11’, non è al meglio, ma schiaccia una bella palla in attacco per il suo unico assist.

Hall 7 – Mette un jumper cruciale ma trema poi dalla lunetta. Timoroso da 3, è sempre generoso nella sua metà campo difensiva.

Delaney 8 – Parte male in difesa, poi prende le misure e nel secondo tempo firma prima le giocate per “non morire”, quindi quelle “per uccidere”, anche se si dimentica di uscire su Mirotic. Il graffio dell’ex.

Hines 8 – Piano piano, lemme lemme, prima si fa stoppare da tutti, poi inizia ad alzare le mani, a sporcare palloni, e trovare canestri chiave.

Bentil 10 – Ci sono almeno quattro difese in fila su Mirotic, in uno contro uno, da nobel per qualcosa. Un soldato, che segna anche 8 punti. 4 palle rubate, detto tutto. “Messina non azzecca mezzo americano”. Cit. 

Coach Messina 8 – 2-0 con Jasikevicius dopo la scottatura di Berlino. Un po’ troppo nervoso, trova la quadra e, da una squadra che segna poco, ottiene 28 punti nel quarto decisivo. L’ultimo.

28 thoughts on “Barcellona vs Olimpia Milano | Le Pagelle di RealOlimpiaMilano

  1. Condivido tutto, ma Rodriguez “è” il più grande giocatore dell’era Armani e lo sarà chissà per quanto tempo. Noi potremo raccontare di aver visto l’Olimpia del Chaco!

  2. Chacho è immenso ma non dimenticare Gamba Vianello Masini Iellini Menegin MacAdoo e un certo D’Antoni .

    1. Nell’era Armani hai ragione non c’è dubbio è il più grande.

  3. Ho come l’impressione che dopo questa partita vedremo Bentil da 5 spesso e volentieri … Grant terzo play di lusso … Kell mostra di aver capito il contesto … gioca semplice … non forza … difende … peccato quel SV per Kaleb … che è peggio di un brutto voto …

  4. I 32 minuti di Grant mostrano che se lanci i giusti segnali Messina li coglie e insiste … per cui chi sta facendo panca dura o gioca pochissimo si faccia delle domande …

  5. Melli professore in difesa soprattutto perché con un atletismo da 6 difende su gente più grossa e potente … intelligenza e tecnica pazzesche … poi paga lo sforzo in attacco … non dimentichiamo che tra i big mi pare che sia l’unico a non essersi mai fermato …

  6. Bisogna porsi la domanda. Così per capire cosa è cambiato. Se è il coach a cambiare approccio su consiglio del Poz , se gli infortuni hanno creato spazio o se le famose seconde linee che non vedevano il campo neanche contro la Socialosa( chi ha giocato a basket a Milano capisce) sono entrati nel sistema e portano il famoso mattone.
    Forse è la somma dei tre fattori , ma ieri sono rimasto impressionato dai minuti a Grant per la grande difesa su Kuric ed a Trell. Se Grant si fidasse un po di più del suo primo passo saremmo con il terzo play come da contratto.
    Bentil il coniglio nel cappello e non è il primo in questo anno di acquisti. Aspettiamo Daniels ed Alviti in lba

    1. Penso che se Messina e Stavropoulos hanno insistito nel concedere fiducia a Grant ed a Daniels anche dopo innumerevoli prove negative è perchè han visto serietà in entrambi i giocatori, ossia due che ci tengono, che “sono dei nostri” come afferma spesso lo stesso Messina, che nonostante le difficoltà non han mai mollato dimostrando evidentemente grande impegno per cercare di venirne fuori.
      Daniels aveva già fatto vedere qualcosa di buono a dicembre, Grant in questa situazione di super emergenza si è fatto trovare pronto, forse il dover obbligatoriamente giocare tanti minuti gli ha permesso di essere un pò più tranquillo, non so, fatto sta che con Bologna si è sparato 37 minuti, con Derthona 34 e a Barcellona 32.
      Penso anche che i giocatori in difficoltà hanno la possibilità di migliorare perchè sentono in ogni caso la fiducia del coach e dello staff e anche dei compagni.
      Ieri messina ha concesso tantissimi minuti a Grant dato che si è ritrovato Hall caricato di falli sin dall’inizio, Chacho da gestire (diavolo di un Messina che si permette di farlo riposare concedendogli solo 20 minuti 🙂 ), Delaney rientrante da infortunio, Kell esordiente assoluto in Eurolega: in questa situazione, Grant ha avuto l’enorme merito di farsi trovare pronto.
      Ovvio che se ci fosse Shields, con Delaney non convalescente, con Hall non costretto ad uscire per falli, Grant giocherebbe sì e no 10 minuti o anche meno, ma adesso l’importante è che lui dia continuità in LBA, è lì che deve spararsi 25 minuti a partita.

      Anche per quanto riguarda Kell l’importante è che garantisca una ventina di minuti a gara in LBA, poi in Eurolega quello che riesce a dare è tutto di guadagnato (e ieri si è ben comportato nei 13 minuti in campo).

      Per Daniels non ci voleva questo lungo stop causa Covid, proprio adesso che aveva trovato un minimo di continuità…

  7. Su Tarc, sinceramente, il sv non è “giusto” a mio parere. Se il coach gli concede 6 minuti, e lui in quei 6 minuti non demerita anzi, un paio di rimbalzi, una ssist, un recupero, buonissima difesa, è giusto dargli un voto e che tale voto sia positivo. Servivano suoi 6 minuti positivi e lui li ha portati.
    Un conto avesse giocato 6 minuti in garbage time, ma se 6 sono i minuti previsti per lui dal coach nel piano partita, nel secondo quarto, e lui li interpreta al meglio, a mio parere è corretto dargli un voto positivo.

  8. Inutile soffermarsi sul numerino in pagella, anche se Bentil ( di lui si è già detto di tutte le qualità che ha portato)non si è ancora trasformato in M.Jordan per meritare un 10; quindi bravi tutti, ma, una citazione per Delaney, che, quando trasforma in campo positivamente, tutto l’agonismo che sempre lo pervade, riesce veramente a fare la differenza: c’è da dire che quest’anno, quando riesce a dare continuità alle sue presenze, sta offrendo un rendimento nettamente superiore rispetto alla scorsa stagione ed è giusto sottolinearlo

    Miracoloso Grant, che, dal non riuscire a giocare in LBA fino a qualche tempo fa, tiene dignitosamente (al di là delle nude cifre) il campo in EL in un top-game: una vera metamorfosi, ricordandoci cmq che stiamo parlando di giocatori che sono esseri umani e come tali soggetti, dando il meglio riuscendoci o meno, a tante variabili, ma sembra che il ragazzo abbia imboccato la giusta via, ben per lui e per noi

  9. Non l’ho ancora scritto perché mi vergogno un po’ e soprattutto perché non gliene frega niente a nessuno.
    Ma oggi siamo tutti buoni e carini, quindi lo confesso.

    A me Grant è sempre piaciuto perché mi ricorda me quando giocavo a basket da ragazzino … un ossesso (con intelligenza) in difesa un casinista (psico labile) in attacco, dove penetravo che era una bellezza (e magari sbagliavo l’appoggio dopo averne dribblato tre) ma da fuori non ne mettevo una che fosse una…

    Però negli spogliatoi mi volevano bene tutti (un po’ meno quando sbagliavo i liberi fondamentali alla fine… ebbene sì anche a me è successo).

    Invecchiando però migliorai!

    1. Grazie @Tom per questa tua descrizione del “te giocatore”. Per altro è molto simile anche alla mia 🙂

      E grazie a chi, più sopra, ha citato Socialosa….

      1. Socialosa (cit @Iellini) primi anni 70, tra gli allenatori il mitico barone Riccardo Sales via Copernico i Salesiani Medie Liceo Il Basket il legame e le palestre di via Nicolini Chinatown alla Pio X. Che tempi o forse sono mitici solo nella mia testa. Bella Tom tu sei più giovane .
        Sono tornato in quei luoghi nell’86 altro ruolo ai margini del campo ma lo stesso amore per il gioco e la foto che ci hai offerto replicata dai più giovani ed entusiasti. di una vita vissuta intorno ad un parquet o forse all’epoca era linoleum se andava bene altrimenti in parrocchia all’aperto sull’asfalto. Bello si l’Olimpia, i campioni da ammirare, lo scudetto ’72 Rubini e Gamba in panca Il Palalido …. Il basket però era anche il campetto gli amici i più fortunati la società organizzata a Milano non credevo ce ne erano pre pandemia 216 e non saprei quante resistono adesso..

  10. Ma secondo voi quanta importanza ha il Poz in panca? a parte il lavoro ossessivo di tranquillizzare Messina prime di un coccolone (si fa per ridere ovviamente) il mio parere è che il suo arrivo sia più che positivo. Ha un filo diretto col cervello del Chacho e di FOR23, rincuora e catechizza Grant, pacche sul culo a tutti, insomma una bella aggiunta di empatia che non guasta. Che ne pensate? Spero resti con noi a lungo!

    1. A questi risultati arrivi con tante cose “piccole”, non con poche cose grandi. E secondo me Pozzecco è una di quelle. Io ho l’impressione da inizio stagione che sia un valore aggiunto silenzioso molto importante, quindi con me sfondi una porta aperta.

    2. A inizio stagione nutrivo qualche dubbio sulla capacità del Poz di downgradarsi da head coach a secondo, invece è probabilmente l’ennesima genialata di Messina il quale, rivestendo per anni il ruolo di secondo in NBA, ha capito la valenza di un primo assistente di valore. Mi piace come Pozzecco interagisce coi giocatori in modo empatico e come cerca di placare le ire di Messina. L’esperimento sta funzionando alla grande e servirà a Pozzecco per compiere un ulteriore passo avanti nel momento in cui tornerà primo allenatore. Nel frattempo godiamoci la strana coppia in luna di miele professionale.

      1. Ho l’impressione che, dato il suo status di icona, Pozzecco sia, anche in tutti questi commenti favorevoli, soggetto a ipervalutazione; non è facile stabilire quanto, in soldoni, stia dando al suo ruolo. Lo scorso anno mi sembra che, anche in un contesto di prestazioni e risultati felice, il secondo di Messina, mr. B., l’americano di origine polacca, non se lo filasse nessuno.

        Sono convinto che il Poz sia a Milano per raccogliere a breve l’eredità di Messina come Head coach e nel frattempo studia, impara e gode, nel ruolo di vice, della simpatia che il suo personaggio, che è certamente un impasto di emotività ed espressività, rappresenta

  11. Poz fondamentale e tra qualche anno si mangia Jak a merenda accompagnato da una tazza di caffè…

  12. Non credevo che il Poz si sarebbe integrato con Messina e invece…. Direi che è stata una scelta importante. Sul suo futuro, vedremo. Certo è che sta andando a scuola da uno dei migliori in circolazione

  13. Intelligente ed umile il Poz ad accettare di fare il secondo, d’altronde anche Messina ha fatto il portaborracce per anni.
    Sono personaggi ambiziosi, umili ed intelligenti nel sapere che si può sempre imparare.
    Credo che il Poz sia un valore aggiunto importante e non solo perchè da pacche sul sedere, ma perchè capisce di basket.

    Quando Messina dice “abbiamo provato con tre lunghi su suggerimento dei miei assistenti” credo che dica un fatto successo e che la dice lunga sul livello complessivo dello staff che lui si è creato come “presidente operativo”. Vi ricordate le polemiche di due anni sul doppio ruolo?
    ora si capisce il valore di quel doppio ruolo.

  14. Voglio solo dire che ieri mi sono goduto una super partita e adesso ho letto con piacere questa paginata di commenti interessanti e non rancorosi.
    Non vedo l’ora di vedere il prossimo match.

  15. Vero, doppio piacere!
    E grazie per non aver sbeffeggiato il mio “outing” 😉

    Preciso per Orlando che le mie esperienze di basket risalgono comunque agli anni 80 (con i miti di una NBA appena arrivata sui nostri schermi con Larry Bird, Jabbar e Moses Malone e soprattutto quel satanasso del Doctor J che ha rovinato la mia generazione facendoci credere di avere diritto anche noi a fare quelle pazzie che solo lui poteva permettersi).

    Poi ho avuto una seconda giovinezza a Milano quando ho ricominciato a giocare a 45 anni nei tornei UISP.
    E di nuovo sbagliavo i tiri liberi come se fossi nella finale di EL… per il resto però un po’ di tranquillità l’età l’ha portata!

    Ora mi restano solo le partite nei playground con altri vecchietti over 50!

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